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9 gennaio 2010

Bentornati. (Scontri Rosarno)

Bene, a breve riprenderà la stagione, spero vi piaccia la grafica nuova. Vi lascio con un video che descrive meglio la situazione di Rosarno precedente agli scontri degli ultimi giorni. Così, per essere completi, e sperando che torni tutto alla civiltà in quelle terre. Naturalmente la maniera migliore che le forze dello Stato hanno avuto è stata quella di spostare gli immigrati piuttosto che capire meglio il perchè degli scontri e poter fare i "forti" con i "forti", con gli sfruttatori delle povertà, piuttosto che prendersela con le povertà. Una volta tanto spero che si muovano anche in quella direzione, perchè quella gente ha bisogno di dignità, non di essere spostata per cancellare il problema dalla mente degli Italiani, come al solito.

18 dicembre 2009

Buon Natale.




Un felice natale e i migliori auguri di un nuovo anno. I lavori del blog vengono sospesi con la speranza di riprenderli sotto una luce nuova, che poco è piaciuta in questi ultimi tempi. Ne approfitto per rivelare (a chi ancora non lo sapesse) il mitico regalo che il nostro presidente della camera ha fatto al direttore del giornale Feltri per natale: una bel flacone di Valium, con i migliori auguri riprendersi dalle sue "ossessioni e allucinazioni". Ecco, l'augurio che ci facciamo tutti è di non ossessionarci davanti a questo teatrino demenziale che stà sostituendo importanti temi di cui vorrei si parlasse, in maniera da non dovermi giornalmente dedicare sempre alle solite cose trite e ritrite (anche se ogni tanto tristemente rinnovate da qualche vergognoso avvenimento). Mi dispiace non essermi potuto occupare della conferenza sul clima di copenhagen, ma non ci ho visto dentro nessuna novità e nessuna notizia da approfondire. Mi spiace non essermi potuto occupare di finanziaria, perchè è stato solo un mattone leggero confezionato e non discusso. Mi spiace non aver potuto parlare ancora di immigrazione, nonostante le belle parole di apertura di Fini, perchè è stato subito tacciato di tutto quel che sappiamo e poi si è parlato d'altro. Insomma, speriamo in qualcosa di più dal 2010, questo per dirvi che non è solo colpa mia l'occuparmi sempre e solo delle stesse cose. Questo blog vuole essere uno "specchio pulente", per dimostrare che quando sembra che non ci sia altro da dire, in realtà c'è un abisso e le domande non vanno mai taciute. Certo non posso imporre io le questioni importanti a cui dedicare attenzione.

Ah, Faccio i miei migliori auguri a famiglia e amici che mi sostengono e qualche volta aiutano nel proseguimento di questo spazio. Una valium a testa e sogni d'oro 2009 XD.

15 dicembre 2009

Come si autodistrugge un regime.

Questa riflessione proviene dai trascorsi di questi 2 anni e dall'immaginario italiano (oltre che dall'esperienza di spettatore-cittadino) degli ultimi 5-6 anni. Intendiamo innanzitutto come "regime" un generico termine riferito ad uno status etico di una nazione, che sia democratica o autoritaria (così regime può essere una democrazia parlamentare, una dittatura popolare, una monarchia, ecc). Mi sono interrogato a lungo su quali siano i "termini in gioco" per la vita, la durata e la salute di un regime. Ho concluso (senza alcuno studio di scienze politiche) la riflessione con delle valutazioni simili ad alcune teorie economiche basilari applicate all'etica.
Ci sono quindi a mio parere molti elementi in gioco in uno Stato che fanno la differenza. Ma identificando la vita di un regime come un "ciclo di vita", potremmo disegnarlo un pò come una parabola. Essendo su un foglio, solo ed esclusivamente in due dimensioni, dobbiamo quindi astrarre da questi elementi solo gli essenziali. Ne ho individuati 3, che sono i fondamentali elementi in gioco in qualsiasi regime: Il comando, il ricevente e il messaggio. Semplificando queste nozioni molto generali li potremmo chiamare Il capo-maggioranza, il cittadino-suddito e la comunicazione-propaganda.

Il "Capo" può essere un dittatore in una dittatura, un re in una monarchia, un governo in una democrazia, che sia parlamentare o autoritaria. L'equilibrio (che rappresenta il grado di inclinazione della nostra parabola) lo si trova nella coerenza tra la politica del capo (e la sua vera identità), la comunicazione di tale politica e il gradimento del popolo. Se questo equilibrio rimane nel tempo, una parabola molto piatta assicurerà uno status quò condiviso per molto tempo. Ma è pur sempre una parabola, e la fase discendente è inevitabile. La politica è fatta di compromessi e di propaganda (identificando nel nostro sistema propaganda come il gap comunicativo tra identità della politica e messaggio perpetrato ai cittadini, quindi incoerente con l'identità tenuta nascosta dal soggetto capo). Nel tempo è inevitabile come la propaganda sia inizialmente utilizzata come collante laddove la politica non funziona, fino a raggiungere il punto critico di stallo, nel momento che i cittadini riconoscono la falsità e faziosità dell'informazione (e quindi l'incoerenza del terzo fattore sopra citato). Così il popolo comincia a lamentarsi, a sgombrare la mente da pregiudizi politici di sorta e a volere più trasparenza e uguaglianza. Qui stà la scelta ultima del "regime": i tre fattori non vanno più d'accordo. O cambia il capo, o cambia il messaggio, o cambia il popolo. Il popolo non può cambiare se non nel lungo periodo (e a questo può pensare e ha pensato la televisione in questi 15 anni, ad esempio) ma solo fino ad un certo limite. Gli altri due fattori, una volta capita l'incoerenza di fondo del sistema, devono cambiare assieme.

Ora, l'occidente è diventato democratico perchè ha riconosciuto la capacità di fondo delle democrazie di cambiare i fattori "capo e messaggio" quando lo si ritiene necessario per assicurare una parabola più lunga possibile del proprio regime. In alcuni stati (pensiamo alla storia novecentesca) invece si è forzata la mano per cambiare nel tempo il fattore popolo tramite (principalmente ma non solo) il controllo di mezzi d'informazione (ricordate la radio di regime mussoliniana). Chi ha scelto la prima via ha allungato il ciclo di vita dello status quò, chi ha scelto la seconda lo ha irrimediabilmente accorciato. In alcuni casi è riuscito a renderlo non troppo corto con un abile gioco di trasformismo e ricatto, ma la strada è comunque segnata.

La parabola dunque si innalza e arriva il punto di stallo. I cittadini protestano e il potere, comunque costituito (dittatura, democrazia, monarchia, ecc) deve trovare una soluzione NON censoria, ma dedita all'ascolto e al compromesso (attenzione: compromesso vero, non di facciata tramite la stessa comunicazione che il popolo ha già identificato come non credibile). Se ciò non succede, è la discesa. Se le piazze democratiche (numerose, indifferentemente dalla maggioranza o minoranza politica costituita) vengono lasciate "sole" la caduta comincia, ed è tanto più repentina quanto più grave è il disagio. Da questo momento, sparare urbi et orbi propaganda è un rimedio parziale e sconsiderato, poichè più violenta e irrimediabile sarà la caduta. Se i cittadini vengono lasciati soli nei loro problemi, complice "magari" una congiuntura economica sfavorevole, o un conflitto vicino, non importa che l'elemento "messaggio" sia rassicurante o venga propinato come vero l'incredibile consenso al re/capo/governo; bisogna capire prima che se la discesa è iniziata, diventa tutto transitorio. Non mettere una pezza, non cambiare orizzonti significa attirare sfogo NON democratico (nelle democrazie) e direttamente violento laddove di regime autoritario tratta. Tanto lunghi gli anni di Mussolini come tanto veloci gli attimi dei trambusti e delle violenze che portarono alla sua scomparsa. Se davvero il sistema di uno Stato ripudia guerra e violenza, non il popolo bensì le istituzioni stesse e in particolare l'elemento "capo" sono responsabili dell'ordine e del dialogo. Il disagio non è mai figlio di un capriccio. I giusti messaggi istituzionali, quelli veri, quelli sani, possono portare ad una distenzione. La propaganda acuirà solo la curva della parabola.


Ora, è compito del lettore adeguare questo modello alla situazione di qualsiasi governo/stato e naturalmente anche all'Italia del 2009, in un momento che francamente al di là delle opinioni intimorisce tutte le persone democratiche e intelligenti. Se posso dirla tutta, in un momento di tensione si stà pensando a censurare internet e a indicare il nemico come responsabile della violenza. Fermare la spirale, e che chi di dovere pensi ad appiattire la parabola, accettando una volta per tutte di trovarsi ormai in fase discendente, in aumento di velocità. Il consenso popolare e la stabilità di un Paese non sono poi così rigidamente associati, soprattutto quando la propaganda, come già detto, non è per definizione coerente con l'identità del capo. Mussolini Deve insegnarci qualcosa, fatto salvo che è salito democraticamente, e quasi fino all'ultimo democraticamente amministrato con il consenso (o il silenzio-assenzo) del popolo. E forse in lui c'era più coerenza tra messaggi e azioni. Ma le conseguenze le sappiamo. Senza fare ulteriori paragoni che certo non si possono fare nel 2009, il sistema sopra esaminato, seppur pienamente opinabile, per chi lo condivide rimane lo stesso. Si parla di fermare la spirale. Bene, ma dopo rinnoviamo democraticamente e civilmente la parabola, restituendo coerenza al sistema capo-cittadino-messaggio.

Se (ad esempio, e premesso che il sottoscritto non odia nessuno) una parte accetta di dialogare e il capo continua senza compromessi a fare ciò che ha creato il disagio (ricorderete l'inizio dell'ultima legislatura), non è nei "nemici" che troverà la risposta alla domanda "ma perchè c'è gente che mi odia".

Andrea Tuscano

14 dicembre 2009

Passaparola: Il più amato dagli italiani.

Dopo tutte le sconcerie raccontate fin da stamattina sui mandanti "morali" dell'attentato di ieri, sono veramente frastornato. Mi chiedo come si faccia a sparare così tante menzogne accusando a destra e a manca politici giornalisti e oppositori su un fatto come questo, nonostante tutti abbiano sottolineato come la violenza è negativa e da condannare (si, anche Di Pietro, che però non solo lo ha sottolineato molto meno, ma la tv ha poi pensato bene di astrarre dal suo discorso solo la parte secondaria e più impropria in un momento come questo.). Oggi "Il giornale" ha dato la colpa a tutti: Casini, Di Pietro, Bindi, Persino Fini. Ridiamo un pò di verità a queste ore che sfiorano l'indecenza.


13 dicembre 2009

Aggressione a Berlusconi..E se dicessi che me lo aspettavo?




Sangue sul volto di Berlusconi. Mentre stava salutando, dopo la manifestazione milanese di oggi, alcuni suoi sostenitori, un uomo gli avrebbe sferrato un pugno armato di un oggetto contundente. Su due cose siamo d'accordo. Che la violenza non serve a risolvere niente e che il clima Italiano di questi tempi era sicuramente favorevole ad un avvenimento come questo. Già ho fatto un giro per giornali online e per le dichiarazioni dei twitters, impegnati da quasi un ora a confrontarsi. Ne escono fuori già delle cose vergognose. Chi grida al terrorismo islamico, chi chiede al premier di "affossare l'Italia" per vendetta, chi dà la colpa a Di Pietro. Ma c'è anche chi esulta e gioisce, e ci sono quelli che, pur fortemente critici verso di lui, il suo operato, la sua morale e il suo governo, tirano le mani indietro dalla violenza, solidarizzando. Io vorrei che il premier leggesse quella roba e capisse la differenza tra chi Vive di vere estremizzazioni, fomentate dalla tv, e chi non solo non si fà prendere in giro, ma non si diverte di fronte a ciò che è successo oggi. In quest'ultimo gruppo si evince il fallimento della propaganda mediatica che schiera di nuovo comunisti contro berlusconiani. Per quanto riguarda tutti gli altri, purtroppo, La propaganda vince. E l'aggressore ha fatto un regalo di Natale a Berlusconi, che avrà tutte le possibilità per distinguersi da chi è violento, strumentalizzando l'accaduto per indicare i suoi "nemici" come responsabili, se non artefici. Naturalmente le dichiarazioni saranno sempre le stesse "il risultato di un clima d'odio fomentato da repubblica, i comunisti e Di Pietro". Il problema è che se il popolo esulta dà man forte a queste solite teorie senza alcun fondamento logico. La cosa più sbagliata da fare e trasformare un cattivo capo politico in un martire, senza possibilità ulteriore di giudizio pratico, veritiero e critico sul suo operato. Ma c'è chi non lo capisce purtroppo.

Premier aggredito - Corriere della sera.

20 novembre 2009

Cloud Computing. Perplessità in evoluzione



"Era il calcolatore, e il calcolatore si fece piccolo, economico e diffuso, e venne ad abitare in mezzo a noi. Ma noi lo scacciammo, sfruttandolo da lontano..."

Per chi sà cosa è il "Cloud Computing" non sarà difficile capire questa frasetta, ironicamente ripresa dalla Genesi". CC, Cloud Computing, una "nuvola" comune di informazione e calcolo. Essa è (per completezza di chi non ha idea) un nuovo modo di pensare tutta l'architettura di rete e di lavoro, in cui proprio la rete (e la connessione ad internet) vengono messi al primo posto. Praticamente un'architettura "cloud" prevede tanti terminali (i vostri pc) "stupidi" nel senso di "non necessariamente dotati di programmi installati" che gestiscono dati in rete usando programmi preinstallati in server a cui si allacciano tramite una connessione internet e interfacce web 2.0. Ok forse potevo essere più chiaro. Avete presente i programmi google-docs? Sono gli equivalenti del vostro office di windows, solo che sono in rete. Ci potete fare tutto e scaricarvi poi i documenti, ma il programma non è propriamente nelle vostre mani. La raccolta album di Facebook? piazzate le vostre foto e un programmino ve le fa vedere e minimamente modificare; certo che avrete un account facebook (forse) ma non "possedete" il programma di facebook per le foto. Nè siete obbligati a possedere le relative capacità di elaborazione sui vostri pc.

Questo sistema di distacco tra possesso di software (e pc con capacità di calcolo adeguato) e possibilità di uso di alcuni strumenti in rete si fà sempre più netto con l'introduzione di Chrome OS, di google. Praticamente ora non solo potremo avere a che fare con un paio di applicativi online da gestire, ma è come se tutto il sistema operativo sia totalmente interfacciato in rete, totalmente "cloud". Infatti dalle recensioni apparse e dalle testimonianze di chi l'ha provato, sembra tutto un browser più che un sistema operativo. Ora.. dove stanno le perplessità?
E' un pò la differenza tra avere una casa di proprietà e poterne abitare una a proprio piacimento, ma di proprietà di un altro, o di proprietà comune. Sai che puoi far in teoria ciò che vuoi finchè qualcun altro non si stufa. Inoltre chi gestisce la proprietà non tua potrà anche invadere la tua privacy per assicurarsi che sia tutto "a posto". Sceglierà lui i colori delle pareti se quelli che avete scelto voi non vi piacciono, e pagherà lui le bollette, nel senso che se sbaglia voi rimanete al buio e senza riscaldamento.
In parole povere con il cloud computing - che rappresenta sempre la nuova frontiera e un concetto che se bene applicato integra benissimo rete e contenuti - si rischia di non avere più controllo sui propri mezzi, e di doversi sempre rendere dipendenti dalla "nuvola", se c'è e se funziona. non si sà bene chi abbia accesso ai propri documenti "ai piani alti", come essi siano usati (venduti, sfruttati per pubblicità, ricerche ecc). Insomma, c'è anche chi con il proprio pc vuole autonomia creativa e un certo livello di segretezza (pensiamo agli industriali, ai team di ricerca). Per ora il rischio non esiste proprio perchè il cloud c. rappresenta una realtà non evoluta, ma il focalizzare tutta l'attenzione a questo fenomeno come se in futuro non ci possa essere altro che "software in rete" beh, se non altro è un panorama pericoloso.
Ultimamente anche Microsoft si è lanciata nei progetti cloud in grande stile, annunciando una versione in rete di office 2010 (mentre già sulla piattaforma live sono disponibili alcune chicche di poco conto tipo calendario gestore foto ecc). Comunque sia, senza montare troppi spaventapasseri, un proficuo rapporto tra software cloud e software proprietario degli utenti non può che rappresentare una buona cosa per tutti.

Andrea Tuscano

17 novembre 2009

"Giustizia a Orologeria" per tutti. Quando scatta.. tutti a casa.

Ritengo opportuno riportare questo intervento, come da molto tempo ormai non faccio in effetti, della serie settimanale di passaparola. Questo perchè credo sia ininfluente una ulteriore considerazione aggiuntiva dopo la visione, e, in definitiva, segnare un record di dismisura della stupidità politica alla quale siamo arrivati (stupidità in senso lato, come stato desolato di incomprensione di tutto ciò che qualcuno ci stà causando, o nella migliore delle ipotesi, un senso acritico di omertà e indifferenza che poco ha in effetti di intelligente).

Se passa questa legge (non credo...) non ci sarà più limite. Non ci sarà più un senso della misura, ne un senso di onestà come Stato. Lo sfracello dell'Etica. Bene o male sia, purchè impunito. Perchè dietro la facciata cesseremo di avere una giustizia. Inzia così, e poi ci ritroviamo per forza a farci giustizia da soli, rimpiangendo il giorno in cui abbiamo regalato il nostro quieto vivere a gente disonesta, che ha reso un intero Stato disonesto senza che se ne accorgesse, o almeno parzialmente. Vergogna.

Andrea Tuscano

16 ottobre 2009

Roma, l'omofobia e lo Stato di "diritto".

Mi piace, invece di sproloquiare in pensieri e riflessioni, portare una serie di fatti come fosse un libro o un film. Un repertorio mentale di immagini. Allora immaginate Roma. Bella città vero? La nostra capitale, il simbolo della nostra italianità (alla faccia degli "Anti"). Bene, immaginate ora Roma assolata. E' mezzogiorno, e arriva l'ora di punta. L'Italia che lavora. L'Italia che vive. L'Italia che spera. Sotto la luce del sole c'è una macchina che accosta. Poco più lontano un Immigrato - poi riconosciuto come Egiziano - che cammina. Non sta rubando, non stà stuprando, è solo Egiziano. Dalla macchina escono quattro Italiani. Afferrano il signore, lo calpestano, lo picchiano, e gridano. Gridano all'Italianità? Dipende cosa oggi significhi Italianità per certa gente. Sicuramente non generalizzo, parlo di "certa" non "tutta". Gridano a qualcosa di Italiano, comunque. Qualcosa che è successo e che gli Italiani hanno permesso che accadesse. Gridano "Duce! Duce!". Il duce, un Italiano eletto dal popolo. (Alla faccia degli "Anti", e due).
La scena non dura troppo. Il tempo di elargire un pò di sangue sulla strada, di inneggiare ancora un pò ad un passato che non c'è più (non c'è più?) e poi la fuga. E' mezzogiorno, dalle cronache sembra che nessuno sia accorso a difendere l'immigrato. Forse non c'era nessuno ma non interessa.

L'uomo viene poi soccorso e portato in ospedale. Partono le indagini, li prenderanno questi testimoni di Italianità e integrazione? Non si sà. Ma il bello viene ora. L'egiziano ha il setto nasale rotto. Immaginate ora due strade, mettete in sottofondo una bella canzone e godetevi il film. In una di queste strade ancora gli Italiani scorrazzano con l'auto, inneggiando al fascismo e magari facendosi i complimenti a vicenda. Liberi e contenti. Leggittimati da una tv che racconta solo quanto cattivi siano gli extracomunitari, che picchiano, stuprano e rompono i setti nasali degli Italiani. Nell'altra strada C'è un uomo, sanguinante con - probabilmente - fasciature e medicazioni, che sale su un'altra auto. E' quella della polizia. Lo porta in questura. Già, perchè nel momento del bisogno si è rivolto allo Stato, ma lo Stato deve accertarsi che Lui sia.. regolare. Non aveva i documenti con sè.

Immaginatevi una scena ulteriore, questa volta fantasiosa. La macchina dei teppisti del Duce che incontra quella della polizia dell'immigrato. Secondo voi, quanto si potrebbero sentire fieri, quei teppisti, di aver servito lo Stato per ripulire l'Italica Roma dagli "Anti"? Di aver fatto quasi un favore alle forze dell'ordine?

Ok, film finito. Purtroppo tranne l'ultima scena è tutto vero. Raccontato in maniera provocatoria, per farvi capire che basta niente, per invertire i ruoli. Per creare mostri e leggittimarli (anche senza volerlo). Mostri figli di un vecchio trucco per conquistare potere. Si inizia creando un problema, o confezionandone uno ad hoc per poi sbatterlo in testa ai cittadini. Ogni giorno, ogni ora, facendo quasi dimenticare a loro che ce ne sono tanti, più importanti, o forse meno, ma presenti. Poi gli stessi che montano il problema, propongono la soluzione. Forte, impulsiva, tenace. Al punto che produce quei mostri. Quei mostri che si innamorano delle soluzioni forti e impulsive, fino a deviarle in comportamenti violenti, ma tuttavia istituzionalizzati nelle loro teste. Basta seguire l'esempio e fare anche di più. Per lo Stato e per gli Italiani. Questo gira nelle menti dei mostri. Odio, ribrezzo, alimentato dalla tv. Certamente il Governo non vuole ciò (voglio essere buonista ed escludere qualche leghista), ma non pensa che la smania di potere, e i trucchetti per ottenerlo, hanno questi profondi effetti collaterali. Perchè uomini con strane idee ci sono sempre, ma per tirare fuori in massa queste idee basta mandare i messaggi sbagliati.

L'ennesimo messaggio sbagliato lo conoscete. Qualche giorno fà si è deciso che una legge che avrebbe istituzionalizzato aggravanti per odio omofobico, non va bene. Gli uomini del "Duce! Duce!" stanno esultando, e magari domani potrebbe andarci di mezzo un Rumeno, o un Albanese, o un Terrone, o, visto che siamo in tema, un omosessuale, o un Ebreo. Ah, già, di quegli Anti-Italiani ci siamo occupati a suo tempo.

Scusate la provocazione, credo che gli intelligenti abbiano capito.

Andrea Tuscano

15 ottobre 2009

La vera Opposizione.


"Chi governa non pensi a se stesso; Cittadinanza a 11 anni per chi nasce in Italia; Abbassare il tempo di permanenza per la cittadinanza degli Extracomunitari a 5 anni; Della pillola abortiva se ne occupino gli esperti e non il parlamento; Si rispettino le istituzioni e l'indipendenza della magistratura, no ai PM sotto il controllo dell'esecutivo."

La lista potrebbe continuare. No, non è Di Pietro, e non è neanche Qualche piddino. A mandare sempre più spesso questi messaggi (ritenuti falsamente e strumentalmente "di sinistra") è Gianfranco Fini. E c'è veramente da stupirsi, guardando i video dove ad uno dei tanti raduni del PD, l'ex di AN viene applaudito dal pubblico e dai leader, rimanendo quasi scioccato lui stesso. Cambio di rotta? Si, certamente. Cambio di idee? Si, almeno per quanto riguarda la vecchia tradizione molto vicina al Fascismo (lui stesso in una intervista disse di aver cambiato pensiero; ricordo ancora le parole da capogiro, che fecero rimanere attoniti i microfoni; il senso non letterale era: "ma con tutto quello che sto facendo e dicendo, compreso il mio ingresso nel pdl, non credete che per gioco forza abbia cambiato idea su alcune tematiche estremiste?".

Già, ce ne siamo accorti, anche considerando che l'intervista è stata rilasciata ben prima di queste ultime mosse e prese di distanza da Berlusconi in primis e, secondariamente, da parte del pdl, ormai in preda ad un servilismo che non accetta diversità di opinione da quella del grande (piccolo) capo. Ma Fini non è solo. Molti oramai a destra (e soprattutto tra i finiani) sono stufi di 2 cose: il senso dello Stato che si stà assolutizzando ad un sultano, facendo perdere di mira gli equilibri del potere essenziali per governare nel 2010 (attenzione, non che in sè la cosa sia un male estremo per quelli di AN, solo che il sultano in questione fa di tutto per rovinarsi la reputazione credendo di poter salvare, insieme alla fedina penale, la faccia, e questo ricadendo su tutto il pdl e la nazione rovina i valori di dignità tipici della destra patriottica); la seconda consiste nel fatto che forse i Finiani si rendono conto che è in questo modo che si danno altre possibilità ad una sinistra inesistente di tornare al potere, in un momento in cui non avrebbero nessuna chance di essere utili, se non quella di allontanare un poco l'immagine dell'Italia da quella di Silvio Berlusconi. Quindi Fini Vuole fare il Deus ex machina, stà costruendo un'opposizione nella maggioranza, in maniera che forse alle prossime elezioni salga l'opposizione, la sua. E' aiutato in questo dalla sua fondazione Fare Futuro, che discute giornalmente di temi importanti e naturalmente appoggia Moralmente (e chissà in quale altro modo, facendo da perno organizzativo ai vecchi di AN) l'ex leader nella sua azione.

In definitiva non saprei dire se è tutta una campagna studiata o quanto di vero ci sia nelle sue parole; certo è che questo nuovo filone di una destra che si modera e tenta di superare l'era schiavista Berlusconiana comincia ad attrarre il mondo vero che stà sotto la politica, quello che dalla politica esige sempre qualcosa, e sta già preparando i rapporti di "simpatia" del futuro: imprenditoria, associazionismo, Finanza.
Ultima riflessione, più che altro una domanda: in questo mondo che si separa dal Berlusconismo, l'elettorato di An, costretto a votare pdl e magari convinto che fosse una gran cosa, si stà accorgendo dei cambiamenti? Perchè sento discorsi in giro per la rete; si parla del macello politico odierno e ci si ostina a difendere contemporaneamente Fini e Berlusconi. Come si fà? Spero che non siano la maggioranza quelli che pensano che un partito sia come una squadra di calcio, da sostenere indipendentemente se alcuni giocatori pretendono di portarsi in campo una mazza da baseball e altri vogliono solo usare i piedi per calciare il pallone. La politica è diversa, i partiti devono essere secondari alle idee. Fini lo sà, i Finiani in tutta Italia non so.

Andrea Tuscano

14 ottobre 2009

Nuova stagione.


Buongiorno lettori, bentornati. Si apre una nuova stagione per NLTS, ci stiamo muovendo per far ripartire la piccola macchina come al solito. Quest'anno in versione più snella, più "twitteriana" (mica troppo) pubblicheremo commenti, piccole news, cronache locali senza tralasciare i grandi temi Italiani.

Perchè parlo al plurale? Per rendere il blog più appetibile, più variegato (e più aggiornato) ho considerato la possibilità di aprire ad alcuni "collaboratori" che si prenderanno cura di questo pezzo di democrazia, certo finchè ci sarà concesso (proposte di censura nella rete, ne parleremo). Il primo collaboratore, mio grande amico, si stà già organizzando. Spero di poterne trovare altri, per ingrandire un pò questa realtà che in meno di 3 anni ha nel suo piccolo collezionato decine di migliaia di visite uniche. Un grande onore per un modesto studente. Continuate a seguirci.

9 luglio 2009

Sporadici aggiornamenti in uno Stato che si sveglia.. forse solo per andare in bagno.

Sono mesi che non scrivo niente, ma devo ammettere che, dato che qualche giornale stà facendo di nuovo un pò del suo lavoro, e dato che ormai molti si stanno accorgendo della pietosa situazione nella quale siamo di nuovo finiti (se mai ci sarà un fondo in Italia da raggiungere avvisatemi che reimposto la mia scala morale), diciamo che una pausa dalla tastiera non mi ha fatto male. E non sto qui a dirvi che riprendo alla grande i miei sproloqui scarsamente letti, voglio solo rassicurarvi che non mi sono dimenticato di questo piccolo spazio dedicato come sempre alle persone vicine a me e a tutti gli altri; ("le persone di buona volontà", per bagnarmi anche io la bocca e le mani delle parole dell'enciclica papale largamente usata dal nostro presidente devo dire in maniera più che degna.. se lo fa lui lo posso fare anche io, ndr.).

Questo articolo lo riporto anche qui, perchè voglio che rimanga nel mio database, oltre che nella mia (e spero nella vostra) testa. E' l'opinione sintetica di un certo uomo che sicuramente conoscerete molto meglio di me, che non sono un gran lettore. Dedicato agli uomini di buona volontà...

IL NEMICO DELLA STAMPA
Di Umberto Eco
(Articolo dell'Espresso, 9 luglio 2009)


"Sarà il pessimismo della tarda età, sarà la lucidità che l'età porta con sé, ma provo una certa esitazione, frammista a scetticismo, a intervenire, su invito della redazione, in difesa della libertà di stampa. Voglio dire: quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa vuole dire che la società, e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie che definiremo 'robuste' non c'è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla.

Questa la prima ragione del mio scetticismo, da cui discende un corollario. Il problema italiano non è Silvio Berlusconi. La storia (vorrei dire da Catilina in avanti) è stata ricca di uomini avventurosi, non privi di carisma, con scarso senso dello Stato ma senso altissimo dei propri interessi, che hanno desiderato instaurare un potere personale, scavalcando parlamenti, magistrature e costituzioni, distribuendo favori ai propri cortigiani e (talora) alle proprie cortigiane, identificando il proprio piacere con l'interesse della comunità. È che non sempre questi uomini hanno conquistato il potere a cui aspiravano, perché la società non glielo ha permesso. Quando la società glielo ha permesso, perché prendersela con questi uomini e non con la società che li ha lasciati fare?

Ricorderò sempre una storia che raccontava mia mamma che, ventenne, aveva trovato un bell'impiego come segretaria e dattilografa di un onorevole liberale - e dico liberale. Il giorno dopo la salita di Mussolini al potere quest'uomo aveva detto: "Ma in fondo, con la situazione in cui si trovava l'Italia, forse quest'Uomo troverà il modo di rimettere un po' d'ordine". Ecco, a instaurare il fascismo non è stata l'energia di Mussolini (occasione e pretesto) ma l'indulgenza e la rilassatezza di quell'onorevole liberale (rappresentante esemplare di un Paese in crisi).


E quindi è inutile prendersela con Berlusconi che fa, per così dire, il proprio mestiere. È la maggioranza degli italiani che ha accettato il conflitto di interessi, che accetta le ronde, che accetta il lodo Alfano, e che ora avrebbe accettato abbastanza tranquillamente - se il presidente della Repubblica non avesse alzato un sopracciglio - la mordacchia messa (per ora sperimentalmente) alla stampa. La stessa nazione accetterebbe senza esitazione, e anzi con una certa maliziosa complicità, che Berlusconi andasse a veline, se ora non intervenisse a turbare la pubblica coscienza una cauta censura della Chiesa - che sarà però ben presto superata perché è da quel dì che gli italiani, e i buoni cristiani in genere, vanno a mignotte anche se il parroco dice che non si dovrebbe.

Allora perché dedicare a questi allarmi un numero de 'L'espresso' se sappiamo che esso arriverà a chi di questi rischi della democrazia è già convinto, ma non sarà letto da chi è disposto ad accettarli purché non gli manchi la sua quota di Grande Fratello - e di molte vicende politico-sessuali sa in fondo pochissimo, perché una informazione in gran parte sotto controllo non gliene parla neppure?

Già, perché farlo? Il perché è molto semplice. Nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1 per cento) rifiutarono e persero il posto. Alcuni dicono 14, ma questo ci conferma quanto il fenomeno sia all'epoca passato inosservato lasciando memorie vaghe. Tanti altri, che poi sarebbero stati personaggi eminenti dell'antifascismo postbellico, consigliati persino da Palmiro Togliatti o da Benedetto Croce, giurarono, per poter continuare a diffondere il loro insegnamento. Forse i 1.188 che sono rimasti avevano ragione loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però quei 12 che hanno detto di no hanno salvato l'onore dell'Università e in definitiva l'onore del Paese.

Ecco perché bisogna talora dire di no anche se, pessimisticamente, si sa che non servirà a niente.

Almeno che un giorno si possa dire che lo si è detto."



26 maggio 2009

Minaccia Nucleare, tra "illuminati" e "ordine mondiale".



Si, il titolo meriterebbe pagine e pagine di ragionamento per chi conosce un minimo delle spopolanti teorie complottistiche del nuovo millennio e altrettante spiegazioni a chi non ne ha sentito parlare. Ma senza estremizzare e cominciare a parlare di teorie parzialmente surreali, rimangono poche righe da analizzare e una domanda che da tempo mi sfiora.
Per i poco informati sui 2 termini "illuminati" e "ordine mondiale" faccio un esempio. Immaginatevi un panorama dove la globalizzazione si è espressa nella massima delle forme. Dove le frontiere esistono solo sul vocabolario e tutto il mondo è "uniformato". Immaginate poi che, come in uno Stato ci sono sempre i poteri forti, ci siano pochi poteri forti interconnessi che governano tutto il mondo globale. E che possano decidere, controllando tutte o quasi le sfere della vita odierna (cultura, economia, religione, etica, mercato, risorse) anche gli eventi storici e le loro conseguenze, indipendentemente da valori umani e etici, con lo scopo ultimo del profitto e della dipendenza assoluta delle popolazioni a loro.

Bene, qualcuno oggi crede (complottisticamente) che questo ordine esista con il nome di "illuminati" e abbia già un'influenza enorme nel verificarsi degli eventi storici, per la gente comune frutto del caso e dei rapporti umani e politici, e per molti complottisti "controllata a tavolino da pochi". Non ci si riferisce certo a capi di Stato, ma a qualcuno più in alto ancora, che controlla i sistemi finanziari e la distribuzione di risorse planetarie. Pensiamo a banchieri, capi di multinazionali, ecc.. unite in una specie di massoneria globale ((altri hanno coniato il termine "corporatocracy") )

Ora non voglio pubblicizzare molto queste correnti di pensiero (ne esistono più di una), ma, nel ricordare i buchi nell'acqua delle campagne contro il terrorismo iracheno di Georgiana memoria e i molteplici dubbi sull'11 settembre (con annessi scontri tra complottisti e anticomplottisti che tutt'oggi continuano a fronteggiarsi e tirare dalla loro la verità su ciò che è realmente accaduto) ma nei reportage di mia conoscenza si alludeva già da tempo ai prossimi "progetti" di questo sistema destinato a diventare "l'ordine mondiale" (con, tra l'altro, uniche leggi e unico sistema di denaro in forma virtuale); questi progetti vedevano una spinta verso l'unione determinata dalla comparsa (allora non se ne parlava neanche) di minacce provenienti dal Pakistan e dalla Corea... che avrebbero determinato un impulso all'attuazione di questi piani, mettendo d'accordo tutti gli Stati mondiali (non solo, e per la prima volta, occidentali) sulla necessità di unire le forze per combattere il "terrorismo del nuovo millennio" (altro termine coniato dai complottisti o da membri dell'ordine: l'asse del male.). C'è chi poi fa rientrare nei medesimi piani anche la crisi che oggi viviamo ritenendo che "una crisi di tale enormità al giorno d'oggi è impossibile non prevederla, tuttavia è possibile determinarla, ed in molti ne trarrebbero vantaggi".

Quindi mi viene da pensare: dopo le ultime grida di Bush contro il pakistan tirato in ballo con una fretta incredibile prima di lasciare l'incarico, ed ora con questi esperimenti nucleari "alla luce del sole" (troppo alla luce del sole) da parte del governo di Pyongyang.. beh dico solo che questi complottisti devono avere o una intelligenza incredibile nel capire l'andazzo o qualche palla di vetro nascosta da qualche parte, perchè era difficile prevedere queste cose 2 o 3 anni fà.. almeno credo.

Un buon spunto per tenersi informati, non prendendo le cose troppo sul serio; ma neanche l'opposto. Credo che sentiremo parlare presto di "asse del male" (già in qualche articolo nei giornali esteri e credo anche in Italia ne parla, ma si era sentito solo dai complottisti fino ad ora). Speriamo che si risolva tutto in una bella favoletta.

14 maggio 2009

Il DDL "Sicurezza"...




  • Esclusione forzata vittime del pizzo dalle gare d'appalto (se non paghi ti faccio saltare la casa, se paghi lo Stato non ti fa lavorare)
  • Reato di immigrazione clandestina, Multe fino a 10.000 Euro (ma certo, i poveracci se hanno 10000 euro si mettono sul migliore volo internazionale facendosi il falso visto oppure viaggiano con le carrette del mare? Maroni è una persona intelligentissima)
  • 200 euro per la cittadinanza e da 80 a 200 euro il visto di soggiorno (ma hanno in mente quanti sono 200 euro in alcuni Stati? e il soggiorno garantito dale norme internazionali? Siamo i pionieri d'Europa. Verso dove però non si sa.
  • Tornano le ronde (ne abbiamo già parlato.. non vedo l'ora che ci scappi il primo linciaggio o la prima vittima tra quelli che si vogliono far giustizia da soli.)
  • Pena fino a 3 anni di carcere per insulti ad un ufficiale (E' da accertare l'ammontare di pena in caso di morso alla caviglia stile Roberto Maroni)
  • Inasprito il 41-bis (se in maniera efficace è l'unica piccola pillola sana in mezzo a questa oscenità di leggi.

Questo solo per sintetizzare quello che in effetti è la vera politica di "Tolleranza e integrazione" sparata su tutti i media ogni giorno. Le condanne arrivano da tutti, ma proprio tutti quelli che non sono della Lega e del PDL, e tutte le associazioni al di fuori della politica. La CEI in prima linea. L'europa che si stà "preoccupando" (ieri il sunto di Maroni a Matrix è stato "non preoccupatevi per l'Europa che dice solo di essere preoccupata e non ci condanna".. tanto l'Europa ci ha condannato ormai tante di quelle volte che non farebbe neanche notizia. Ah già vero non l'ha fatta neanche le altre volte.). Si alzano più grida non solo comuniste che gridano al razzismo (no, non è solo Di Pietro, leggetevi tutti gli articoli dei giornali esteri, cominciando da quelli di destra). Piccolo dettaglio, tutte queste leggi sono state approvate a suon di fiducia. Abbiamo già spiegato che la fiducia è il secondo metodo dopo il decreto legge che, se usato male, è assimilabile in pieno con la dittatura oligarchica. E stavolta credo che parte del PDL non sia tanto contenta.

Qua non ci vuole più l'opposizione ci vuole un esorcismo generale per ricordarsi chi siamo e dove stiamo.

8 maggio 2009

L'apartheid All'italiana. Brutta parola? Semmai realistica.



L'apartheid ("Separazione" in lingua afrikaans) era la politica di segregazione razziale istituita dal governo di etnia bianca del Sudafrica nel dopoguerra e rimasta in vigore fino al 1994. L'apartheid fu applicato dal governo sudafricano anche alla Namibia, fino al 1990 amministrata dal Sudafrica.
L'apartheid è stato proclamato crimine internazionale da una convenzione delle Nazioni Unite, votata dall'Assemblea Generale nel 1973 e entrata in vigore nel 1976 (International Convention on the Suppression and Punishment of the Crime of Apartheid) ed è stato recentemente inserito nella lista dei crimini contro l'umanità che la Corte penale internazionale può perseguire.

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Anno 1948. l'apartheid prese definitivamente forma. Le principali leggi che hanno messo in piedi il sistema sono state:
  • proibizione dei matrimoni interrazziali;
  • legge secondo la quale avere rapporti sessuali con una persona di razza diversa diventava un reato penalmente perseguibile;
  • legge che imponeva ai cittadini di registrarsi come bianchi, neri;
  • legge che permetteva di bandire ogni opposizione che venisse etichettata dal governo come "comunista" (usata per mettere fuorilegge nel 1960 l'African National Congress (ANC), la più grande organizzazione politica che includeva i neri, di stampo socialista, ma non comunista);
  • legge che proibiva alle persone di diverse razze di entrare in alcune aree urbane;
  • legge che proibiva a persone di colore diverso di utilizzare le stesse strutture pubbliche (fontane, sale d'attesa, marciapiedi etc.);
  • legge che prevedeva una serie di provvedimenti tutti tesi a rendere più difficile per i neri l'accesso all'istruzione;
  • legge che sanciva la discriminazione razziale in ambito lavorativo;
  • legge che istituiva i bantustan, una sorta di "riserve" per la popolazione nera, nominalmente indipendenti ma in realtà sottoposti al controllo del governo sudafricano;
  • * legge che privava della cittadinanza sudafricana e dei diritti a essa connessi gli abitanti dei bantustan.

(liberamente riportato da wikipedia*)

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Anno 2009 - La politica leghista del governo Berlusconi 3 Si è distinta per manovre e proposte criticate all'unanimità da tutti gli Stati occidentali. Particolarmente gravi sono i giudizi sui provvedimenti circa la regolamentazione degli immigrati, spesso affidata a dubbi retorici nella differenza tra "clandestini", "immigrati UE" ed "extracomunitari" (non rari i commenti onnicomprensivi nelle trasmissioni tv dove esponenti non di spicco ripetono ad alta voce "noi non vogliamo immigrati. punto" senza se e senza ma.

Facendo un mix tra proposte e veri e propri provvedimenti in atto, questa è la situazione politica:

  • Proposta di istituzione di "Reato" di immigrazione clandestina (fasulla)
  • Schedatura degli immigrati (prima della proposta di schedare digitalmente anche gli italiani, intervenuta solo dopo le polemiche)
  • Istituzione di Ronde cittadine per il controllo del territorio (immaginatevi tanti bei leghisti in gruppo fare il terzo grado a tutte le persone "visibilmente sospette")
  • Revoca del segreto professionale a Medici: Possibilità di Denunciare pazienti non in regola (pazienti immigrati diminuiti del 20% solo nel primo mese di proposta di legge)
  • Possibilità data ai Presidi di denuncia dei ragazzi immigrati.
  • Istituzione di Classi separate per gli immigrati nei primi tempi di istruzione.
  • Istituzione Vagoni separati per Milanesi dagli altri riservati a immigrati e altri.
Un giorno, 50 anni fa, negli Stati Uniti, Rosa Parks, donna nera, sifiutò di alzarsi da uno dei posti dell'autobus riservati ai bianchi. Da quell'episodio partì la lotta di Martin Luther King. Non mi interessa che poche o nessuna di quelle proposte potrà avere successo, ciò che interessa è la faccia, la coscienza, la cultura (o, se vogliamo, l'ignoranza) per proporre queste cose, stante il fatto che nessuno alzi più di un dito per dire "non sono d'accordo". Ci dovrebbe essere una rivoluzione solo ad accennare parte di queste proposte, e niente. Siamo solo al primo anno di governo... e non credo l'Italia potrà avere la cultura tale per permettersi un altro Mandela o un altro Luther King. Vergogna.

4 maggio 2009

Rieccoci, tra revisione del gossip e revisione storica.


Innanzi tutto desidero chiedere scusa a quanti ogni giorno si connettono in cerca di qualcosa di nuovo da leggere e sono rimasti delusi fino ad oggi già da prima di Pasqua, video di Travaglio esclusi. Sono stato "impegnato a non impegnarmi" per il periodo festivo e ho tralasciato questo loculo di parole al vento per più del necessario. Ma ora ci si da da fare di nuovo. Naturalmente ogni volta che capita un periodo in cui non si scrive succedono il triplo delle cose del solito, quindi mi sono perso l'occasione di annoiarvi con lunghi commenti a caldo sulle questioni che hanno fatto "tremare" l'Italia in queste lunghe settimane.
Riferimento assoluto al terremoto, del quale abbiamo sentito così tante parole su quanto siamo bravi a restare sotto le macerie per poi donare 2 euri e lodare tutte le forze dell'ordine che loro si che si ammazzano di lavoro per poi sentirsi dire che nelle loro mani non ci sono calcinacci di sventura caduti dopo una tragedia certamente imprevedibile e frutto del caso, ma al massimo un pò di sabbia varia compattata a non si sa bene quali plastiche e quali ferri "alternativamente sostenibili" ma che non sostenevano certo un terremoto di media-alta entità. Il pensiero va a loro nel senso ulteriore di voler sapere quali commenti possano dare. Chissà se anche loro sono stufi insieme alle famiglie delle vittime di essere spiattellati in prima pagina per impedire alla stampa di fare il vero lavoro di un giornalista, ovvero cominciare a spiattellare nomi di aziende, appalti e subappalti di queste abitazioni, e scatenare il sacrosanto "dubbio pubblico" matrice di quasi tutte le giustizie efficenti e di ben poche azioni forcaiole.
Riferimento a quella che chiamo "Febbre Maiala", su cui ogni giorno si sente chiedere "ma è curabile? ma è diffusa? quanto si sta diffondendo? finirà? Ma non si sente molto chiedere "da dove realmente spunta fuori? Come fa a essere una via di mezzo tra un influenza umana e una animale? Quali misteriose "forze della natura" possono "creare" una cosa del genere? (ma di questo ne parleremo).
Riferimento al fantomatico referendum, che rinominerò "cornuti e bastonati" nei prossimi interventi dedicati, ma anche alle povere veline lasciate a casa da chi voleva solo prendersi cura di tutti, anche in questo modo; a loro ora chi ci pensa?

Avrò tempo di scrivere "a vanvera" di tutto ciò. Oggi Pensiamo sl povero presidente del Consiglio, che, secondo i numerosi giornali, si è detto "incredulo" di come una notizia così privata come il suo divorzio possa avere una tale ripresa mediatica. Come? Lui che fondò il suo partito con l'immagine dell'imprenditoria di successo e della famiglia ideale? Lui che porta avanti i valori moderati dell'esempio dei genitori? Lui, che banalmente è un personaggio pubblico, al pari di tutti gli altri vip? Ma come può essere che stavolta non si sono stati tutti zitti? Che democrazia è questa?
E quando non si può censurare non rimane che da "rivedere" la realtà. E' stato lui ad essere offeso dalla moglie, e non vuole dire alla stampa cose che "metterebbero in difficoltà Veronica". In fondo avrete desiderato tutti dire alla vostra moglie "cara, stasera passo alla festa di una 18enne che mi chiama papi e che afferma che "non vuole dire perchè, come e quando ci siamo incontrati precedentemente" quando magari poi alle feste dei vostri figli molte volte neanche ci andate. E lasciamo perdere "il ciarpame politico con le veline" perchè sicuramente quello è il complotto della sinistra e ci credono tutti che lo sia.

Il resto lo trovate su repubblica, stampa etc. A proposito di revisione io voglio proporvi dei pensierini, come quelli che si scrivono alle elementari per imparare:

1) Mussolini ha perso la guerra perchè era troppo buono.

2)Mussolini scrive che le leggi razziali devono essere blande (allora si..).

3) Mussolini "non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin".

4) se il fascismo diventò un orrendo regime, non è colpa di Mussolini, bensì dei suoi uomini che lo hanno falsato costruendosene uno a proprio modo, basato sul ricatto e sulla violenza.

Le frasi le ha dette Marcello Dell'Utri, in Data 4 maggio 2009. Chissà quanti insegnanti di Storia e Filosofia hanno votato quest'uomo o chi per lui. Chissà, magari consapevoli e convinti di queste affermazioni, cosa insegneranno i professori di domani ai nostri figli. Si perchè il suo migliore amico e collega, un certo Silvio Berlusconi, possiede le case editrici di buona parte dei libri di scuola. Spero solo che votando questa gente ci si sia fatti prendere in giro e basta. E ci si accorga presto dell'abbaglio. Spero.

3 aprile 2009

Addirittura.. Debora Serracchiani e le statue di sale


Video

Congresso 1/2
Congresso 2/2

Ehm.. è arrivata la "ragazzona" e tutti ad acclamarla a furor di popolo. Certo coraggiosa, un pò sul serafico-incacchiato che è cosa buona e giusta soprattutto in politica. Attira. La mia non è una critica. Insomma, un volto nuovo, qualcosa di leggero e diretto. La mia critica stà proprio in quegli applausi, proprio in quella gente che si è sfogata con entusiasmo (vedere i 2 video del congresso) sentendo delle.. banalità. Andiamo, io non ci credo che un partito intero di centro sinistra aveva bisogno di sentir dire queste cose per rendersi conto della bassezza a cui è arrivato. Che ci voleva a parlare così solo qualche mese fà? Siamo veramente a questo livello?

E come se avesse detto che "la magistratura ha finalmente condannato Berlusconi per corruzione giudiziaria". Invece ha detto solo le regole base di un partito. Tante opinioni, una sola voce che esprime mediaticamente (e mediamente) una base "comune, maggioritaria". Sembra il teorema di pitagora della politica. Vi immaginate uno stuolo di matematici che mentre discutono di incredibili e formidabili sistemi non lineari e si chiedono perchè dall'altra parte sta passando un idea di matematica basata su postulati campati per aria, si alza uno e dice "ma il teorema di pitagora dice questo, sveglia!" E tutti ad acclamarlo. Desolante.
Cosa significa tutto ciò? Che anche lì si stava perdendo la speranza di essere rappresentati. Che le cose più ovvie diventano una missione di lotta alla sopravvivenza della specie, e quando qualcuno riesce a dirle c'è ancora speranza. Come me che quando sento dire qualcosa di intelligente ad Annozero mi sento improvvisamente meglio perchè non c'è più niente in televisione che non sia fazioso e preventivamente studiato per farci pensare in quella determinata maniera (chessò, arrivare per esempio a far dire ad un giovane "non vogliamo ammortizzatori sociali perchè non vogliamo farci fare la carità" dovrebbe farvi riflettere sulla buona riuscita dell'intento mediatico in questione). Quindi quando trovo un'eccezione (sempre di meno ahimè) che dice magari delle banalità enormi, ma solo perchè le dice in televisione mi sento improvvisamente libero e democratico (sta qui il successo di Travaglio & co), allora Parte "l'applauso". Era così anche nel PD? E' così tutt'ora? Perchè quello che si vede non sono applausi verso una giovane donna molto capace o molto intelligente, ma sono applausi verso il fatto di essere riusciti a dare risalto a quello che la normale povera gente pensa. Come fanno i comici, i satirici, che tramite la banalità fanno ridere e riflettere su dei temi forti, anche esistenziali.
Quando di verità ce n'è poca, molto poca, se ce la ritroviamo davanti la percepiamo. La televisione è un ottimo esempio di come essa oggi manchi. Speriamo che la realtà di noi tutti non diventi totalmente come l'esempio. Il PD è sulla buona strada a quanto oggi mi balza agli occhi. Cambierà? Noi tramite l'esempio siamo già cambiati. Ahimè.

26 marzo 2009

..Ma sotto sotto rimanere gli stessi.. Fascisti.


Video

Questo video sta facendo il giro dell'europa e giustamente in Italia dobbiamo sentirlo solo nei blog. Quindi mi sento anche io di metterlo in risalto. Questo è uno dei tanti aspetti della enorme presa in giro perpetua del nuovo riformismo di "destra moderata" che va avanti ormai già da almeno 8 anni, dalla seconda fase Berlusconi, e che sempre di più la gente vuole negare perchè non sembra credibile nel 2009. Perchè si immagina che i brutti ricordi del passato siano solo quelli violenti e sanguinosi, e non tutta la barbarie politica di diritti negati e asimmetria del censo e dei privilegi nell'ultimo secolo di Storia Italiana; Beh stiano tranquilli i lor signori che ci arriveremo. FLTS sta monitorando con cura e proponendo tutte le già numerose situazioni di "squadrismo delegato" delle forze dell'ordine alle universita e nelle piazze, evidenziando con video e fatti dove stia il marcio. Con la crisi si stanno complicando le cose. Sembra cinico dirlo ma forse qualcuno si sveglierà, forse ci farà bene. O forse il grande fratello ha già preso tutta la nostra attenzione e stiamo preparando cosa dovremo dire in futuro: "e chi se l'immaginava.. noo nessuno".

Cominciate a farvi dare lezioni da Borghezio (video), dopo che Brunetta ha apertamente dichiarato che chi manifesta perchè ha qualcosa da dire, qualsiasi cosa (contro il governo), e studia all'università, è dell'onda ed è un guerrigliero. Come tale deve essere trattato quindi. Pericoloso precedente.. State attenti ad andare alle manifestazioni libere perchè potreste tornare a casa non proprio integri.

19 marzo 2009

Grillo fallo riposare il mitra..


Trovo in Beppe Grillo una persona "Utile". Utile per il contraddittorio, utile per l'attrazione giovanile che non porta necessariamente all'antipolitica ma anzi favorisce l'avvicinamento ad essa. Non la puoi criticare se non ne conosci le principali dinamiche. Ma, soprattutto ora che si pone come uomo politico, la sua forzatura contro tutto e tutti quelli che in qualche modo tentano di sopravvivere al sistema (che certamente è bacato come sostiene) sembra quanto mai esagerata. La gente meno estremista da questo si sta dissociando. Per carità, molti interventi nel suo blog sono veramente belli, e qualcuno è stato anche riportato su NLTS, ma può darsi che, magari per rabbia particolare, o per delusione, (non che interessi particolarmente) il comico stia pian piano superando la misura.

Che bisogno c'è se critichi un politico di tirare in ballo tutti gli altri, con nomi e cognomi spesso quasi sconosciuti? Che bisogno ha di trovare qualcosa di negativo ad ogni imprenditore delle grandi aziende? Ma a parte ciò e soprattutto.. che bisogno ha di trovare nei "giornali", in tutti loro, la colpa per eccellenza dell'informazione, fino a sperare nella loro totale chiusura? Esistono testate e testate e vanno valutate con discrezione. Non credo, ad esempio, che parte della forza lavorativa del corriere della sera sia così di parte, ne che il gruppo espresso eviti di dire determinate cose. E' d'altronde ovvio che i giornali oggi stabiliscono regole per la priorità degli articoli che possono essere criticabili, e che per alcune testate in particolare la disposizione o censura di esse sia insopportabile. Ma una cosa è dire ciò e un'altra è tirare in ballo tutto il sistema, comprendendo tutti quelli che ci lavorano.
E di ieri l'articolo in cui Grillo esulta per la forte calata in borsa di tutti i gruppi editoriali. Non credo che sia ne un bene ne la risoluzione del problema (problema che in linea di fondo lo si condivide pienamente, lo si evince dallo stesso motivo di esistenza di questo blog). Anzi può essere offensivo riguardo le tante persone che ci lavorano, e che non si occupano di politica ma svolgono un lavoro onesto. Altra cosa sarebbe quella di criticare questo o quel giornalista con cognizione di fatto.
Infine, la questione dei finanziamenti pubblici può essere affrontata in prospettiva diversa: è vero che i finanziamenti stessi legano i giornali a questa o quella politica, ma è anche vero che molti giornali ne fanno a meno e comunque i finanziamenti non sono un favore particolare in Italia, ma un "contentino imposto" dalla oscena normativa che rende asimmetrica la pubblicità che gira sulle reti televisive da quella che può finanziare i giornali. Così i giornali abbandonano la prospettiva del "più vendo e più posso stare sul mercato" e le conseguenze sono quelle che sappiamo. Ma molti direttori di giornali sono contro questo. Perchè non lo si dice ogni tanto? Attenzione alla fama e al consenso, soprattutto quello "arrabbiato". Bisogna svegliarsi e reagire non fomentare sempre di più quelli che sono svegli, generalizzando. Se no le accuse di antipolitica sono automaticamente giustificate. Qualcuno un giorno ha fomentato il popolo per strada, poi è salito sul predellino di un auto e li ha strumentalizzati tutti verso quello che oggi vediamo. Attenzione a non fare gli stessi errori, che sia un partito politico, una lista civica o un blog.

12 marzo 2009

"Libertà censorie" tra Italia e resto del mondo.



E' di oggi la notizia di repubblica che sottolinea la particolare attenzione che stanno suscitando alcune iniziative nel mondo atte a limitare l'accesso e le libertà in rete per "scopi di sicurezza". In australia un progetto di legge prevede lo sdoppiamento dell'accesso in rete tra adulti e bambini, che secondo alcuni costituisce un grave attentato alla net neutrality e alla trasparenza, poichè a quanto sembra i filtri delle connessioni sarebbero gestiti da agenzie private "anche senza l'autorizzazione giudiziaria".
In korea del sud invece le cose vanno peggio, con vere e proprie attività censorie e conseguenzialmente giudiziarie alle dirette utilità del governo (con particolare attenzione a blog e forum). Il mondo è in allerta poi per i 69 Paesi che stanno adottando misure del genere, e i giganti dell'informatica e delle comunicazioni (Google, Microsoft e Yahoo) stanno prendendo iniziative per "dissociarsi" da queste azioni, lasciando spazio comunque a numerose polemiche circa la loro assuefazione per motivi di mercato.

E in Italia? Mentre le moltitudini mondiali, esperte o no, si fanno venire paure di stampo Orwelliano, i nostri ministri propongono delle leggi che definire assurde è qualcosa di scontato, ma forse non lo è per tutti (ne dalla parte degli ignoranti ne da quella degli approfittatori, chi ha orecchie per intendere..). Rimando ad un articolo che spiega in maniera concisa ma completa la questione, ricordandovi i precedenti (legge Cassinelli) che avevano già fatto sobbalzare tutti i blogger italiani, aumentando anche l'interesse e le preoccupazioni estere (non sono pochi i blogger famosi non italiani che hanno aderito alla campagna di Grillo "free blogger"). Ma la situazione nel frattempo, come leggerete, è ancora peggiore. Il mio rammarico è causato dal fatto che queste iniziative legislative provengono da uomini e donne di spettacolo (si, ok, per conto di altri, ndr), che dovrebbero avere una minima conoscenza e rispetto della libera circolazione di idee, e dovrebbero sapere che la forza di internet è proprio quella di "dare voce ai muri" e non solamente alle persone senza potere, minacciabili e ricattabili.. Detto questo la lotta al terrorismo e alla pedofilia, tanto di moda per giustificare la foga di "regolarizzazione di Internet" (che termine osceno) si possono applicare in così tanti modi che censurare qualche blogger e qualche inno su facebook, onestamente, fa ridere anche chi di queste cose se ne intende più di chi ha scritto queste poche righe. Se qualche logica ci deve allora essere in queste proposte, non è certo quella della repressione della pedofilia o del terrorismo, ma di altro. Come sempre dipende da come si usano le parole, poichè sempre di repressione si parla, dipende poi da chi e che cosa si debba (e si possa) reprimere.

Curioso, in ultima analisi, come ci possa essere un delirio di intenti tra una legge che limita fortemente (e quasi annulla) le intercettazioni in nome della privacy e un'altra che esporrebbe in maniera pressocchè assoluta qualsiasi voce libera come questa. In effetti esiste privacy e privacy.. dipende chi sei e quanti voti ti porti dietro.


>> Punto Informatico - Vogliono chiudere la rete

Una voce esemplare di risposta:

>> Punto Informatico - Guido scorza alla Carlucci

6 marzo 2009

Divieto di essere, incentivi ad apparire.


IL NEOPROIBIZIONISMO - DE "L'ESPRESSO"


Interessante articolo, per alcuni scontato e già in discussione da tempo. Inutile che vi racconti la mia esperienza milanese, condivisa con tutti i visitatori di questa città. Ore 9 di ogni sera vietato avere bottiglie di birra in tasca, in mano, ecc. Magari per le armi il porto esiste ma per la birra nessun patentino, Tranne che non ti metti a discutere con il vigile-poliziotto e gli spieghi - alla faccia della privacy - che la bottiglia l'hai comprata e la stai portando a casa (e siccome lui deve fare il suo lavoro gli devi spiegare dove abiti, dove l'hai comprata, insomma o gli spiattelli i tuoi affari o ti prendi la multa.). Nell'articolo che ho linkato comunque sia trovate molto altro. La riflessione che vorrei porre stà proprio nel titolo. Oggi l'importanza dell'apparenza diventa cruciale per i rapporti sociali, nel lavoro, nella convivenza ecc. Il proibizionismo intacca una buona parte della nostra cultura (lo ha già fatto ai tempi dell'alcol); chessò il famoso panino alle 2 di notte tra amici, o il cornetto caldo dopo la festa. Togliamo parte della tradizione popolare che è storia, ancora una volta giustificandoci per la "sicurezza ordine e pulizia". Spesso dietro l'ordine e la pulizia ci stà noia, incomprensione e paura. Mentre la gente aspira, dati i tempi che corrono, a volersi sentire libera (più che sicura), gli si tolgono piccole cose che aggravano la situazione. Che qualcuno spieghi ad un giovane perchè non si può divertire, perchè non può baciare la sua ragazza in pubblico, perchè deve rigare dritto in tutte le sue espressioni che niente hanno a che vedere con la legalità, ma sanno piuttosto di voglia e capacità di vivere. Va a finire che succede un altro 68', unito a questa crisi. Altro che esercito. Tuttavia queste espressioni non smettono di esistere. Si celano dietro l'apparenza. E l'apparenza è il primo muro da scalare nei rapporti umani, quella che spinge verso l'incomprensione e la lotta a chi è più "pulito". Una volta si diceva fosse la razza ariana.. com'è finita lo sappiamo tutti.. chissà che ne pensano i vecchiardi balilla.