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8 maggio 2009

L'apartheid All'italiana. Brutta parola? Semmai realistica.



L'apartheid ("Separazione" in lingua afrikaans) era la politica di segregazione razziale istituita dal governo di etnia bianca del Sudafrica nel dopoguerra e rimasta in vigore fino al 1994. L'apartheid fu applicato dal governo sudafricano anche alla Namibia, fino al 1990 amministrata dal Sudafrica.
L'apartheid è stato proclamato crimine internazionale da una convenzione delle Nazioni Unite, votata dall'Assemblea Generale nel 1973 e entrata in vigore nel 1976 (International Convention on the Suppression and Punishment of the Crime of Apartheid) ed è stato recentemente inserito nella lista dei crimini contro l'umanità che la Corte penale internazionale può perseguire.

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Anno 1948. l'apartheid prese definitivamente forma. Le principali leggi che hanno messo in piedi il sistema sono state:
  • proibizione dei matrimoni interrazziali;
  • legge secondo la quale avere rapporti sessuali con una persona di razza diversa diventava un reato penalmente perseguibile;
  • legge che imponeva ai cittadini di registrarsi come bianchi, neri;
  • legge che permetteva di bandire ogni opposizione che venisse etichettata dal governo come "comunista" (usata per mettere fuorilegge nel 1960 l'African National Congress (ANC), la più grande organizzazione politica che includeva i neri, di stampo socialista, ma non comunista);
  • legge che proibiva alle persone di diverse razze di entrare in alcune aree urbane;
  • legge che proibiva a persone di colore diverso di utilizzare le stesse strutture pubbliche (fontane, sale d'attesa, marciapiedi etc.);
  • legge che prevedeva una serie di provvedimenti tutti tesi a rendere più difficile per i neri l'accesso all'istruzione;
  • legge che sanciva la discriminazione razziale in ambito lavorativo;
  • legge che istituiva i bantustan, una sorta di "riserve" per la popolazione nera, nominalmente indipendenti ma in realtà sottoposti al controllo del governo sudafricano;
  • * legge che privava della cittadinanza sudafricana e dei diritti a essa connessi gli abitanti dei bantustan.

(liberamente riportato da wikipedia*)

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Anno 2009 - La politica leghista del governo Berlusconi 3 Si è distinta per manovre e proposte criticate all'unanimità da tutti gli Stati occidentali. Particolarmente gravi sono i giudizi sui provvedimenti circa la regolamentazione degli immigrati, spesso affidata a dubbi retorici nella differenza tra "clandestini", "immigrati UE" ed "extracomunitari" (non rari i commenti onnicomprensivi nelle trasmissioni tv dove esponenti non di spicco ripetono ad alta voce "noi non vogliamo immigrati. punto" senza se e senza ma.

Facendo un mix tra proposte e veri e propri provvedimenti in atto, questa è la situazione politica:

  • Proposta di istituzione di "Reato" di immigrazione clandestina (fasulla)
  • Schedatura degli immigrati (prima della proposta di schedare digitalmente anche gli italiani, intervenuta solo dopo le polemiche)
  • Istituzione di Ronde cittadine per il controllo del territorio (immaginatevi tanti bei leghisti in gruppo fare il terzo grado a tutte le persone "visibilmente sospette")
  • Revoca del segreto professionale a Medici: Possibilità di Denunciare pazienti non in regola (pazienti immigrati diminuiti del 20% solo nel primo mese di proposta di legge)
  • Possibilità data ai Presidi di denuncia dei ragazzi immigrati.
  • Istituzione di Classi separate per gli immigrati nei primi tempi di istruzione.
  • Istituzione Vagoni separati per Milanesi dagli altri riservati a immigrati e altri.
Un giorno, 50 anni fa, negli Stati Uniti, Rosa Parks, donna nera, sifiutò di alzarsi da uno dei posti dell'autobus riservati ai bianchi. Da quell'episodio partì la lotta di Martin Luther King. Non mi interessa che poche o nessuna di quelle proposte potrà avere successo, ciò che interessa è la faccia, la coscienza, la cultura (o, se vogliamo, l'ignoranza) per proporre queste cose, stante il fatto che nessuno alzi più di un dito per dire "non sono d'accordo". Ci dovrebbe essere una rivoluzione solo ad accennare parte di queste proposte, e niente. Siamo solo al primo anno di governo... e non credo l'Italia potrà avere la cultura tale per permettersi un altro Mandela o un altro Luther King. Vergogna.

13 marzo 2009

Vignette di Vauro (Annozero 12/03/2009)


Video

Un pò di umorismo ogni tanto dai :). Nella seconda parte del video Bappa Grillo con spezzoni di presentazione delle sue liste civiche.

9 febbraio 2009

Viaggio di sola andata per la Cina, prossima fermata Mosca.


  • "Non mi lasciate fare quello che voglio.. e io rifaccio la Costituzione"
  • "mai detto che la costituzione sia da rifare, solo è modificabile, poichè è figlia di sacche di comunismo di stampo societico"
  • "non voglio rinunciare ai decreti legge e il capo dello stato non può impedirmi di servirmene"
  • "introdotta l'apologia di reato sul web (anche per reati d'opinione..), prevista censura coatta a carico degli ISP"
  • "vietata qualunque manifestazione in prossimità di luoghi di culto (la quasi totalità delle piazze italiane)"
  • "carcere obligatorio per gli stupratori, e intercettazioni fortemente limitate per il reato di stupro, spaccio, sequestro, rapina. (e tanti altri)"
  • "tassa per tutti gli immigrati (chi viene in Italia è già disperato di suo chissà dove trova i soldi per la tassa se non rubando a noi) e obbligo di denuncia ad opera dei medici delle irregolarità" (un giorno magari i preti dovranno denunciare gli elemosinanti fuori dalle Chiese).
  • "disegno di legge per estendere l'immunità per ogni reato extrafunzionale a tutti i parlamentari"

...Siamo il Popolo della libertà... shhhh!!..

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Rompiamo il silenzio

“Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”.
Norberto Bobbio

(Eugenio Scalfari - Repubblica)Rompiamo il silenzio

Mai come ora è giustificato l’allarme. Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale: perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell’uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti. Quando i legami sociali sono messi a rischio, non stupiscono le idee secessioniste, le pulsioni razziste e xenofobe, la volgarità, l’arroganza e la violenza nei rapporti tra gli individui e i gruppi. Preoccupa soprattutto l’accettazione passiva che penetra nella cultura. Una nuova incipiente legittimità è all’opera per avvilire quella costituzionale. Non sono difetti o deviazioni occasionali, ma segni premonitori su cui si cerca di stendere un velo di silenzio, un velo che forse un giorno sarà sollevato e mostrerà che cosa nasconde, ma sarà troppo tardi.

Non vedere è non voler vedere. Non conosciamo gli esiti, ma avvertiamo che la democrazia è in bilico.

Pochi Paesi al mondo affrontano l’attuale crisi economica e sociale in un decadimento etico e istituzionale così esteso e avanzato, con regole deboli e contestate, punti di riferimento comuni cancellati e gruppi dirigenti inadeguati. La democrazia non si è mai giovata di crisi come quella attuale. Questa può sì essere occasione di riflessione e rinnovamento, ma può anche essere facilmente il terreno di coltura della demagogia, ciò da cui il nostro Paese, particolarmente, non è immune.

La demagogia è il rovesciamento del rapporto democratico tra governanti e governati. La sua massima è: il potere scende dall’alto e il consenso si fa salire dal basso. ll primo suo segnale è la caduta di rappresentatività del Parlamento. Regole elettorali artificiose, pensate più nell’interesse dei partiti che dei cittadini, l’assenza di strumenti di scelta delle candidature (elezioni primarie) e dei candidati (preferenze) capovolgono la rappresentanza. L’investitura da parte di monarchie o oligarchie di partito si mette al posto dell’elezione. La selezione della classe politica diventa una cooptazione chiusa. L’esautoramento del Parlamento da parte del governo, dove siedono monarchi e oligarchi di partito, è una conseguenza, di cui i decreti-legge e le questioni di fiducia a ripetizione sono a loro volta conseguenza.

La separazione dei poteri è fondamento di ogni regime che teme il dispotismo, ma la demagogia le è nemica, perché per essa il potere deve scorrere senza limiti dall’alto al basso. Così, l’autonomia della funzione giudiziaria è minacciata; così il presidenzialismo all’italiana, cioè senza contrappesi e controlli, è oggetto di desiderio.

Ci sono però altre separazioni, anche più importanti, che sono travolte: tra politica, economia, cultura, e informazione; tra pubblico e privato; tra Stato e Chiesa. L’intreccio tra questi fattori della vita collettiva, da cui nascono collusioni e concentrazioni di potere, spesso invisibili e sempre inconfessabili, è la vera, grande anomalia del nostro Paese. Economia, politica, informazione, cultura, religione si alimentano reciprocamente: crescono, si compromettono e si corrompono l’una con l’altra. I grandi temi delle incompatibilità, dei conflitti d’interesse, dell’etica pubblica, della laicità riguardano queste separazioni di potere e sono tanto meno presenti nell’agenda politica quanto più se ne parla a vanvera.

Soprattutto, il risultato che ci sta dinnanzi spaventoso è un regime chiuso di oligarchie rapaci, che succhia dall’alto, impone disuguaglianza, vuole avere a che fare con clienti-consumatori ignari o imboniti, respinge chi, per difendere la propria dignità, non vuole asservirsi, mortifica le energie fresche e allontana i migliori. È materia di giustizia, ma anche di declino del nostro Paese, tutto intero.

Guardiamo la realtà, per quanto preoccupante sia. Rivendichiamo i nostri diritti di cittadini. Consideriamo ogni giorno un punto d’inizio, invece che un punto d’arrivo. Cioè: sconfiggiamo la rassegnazione e cerchiamo di dare esiti allo sdegno.

* * *

Che cosa possiamo fare dunque noi, soci e amici di Libertà e Giustizia? Possiamo far crescere le nostre forze per unirle alle intelligenze, alle culture e alle energie di coloro che rendono vivo il nostro Paese e, per amor di sé e dei propri figli, non si rassegnano al suo declino. Con questi obiettivi primari.

Innanzitutto, contrastare le proposte di stravolgimento della Costituzione, come il presidenzialismo e l’attrazione della giurisdizione nella sfera d’influenza dell’esecutivo. Nelle condizioni politiche attuali del nostro Paese, esse sarebbero non strumenti di efficienza della democrazia ma espressione e consolidamento di oligarchie demagogiche.

Difendere la legalità contro il lassismo e la corruzione, chiedendo ai partiti che aspirano a rappresentarci di non tollerare al proprio interno faccendieri e corrotti, ancorché portatori di voti. Non usare le candidature nelle elezioni come risorse improprie per risolvere problemi interni, per ripescare personaggi, per pagare conti, per cedere a ricatti. Promuovere, anche così, l’obbligatorio ricambio della classe dirigente.

Non lasciar morire il tema delle incompatibilità e dei conflitti d’interesse, un tema cruciale, che non si può ridurre ad argomento della polemica politica contingente, un tema che destra e sinistra hanno lasciato cadere. Riaffermare la linea di confine, cioè la laicità senza aggettivi, nel rapporto tra lo Stato e la Chiesa cattolica, indipendenti e sovrani “ciascuno nel proprio ordine”, non appartenendo la legislazione civile, se non negli stati teocratici, all’ordine della Chiesa.

Promuovere la cultura politica, il pensiero critico, una rete di relazioni tra persone ugualmente interessate alla convivenza civile e all’attività politica, nel segno dei valori costituzionali.

Sono obiettivi ambiziosi ma non irrealistici se la voce collettiva di Libertà e Giustizia potrà pesare e farsi ascoltare. Per questo chiediamo la tua adesione.


Firma l'appello: Repubblica

22 ottobre 2008

Di male in peggio.


Video



Oggi il nostro caro primo ministro ha fatto una conferenza stampa insieme alla splendida Gelmini. E dagli giù con i comunisti. Il nostro miglior esemplare di liberale ha detto che le manifestazioni di piazza ad opera degli studenti sono degli atti che violano l'ordine pubblico. Vedete quando le parole sconvolgono la realtà. Una manifestazione democratica si trasforma in una violazione di ordine pubblico. Questo, a suo dire, vale anche per le occupazioni, autogestioni, ecc. Bene possiamo metterci a cantare qualunque cosa sul piano giuridico, ma da che mondo e mondo il malessere sociale si trasferisce sullo stato democratico in 3 modi: Scioperi, manifestazioni o - se queste diventano troppo inefficaci o impossibili da fare - violenza e rivolta. La politica seriosa si usa farla in parlamento, ma fuori ci stà la gente. Apparte di sondaggi c'è sempre qualcuno che non si sente rappresentato abbastanza, più che mai oggi. E sceglie la via pacifica della manifestazione (striscioni, slogan, musica, corteo). Tutto questo può creare qualche disagio (come alla stazione Cadorna ieri) ma vedete, la risposta qual'è? Accuse di inciviltà, invece che dialogo e apertura verso il disagio che chi manifesta ha. Quindi viene meno il concetto di rappresentanza. Non si fà il governo con i sondaggi. Lo si fà con l'opinione della gente che i sondaggi non rispecchiano più da anni oramai.

Ci sono mobilitazioni in tutta Italia e Berlusconi cosa fà? le dichiara inaccettabili, vuole contattare il ministro degli interni e mandare le forze dell'ordine. Non si chiede neanche se la in mezzo ci sia il suo elettorato, tanto oramai stà li e fa quel che vuole. Pensa che qualunque cosa faccia vada bene a tutti quelli che hanno messo una x sulla sua coalizione solo perchè li ha presi in giro in campagna elettorale (e continua ogni giorno sulle sue televisioni).. ok sono diventato monotono. Fattostà che ora sono tutti comunisti. I professori che li sostengono anche.
Poi c'è la gelmini che da dell'ignorante a chiunque le capiti attorno e, mentre è impegnata a dire che nessuno ha letto il suo decreto, afferma che "non manda nessuno a casa"... che "il tempo pieno rimane".. che "il maestro unico non è mai stato all'ordine del giorno".. certo allora perchè manifestare, il decreto non esiste..

Se il premier quindi manda la polizia a sedare ogni manifestazione che gli sta scomoda, e gli scioperi non bastano.. cosa faranno mai tutti quelli in piazza? se ne vanno a casa e mi raccomando coprifuoco alle 9?.. no.. la democrazia non lascia spazi vuoti.. un tale accanimento per tutto ciò che non rappresenta il "pensiero unico" portato avanti fin'ora avrà un unico risultato, e l'ho detto prima qual'è. C'è gente che sarà mandata a casa con una lettera "attuazione decreto ministeriale, arrivederci". Ci saranno università che chiuderanno e altre che per non chiudere diverranno private; e voi con i soldi che domani non avrete dato come stanno le cose con queste prospettive di recessione, non potrete mandare i vostri figli a studiare (molti invece non potranno già il prossimo anno perchè tutto sarà a numero chiuso). Questo naturalmente si inquadra nel progetto di livellamento della cultura collettiva, atto a poter sempre e comunque coercizzare le nostre menti verso tutte le paure che possono portare al consenso, e al limite metterci gli uni contro gli altri in una guerra dei neo-sottolamediadipovertàprobabile.

Io non so se i lettori dei giornali si rendono veramente conto. Le affermazioni di oggi sono gravissime, in qualsiasi stato del mondo porterebbero ad un immediata richiesta di dimissioni.. ma figurarsi.. sarebbe antiberlusconismo e basta. La domanda è: per paura di fare antiberlusconismo staremo veramente a vedere come, mentre moltissimi italiani, stufi di non essere considerati perchè in netta minoranza (secondo i soliti sondaggi che mi creano più di un dubbio..) si rivoltino nelle strade e costituiscano questa volta si una violazione dell'ordine pubblico, un uomo aspiri a controllare in maniera autoritaria tutta la politica - oltre l'informazione già in sua mano - , provando giorno dopo giorno a creare precedenti di "sovversione autorizzata" (come già tentato con la blocca processi e vagamente riuscito con i militari a controllo di imprese di costruzioni delle discariche)? La legalità e la democrazia sono altra cosa rispetto al consenso. Democrazia non è solo consenso popolare. è rispetto delle opinioni altrui e delle diversità. Con il consenso del 100% della popolazione italiana NON si può rinunciare agli effetti collaterali - anche se a mio avviso positivi - della libertà di pensiero e della manifestazione di esso.

La verità è che la Gelmini ha fatto un passo falso, e il governo non se lo può permettere. L'unico modo è condannare chi ha tutta la ragione possibile nel manifestare. E l'unico modo, vista l'entità delle manifestazioni nazionali, è tacciarle di illegale. Ecco che si raggruppano elementi su elementi già visti negli anni più cupi della nostra storia. E poi si dice che chi parla di regime è un pazzo. "Siamo nel 2008, certe cose non possono più capitare". Ma ci credete veramente? pensate che uno stato abbia veramente il potere di garantire che le azioni di un uomo che voi nominate non portino ad una disgregazione dei diritti civili se questo ne abbia potere? Le cose non si ottengono sempre con la forza; Basta che voi pensiate di avere gli occhi bene aperti mentre qualcuno già vi ha iniettato il sonnifero. Non si può far niente per il suo potere mediatico, e ora neanche per i suoi intrighi con la giustizia. Cosa vi fa pensare di avere ancora potere? le belle parole e il grande sorriso? C'è un limite invalicabile, ma i limiti sono fatti per essere superati. Poche persone al mondo hanno il potere di superare i limiti. Noi ne abbiamo una a mio parere.

(naturalmente ci aspettiamo a breve una rettifica delle parole di Berlusconi che sicuramente sono state "fraintese" da tutti.. vedremo.)

>> Leggi l'articolo di Repubblica <<

12 ottobre 2008

Manifestazione 11/10. Chi c'è c'è, chi non c'è non saprà.

sapete avrei voluto fare un lungo intervento, avrei voluto rendervi conto di tutta una grande manifestazione in piazza Navona, organizzata dall'Italia Dei Valori come inizio della raccolta firme contro il Lodo Alfano, la legge che garantisce "impunità giuridica a tempo determinato" (e rideterminabile tanto le leggi le fanno sempre loro) a 4 persone in Italia; anzi no, 4 persone al mondo. Già perchè naturalmente è l'unico caso al mondo di garantismo retroattivo e automatico. Grazie ad esso Mister B può continuare a fare i fattacci suoi in discoteca (ma non per divertirsi non sia mai, lui lavora sempre, in realtà in quei posti recluta ministri) invece di passare il sabato con i suoi "ricchi e poveri" avvocati, poveri perchè ne avranno fin sopra i capelli per tutte le "fondate e documentate" accuse per corruzione e "illecito commerciale vario".. definiamolo così se no il post diventa lungo come avrei voluto farlo.

Ma non lo faccio, perchè non mi sento affatto superiore ad un TG nazionale. Figuriamoci se un blog può essere più professionale di un Bruno Vespa o di un Emilio Fede. Quindi non ne parlo di questa manifestazione. Non ne ha parlato nessuno in tv. Qualche comunista dice che in piazza c'erano 200.000 persone, tanto che siccome la piazza non ne può contenere così tante non si poteva entrare ed erano piene tutte le vie d'accesso. Si dice (ma sempre per bocca di qualche giustizialista) che da ieri e per molti giorni ancora ci siano centinaia di banchetti in tutta Italia dove se a qualcuno non piace di buttare via la costituzione può firmare per esercitare i suoi diritti. Ora magari non è vero, perchè al TG2 c'era Berlusconi impegnatissimo a salvare le banche e Sarkozy che non ci ridà la nostra terrorista preferita perchè prova pena per lei; c'erano ricette di cucina, automobili, ultras, il Papa contro le multinazionali del lattice ma.. 200.000 persone non esistevano. Di Pietro non c'era, Non c'erano molti nomi dello spettacolo, della politica e della cultura, non c'era nessuno; non c'era una delle Città più famose per il richiamo allo stesso termine Democrazia; sarà tutto inventato. Chi sono io per decidere che invece tutto ciò è vero ed importante?
No basta. Questo intervento non s'ha da fà. Lo dicono i sondaggi.



Video1



Video2

9 luglio 2008

No Cav Day.

Ieri Ha avuto luogo una grande manifestazione a Roma, in piazza Navona; una delle prime campagne (post-elezioni) di informazione e protesta contro il panorama politico odierno sulla soglia del collasso democratico, alla quale ne seguiranno molte altre dato il "clima." Molte le presenze di persone illustri, sul palco e anche tra la gente (Di Pietro, Guzzanti, Grillo, Moni Ovadia, Flores D'arcais, Travaglio, Fiorella Mannoia e altri). I loro discorsi sono stati apprezzati dalle oltre 70.000 persone presenti (incalcolabili credo quelli connessi ai numerosi siti che in diretta hanno trasmesso la manifestazione). Molte polemiche sull'intervento di Sabrina Guzzanti che non ha risparmiato critiche aspre al Ministro Carfagna e al Vaticano. Nonostante le possibili polemiche odierne sulle attività Vaticane e sul loro potere che secondo molti si esercita direttamente in campo politico, sembra che la brava comica stavolta sia andata oltre un certo limite. Ma il senso della manifestazione dobbiamo prenderlo non da ciò, bensi dagli interventi molto chiari e perfettamente condivisibili di Antonio di Pietro e Paolo Flores D'Arcais. Di seguito i relativi video, mentre rimando al prossimo post le conseguenze della manifestazione in politica e nei giornali (ma già ci aspettiamo dure critiche e nessun ragionamento fondato sulla vera iniziativa portata avanti. In questo senso la guzzanti ha concesso "loro" un grande regalo, di cui comunque sappiamo che ne avrebbero tranquillamente potuto fare a meno)




Video1



Video2


Edit: aspettando domani per trascrivere le notizie dei giornali sulla manifestazione, riporto qui parte delle dichiarazioni di Di Pietro fatte sul suo blog, con le quali concordo in pieno.

Di Pietro: "Ieri Piazza Navona era piena di cittadini che, per una volta, hanno avuto la possibilità di protestare contro la deriva antidemocratica del Paese. Sul palco si sono alternate diverse voci. Non erano voci allineate. Non erano - come non dovevano essere - interventi concordati. Non c’era la censura dei partiti e di quella parte dei media a loro asservita. Le decine di migliaia di persone presenti hanno applaudito gli interventi, tutti gli interventi, chi più chi meno, a seconda della condivisione o meno dei concetti espressi dagli oratori. E c’è anche chi ha dissentito sui modi e sui toni di qualche oratore, quando non ne ha condiviso i concetti o le espressioni usate. Era una piazza finalmente libera: libera di sorridere per la satira, di indignarsi per le leggi ad personam, di condividere proposte e proteste, di dissociarsi quando non condivideva, di ascoltare in riverente silenzio le severe poesie di Camilleri (che - provate a riascoltarle - erano ancor più dissacranti delle battute satiriche di Sabina Guzzanti)."

"[...] A mio avviso la vera democrazia c’è solo e fin tanto che a tutti viene riconosciuto il diritto di esprimere il proprio pensiero! Ed allora, lasciatemelo gridare ad alta voce: io non mi dissocio dalla manifestazione di ieri. Non mi dissocio dalle parole di Grillo. Non mi dissocio dalle parole di Travaglio. Non mi dissocio dalle persone di Piazza Navona. Certo, non avrei fatto ricorso alle espressioni utilizzate da Sabina Guzzanti (ed anche questo ho precisato pubblicamente) ma io di mestiere non faccio satira come lei e quindi non ho bisogno di ricorrere ai paradossi ed alle iperbole per meglio far comprendere il problema. Esiste un diritto di critica e ieri è stato esercitato. Si può essere d’accordo o meno, ma vanno valutate le ragioni della critica, non i toni utilizzati, o quantomeno entrambi. Certamente non solo i toni. Altrimenti si fugge dal problema. O peggio, si è accondiscendenti."

19 giugno 2008

V3DAY, V3DAY, V3DAY



-Spese Giustizia: 225 milioni contro gli oltre 7 MILIARDI di euro l'anno (30%? boh, prendetevi una calcolatrice)

-125000 intercettazioni: apparte che se fossero 125000 persone intercettate sarebbe il 4% della popolazione italiana, ma questo se ognuno avesse un solo cellulare O un solo numero fisso e fosse intercettato UNA SOLA VOLTA nell'arco dell'indagine. Ovviamente non è così, e nel numero e nelle procedure. Ogni Italiano ha in media 3 numeri (casa, cellulare, ufficio, e parlo IN MEDIA, le persone "d'onore" ne hanno una decina...) quindi siccome sono certo che la gente non è stupida, basta usare un pò di acume e un pò di matematica.

-La CIA e L'FBI sapete cosa sono no? Hanno un arsenale tecnologico informativo di cui non avete idea. Potrebbero spiarvi in bagno nell'altro capo del mondo. Ma ve lo direbbero secondo voi? Già queste due organizzazioni bastano a centuplicare (e non voglio esagerare) le intercettazioni che si fanno in Italia. Si supera anche il numero europeo, soprattutto se aggiungiamo gli innumerevoli organismi che possono intercettare, talora anche senza autorizzazione. I numeri vengono tenuti segreti ma una persona con un QI di almeno 80 sà di che persone stiamo parlando.. Bonaiuti invece sostiene che le intercettazioni sono "1500".. certo.

i reati per i quali "ci attaccheremo al tram" e spero per voi che non siate mai vittime perchè vi potete scordare la giustizia (forse ce ne saranno anche altri, ho fatto questa raccolta spero il più completa possibile):

-sequestri di persona,
-rapine,
-furti,
-associazioni a delinquere,
-stupri e violenze sessuali,
-aborti clandestini,
-usura,
-sfruttamento della prostituzione,
-omicidio colposo per medici e pirati della strada,
-traffico di rifiuti,
-aborto clandestino,
-bancarotta fraudolenta,
-frodi fiscali,
-violenze private,
-maltrattamenti in famiglia,
-abuso d'ufficio,
-peculato, rivelazione di segreto d'ufficio,
-intercettazioni illecite,
-reati informatici,
-detenzione di materiale pedo-pornografico,
-molestie,
-truffe comunitarie,
-adulterazione di sostanze alimentari,
-somministrazione di sostanze pericolose,
-incendi,
-detenzione abusiva di armi.


converrete con me che per alcuni di questi reati le intercettazioni sono quasi l'unico mezzo possibile per il riconoscimento del reato.



e voi, a chi credereste? Sveglia gente.. Tutti nell'ingiustizia per salvarne due o tre ai piani alti..