14 dicembre 2009
Passaparola: Il più amato dagli italiani.
17 ottobre 2009
Berlusconi in Sicilia. Il "presunto" silenzio del Sud
Sono passate tre settimane dalla catostrofe avvenuta il 1' Ottobre a Messina. Il risultato finale di questa tragedia è di 30 morti e 95 feriti. Le cittadine colpite dal tempo nefasto sono Giampilieri, Atolia, Molino, Briga e Pezzolo, tutte della provincia di Messina.
Queste infomazioni sono già state annunciate in tutte le reti nazionali del Paese e ancora oggi possiamo almeno sentire un accenno di novità riguardo al fatto. Quello che pochi sanno, sono i fatti accaduti prima e dopo il 10 Ottobre 2009, giornata di Lutto Nazionale in occasione dei funerali delle vittime. Tra i morti con orgoglio ricordiamo il sottocapo della marina Simone Neri, che sacrificò la sua vita per salvare invece quella di 8 persone.
I giornali e le tv hanno raccontanto nei giorni scorsi di come il nostro Presidente del Consiglio, Il governatore della Sicilia, e vari membri del parlamento si sono prodigati per risolvere la situazione disatrosa. Purtroppo i notiziari hanno celato le varie contestazioni avvenute fuori dalla prefettura di Messina. Cittadini del capoluogo provinciale e dei dintorni sono andati di fronte all'ingresso del palazzo del governo e hanno cominciato ad inveire ogni volta che arrivava un'autorità, a cominciare da Lombardo, governatore della Sicilia, il quale ha ricevuto un "Vergogna, devono morire le persone per farci senitire?", e così via anche dopo l'arrivo del Ministro Mattioli; alcuni dei manifestanti hanno portato bandiere e striscioni di slogan contro il ponte, (visto e considerato che proprio mentre si discuteva sugli incidenti, sempre in Prefettura, veniva approvata la realizzazione del primo cantiere che avverrà a Gennaio 2010); ma lo scandalo vero è che proprio fuori dalla Prefettura, un giornalista del Tg2, che doveva fare una diretta televisiva, interrompe le riprese per non mostrare la contestazione legittima dei cittadini; nessuna rete nazionale ha raccontato i fatti accaduti di fronte al palazzo di Giustizia (tranne brevi accenni generici e parziali).
Ma in tutto questo, Berlusconi dov'era?
Il nostro Presidente ha evitato di incontrare la folla entrando dall'ingresso secondario, mentre tutte le autorità hanno attraversato quello principale.
Su internet sta circolando un video che mostra i fatti raccontanti adesso, girato da un video amatore che si trovava lì in mezzo alla folla, formata da gente comune, genitori, precari, disoccupati e addirittura da gente proveniente dalle zone colpite. Insomma, i classici comunisti che sputtanano il paese, come direbbe il nostro Presidente del Consiglio.
Altri fatti accaduti e non narrati del tutto, sono state le altre contestazioni avvenute dopo i funerali di Stato, quando il Presidente Silvio Berlusconi si dirigeva verso l'auto blindata qualche minuto prima della fine della cerimonia. La gente del posto, arrabbiata, iniziava a contestarlo con una serie di slogan, dandogli anche dell' assassino e del farabutto. Questo mentre si dirigeva verso l'auto e salutava la folla i quali, secondo i giornalisti, lo applaudivano.
Un altro video mostra i fatti in Piazza Duomo a Messina, non amatoriale questa volta ma un frammento di un servizio di Skytg. La gente Urla e si sfoga, e batte le mani in segno di protesta, non di gioia, le immagini sono chiare.
Quì non di tratta di una semplice manifestazione anti-berlusconiana, ma di sfoghi di rabbia da parte di cittadini abbandonati a loro stessi, nei confronti di coloro che mettono da parte il loro senso del dovere per promulgare un'opera di facciata, escludendo ogni possibile risalita all'interno di una terra dimenticata da tutti. Inutile mostrare altra prova di rabbia e sofferenza da parte dei cittadini messinesi, il cosidetto sud non è Zitto e muto come sembra.
Ernesto Muscianisi
28 marzo 2009
La crisi accellera i piani piduisti, ma se ne parla solo all'estero.. chessò, in Spagna.
"Il Governo manovra per piazzare uomini di fiducia a capo dei giornali di maggior prestigio
Il cataclisma finanziario, la crisi pubblicitaria, l’adattamento all’universo digitale e i licenziamenti dei giornalisti sono temi comuni a tutti i giornali del mondo.
Molti esperti, e non pochi lettori, temono che tale situazione incida sulla qualità della stampa. In Italia, forse il paese europeo insieme alla Russia in cui il controllo politico dei media è meno discutibile, l’inquietudine è doppia.
Al duopolio televisivo, o più semplicemente monopolio assoluto, formato da Mediaset e RAI, potrebbe aggiungersi molto presto una sorta di rivoluzione della stampa.
Dietro a questo movimento tellurico in elaborazione risuona il solito nome: Silvio Berlusconi, magnate dei media e primo ministro, il cui nuovo obiettivo sono le due testate giornalistiche milanesi di maggior prestigio, Corriere della Sera, il più importante quotidiano italiano, e Il Sole 24 Ore, il principale giornale economico nazionale.
“Questa volta Berlusconi non farà prigionieri, vuole controllare tutto e lo farà”, dice Giancarlo Santalmassi, giornalista RAI dal 1962 al 1999 e direttore di Radio24 fino a quando, l’autunno scorso, fu allontanato dopo essere stato dichiarato nemico ufficiale del Governo del Cavaliere nel 2006.
Enzo Marzo, storico giornalista del Corriere, è pienamente d’accordo con Santalmassi; giovedì scorso, nel corso di un dibattito sulla libertà di stampa che si è svolto presso la sede della Commissione Europea a Roma, ha affermato che la battaglia per la direzione del giornale è già iniziata.
Il nucleo dirigente del gruppo RCS (editore di Unedisa in Spagna) e proprietario del Corriere, spiega Marzo, ha ritirato la fiducia al direttore del quotidiano, Paolo Mieli, e sta valutando due sostituti: il primo, Carlo Rossella, sponsorizzato da Berlusconi e il secondo, Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero che, come ricorda Marzo, “divenne famoso durante l’ultima notte elettorale perchè fu pizzicato da una telecamera mentre concordava al telefono con il portavoce di Casini (leader dei democratici dell’UDC e genero dell’editore del quotidiano) il titolo principale che avrebbe piazzato il giorno dopo”.
Rossella è il presidente di Medusa, società di distribuzione cinematografica di Berlusconi, ed ha ricevuto la benedizione de Il Giornale, quotidiano della famiglia del magnate che ha ricordato che il Cavaliere “lo tiene particolarmente a cuore e gli ha già dato l’incarico di dirigere le sue due più grandi testate, Panorama e TG5 .”
All’interno del RCS, Rossella conta su altri importanti sostenitori: Diego della Valle, proprietario di Tod’s e della Fiorentina, e Luca Cordero di Montezemolo, patron della Fiat e del gruppo Ferrari e amministratore delegato de La Stampa.
Ma la parola di Berlusconi sarà quella decisiva, spiega senza ombra di pudore il quotidiano di suo fratello, perché mentre la crisi strangola i giornali, “l’intero sistema bancario dipende dal primo ministro”.
Napoletano ha le sue carte: non dispiace a Berlusconi ed è tra i pochi che comunicano telefonicamente con Giulio Tremonti, ministro dell’Economia ed editorialista de Il Messaggero.
Secondo Il Giornale il ministro “sa che il peggio della crisi economica sta per arrivare” e la sua idea è quella di piazzare Napoletano a Il Sole (proprietà, come Radio24, del patronato di Confindustria) e di passare al suo attuale direttore, Ferruccio de Bortoli, il timone del Corriere.
Se non parlassimo dell’Italia tutto questo affanno sarebbe inverosimile, degno al massimo di un articolo scandalistico. Ma tutte le fonti sono concordi nel segnalare che si tratta di “manovre serie e reali” il cui effetto causerà “un terremoto”.
Il malcontento del Governo nei confronti di un altro giornale, La Stampa di Torino, proprietà della Fiat è palese. Secondo l’entourage berlusconiano, il suo direttore Giulio Anselmi sarà tentato con un’altra importante poltrona: quella di presidente dell’agenzia ufficiale Ansa. Se dovesse accettare, prenderebbe il suo posto un direttore meno ostile al Governo.
Mentre questo disegno politico prende corpo, i media italiani cercano, per quanto possibile, di tener testa a questa tempesta. Il presidente del RCS Piergaetano Marchetti, che ha visto nel 2008 scendere i profitti del gruppo a 38 milioni di euro rispetto ai 220 milioni del 2007, ha confermato che stanno soffrendo “tagli pubblicitari feroci ed immediati”.
E il suo amministratore delegato ha annunciato che l’andamento del gruppo dei primi mesi dell’anno obbligherà a “una riduzione del personale”. “Bisogna agire sui costi e sui modelli economici in Italia e all’estero”.
Marco Benedetto, vicepresidente del Gruppo Espresso, prevede anch’egli “tagli e cambiamenti”. Ironicamente Benedetto non è pessimista sul futuro del settore: “Tra una decina d’anni sarà splendido”.
Questo articolo non è uscito su un giornale italiano. Lo ha scritto un giornalista spagnolo, Miguel Mora, ed è uscito su un noto quotidiano spagnolo, El Pais. Lo avrei voluto scrivere anche io, ma non me lo pubblicavano."
4 marzo 2009
1 marzo 2009
Genchi e i misteri d'Italia. Da che parte ci fanno stare?
Video
19 febbraio 2009
Anche gli stupri caricati a pallettoni in tv. Cosa c'è di vero?
Ma veniamo a noi. Cosa ci sta di vero in questo continuo annuncio di violenze alle donne ad opera di clandestini? Uno si immagina che, se ce ne sono ogni giorno due o tre sparati su Mediashopping (StudioAperto) chissà quante decine se non centinaia ce ne stanno. "Schifosi extracomunitari, non gli piacciono le ragazze delle loro terre e vengono da noi". Bene, la situazione credo sia un pò diversa e non serve fare chissà quali salti mortali per avere una corretta informazione. Riporto un estratto elaborato da un mio amico ma che potete facilmente ritrovare nelle ricerche dell'istat.
"I partner sono responsabili della maggioranza degli stupri. Il 21% delle vittime ha subito la violenza sia in famiglia che fuori, il 22,6% solo dal partner, il 56,4% solo da altri uomini non partner. I partner sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate. Essi sono responsabili in misura maggiore anche di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei. Il rischio di subire uno stupro piuttosto che un tentativo di stupro è tanto più elevato quanto più è stretta la relazione tra autore e vittima. Gli sconosciuti commettono soprattutto molestie fisiche sessuali, seguiti da conoscenti, colleghi ed amici. Gli sconosciuti commettono stupri solo nello 0,9% dei casi e tentati stupri nel 3,6% contro, rispettivamente l’11,4% e il 9,1% dei partner."
Di sicuro nessun servizio in televisione ci ha dato questa idea, del tutto ridimensionata rispetto alla crisi di violenza sulle donne che ci rifilano; o almeno nella maniera ignobile con la quale ce la presentano. Ovviamente si vuole concentrare l'attenzione sugli extracomunitari. Sia chiaro qui nessuno vuole giustificare tali atti, anzi, si vorrebbe condannarli in maniera più critica, facendo anche autocritica. Infatti, contando la quota degli stupri su estranei, il 6,2%, è logico come solo una parte di essi sia extracomunitaria, e un'altra parte sia di cittadini italiani, delinquenti allo stesso modo. E' chiaro come un tasso così basso rispetto agli stupri ad opera di partner Italiani non può essere gonfiata erroneamente con questo solito spettacolare teatrino mediatico. Così, capiamo come questa campagna sia l'ennesima per impaurirvi, per farvi sentire soli in un primo momento, e molto aiutati dal governo dopo. Come un medico che vi prescrive un miracoloso farmaco per una malattia tanto grave quanto banale o inesistente (pensiamo anche alle intercettazioni) e vi fa guarire senza che voi vi siate mai ammalati.
Ora, il reato di Stupro è uno dei più violenti e sporchi, e il problema esiste. Ma come per tutti gli altri reati (compresi quelli per corruzione giudiziaria di avvocati inglesi) la ricetta non può essere un placebo. Solo due farmaci li possono curare: il controllo del territorio, della finanza pubblica e del malaffare privato (si pensi al mercato della droga, della prostituzione e del turismo sessuale) e una educazione non fondata su strumentalizzazioni politiche ma su veri valori. Non è difficile e neanche facile perseguire questi obiettivi, se solo lo si volesse fare. Invece oggi il controllo del territorio si scambia per ronde che al più potrebbero essere furor di popolo in spedizione punitiva e l'educazione passa per la paura verso l'altro, verso il diverso da una parte, e l'estremo garantismo di alcuni dall'altra. Qualcuno ogni tanto si dovrebbe ricordare di come alcuni Italiani ci stanno stuprando il cervello, oltre che le donne.
5 dicembre 2008
Un premier con le mani nei notiziari TV denuncia i giornalisti.
Perché allora, con tutti questi mezzi a sua disposizione, continua a rispondere alle critiche dei giornalisti non sulle televisioni o sui giornali ma a suon di querele?
Negli ultimi anni Berlusconi ha denunciato The Economist per averlo descritto come "inadatto a governare l'Italia", ed il giornalista britannico David Lane per il suo libro del 2004, "L'ombra di Berlusconi" ("Berlusconi's shadow"), che esplorava le origini della sua fortuna e faceva notare come alcuni dei suoi collaboratori fossero stati indagati per legami con la mafia. Berlusconi ha perso queste cause in corte d'appello ed ha fatto ricorso, o ha ancora la possibilitá di farlo.
Adesso se la sta prendendo con Alexander Stille, il piú celebre italianista d'America ed uno dei piú ferventi critici anglofoni del premier. Una corte d'appello a Milano dovrebbe pronunciarsi martedí su un caso di diffamazione contro Stille iniziato da uno stretto collaboratore di Berlusconi.
Berlusconi non é l'unico ad accusare i giornalisti. In Italia - dove i giornalisti spesso sono molto cauti nel riportare i fatti ed il sistema legale cerca di proteggere l'onore personale - politici, magistrati e figure pubbliche fanno causa ai giornalisti cosí spesso che l'ordine nazionale dei giornalisti ha un "fondo di solidarietá" per aiutare con le spese legali e i danni.
"E' una delle tecniche intimidatorie della classe politica", ha detto Franco Abruzzo, professore di giornalismo ed ex-redattore del quotidiano finanziario Il Sole 24 Ore.
Ed é anche uno sport bipartisan. Nel 1999 Massimo D'alema, un ex-comunista che era all'epoca il presidente del consiglio di centro-sinistra, fece causa ad un fumettista politico per una vignetta che lo mostrava mentre cancellava nomi dal dossier Mitrokhin sulla cooperazione dei paesi occidentali con l'Unione Sovietica durante la guerra fredda.
Comunque, quando l'accusa é Berlusconi, la situazione inevitabilmente prende altre dimensioni.
"Quello che fa la differenza é che lui é uno dei politici piú potenti ed uomini piú ricchi", ha detto Lane, corrispondente da Roma del The Economist e bersaglio delle accuse di Berlusconi. "Controlla i media. Lavora da una posizione di massimo vantaggio..."
Leggi tutto l'articolo su "Che dicono di noi". Articolo tradotto dal New yotk times.
Ringrazio la redazione di "che dicono di noi" punto di riferimento ormai abbastanza conosciuto dell'informazione straniera nella sfera dei blog italiani. Ebbene anche al New York Times sono tutti comunisti? O forse amici di Di Pietro e quindi forcaioli. Invito a leggere nell'articolo intero un pezzo che però pone una speranza in meno. Con tutte le denunce del premier all'estero si sta perdendo la motivazione fuori dall'Italia di interessarsi di lui e quindi di noi, visto che da noie a tutti; e non è una cosa buona.
28 ottobre 2008
Passaparola n°19. Rete 4 l'immortale.
23 ottobre 2008
Il cavaliere della memoria.
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E' da notare la diversità di tono e di atteggiamento tra le due dichiarazioni. Nella seconda Mister B. aveva già sentito il ministro dell'Interno che si è nettamente schierato contro, insieme alla lega, al presidente della repubblica. Attenzione perchè dal 62% di consensi si può solo andare giù.
Aggiungiamo una nota rispetto alle dichiarazioni di ieri. Il presidente ha, tra l'altro, salutato in maniera critica i giornali dichiarando "i giornalisti portino i miei saluti ai direttori" (fonte: Veltroni ad annozero).. credo che le persone originarie del sud (o alternativamente chi ha visto Al Pacino nel Padrino) capiscano molto bene quelle parole.
22 ottobre 2008
Di male in peggio.
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Oggi il nostro caro primo ministro ha fatto una conferenza stampa insieme alla splendida Gelmini. E dagli giù con i comunisti. Il nostro miglior esemplare di liberale ha detto che le manifestazioni di piazza ad opera degli studenti sono degli atti che violano l'ordine pubblico. Vedete quando le parole sconvolgono la realtà. Una manifestazione democratica si trasforma in una violazione di ordine pubblico. Questo, a suo dire, vale anche per le occupazioni, autogestioni, ecc. Bene possiamo metterci a cantare qualunque cosa sul piano giuridico, ma da che mondo e mondo il malessere sociale si trasferisce sullo stato democratico in 3 modi: Scioperi, manifestazioni o - se queste diventano troppo inefficaci o impossibili da fare - violenza e rivolta. La politica seriosa si usa farla in parlamento, ma fuori ci stà la gente. Apparte di sondaggi c'è sempre qualcuno che non si sente rappresentato abbastanza, più che mai oggi. E sceglie la via pacifica della manifestazione (striscioni, slogan, musica, corteo). Tutto questo può creare qualche disagio (come alla stazione Cadorna ieri) ma vedete, la risposta qual'è? Accuse di inciviltà, invece che dialogo e apertura verso il disagio che chi manifesta ha. Quindi viene meno il concetto di rappresentanza. Non si fà il governo con i sondaggi. Lo si fà con l'opinione della gente che i sondaggi non rispecchiano più da anni oramai.
Ci sono mobilitazioni in tutta Italia e Berlusconi cosa fà? le dichiara inaccettabili, vuole contattare il ministro degli interni e mandare le forze dell'ordine. Non si chiede neanche se la in mezzo ci sia il suo elettorato, tanto oramai stà li e fa quel che vuole. Pensa che qualunque cosa faccia vada bene a tutti quelli che hanno messo una x sulla sua coalizione solo perchè li ha presi in giro in campagna elettorale (e continua ogni giorno sulle sue televisioni).. ok sono diventato monotono. Fattostà che ora sono tutti comunisti. I professori che li sostengono anche.
Poi c'è la gelmini che da dell'ignorante a chiunque le capiti attorno e, mentre è impegnata a dire che nessuno ha letto il suo decreto, afferma che "non manda nessuno a casa"... che "il tempo pieno rimane".. che "il maestro unico non è mai stato all'ordine del giorno".. certo allora perchè manifestare, il decreto non esiste..
Se il premier quindi manda la polizia a sedare ogni manifestazione che gli sta scomoda, e gli scioperi non bastano.. cosa faranno mai tutti quelli in piazza? se ne vanno a casa e mi raccomando coprifuoco alle 9?.. no.. la democrazia non lascia spazi vuoti.. un tale accanimento per tutto ciò che non rappresenta il "pensiero unico" portato avanti fin'ora avrà un unico risultato, e l'ho detto prima qual'è. C'è gente che sarà mandata a casa con una lettera "attuazione decreto ministeriale, arrivederci". Ci saranno università che chiuderanno e altre che per non chiudere diverranno private; e voi con i soldi che domani non avrete dato come stanno le cose con queste prospettive di recessione, non potrete mandare i vostri figli a studiare (molti invece non potranno già il prossimo anno perchè tutto sarà a numero chiuso). Questo naturalmente si inquadra nel progetto di livellamento della cultura collettiva, atto a poter sempre e comunque coercizzare le nostre menti verso tutte le paure che possono portare al consenso, e al limite metterci gli uni contro gli altri in una guerra dei neo-sottolamediadipovertàprobabile.
Io non so se i lettori dei giornali si rendono veramente conto. Le affermazioni di oggi sono gravissime, in qualsiasi stato del mondo porterebbero ad un immediata richiesta di dimissioni.. ma figurarsi.. sarebbe antiberlusconismo e basta. La domanda è: per paura di fare antiberlusconismo staremo veramente a vedere come, mentre moltissimi italiani, stufi di non essere considerati perchè in netta minoranza (secondo i soliti sondaggi che mi creano più di un dubbio..) si rivoltino nelle strade e costituiscano questa volta si una violazione dell'ordine pubblico, un uomo aspiri a controllare in maniera autoritaria tutta la politica - oltre l'informazione già in sua mano - , provando giorno dopo giorno a creare precedenti di "sovversione autorizzata" (come già tentato con la blocca processi e vagamente riuscito con i militari a controllo di imprese di costruzioni delle discariche)? La legalità e la democrazia sono altra cosa rispetto al consenso. Democrazia non è solo consenso popolare. è rispetto delle opinioni altrui e delle diversità. Con il consenso del 100% della popolazione italiana NON si può rinunciare agli effetti collaterali - anche se a mio avviso positivi - della libertà di pensiero e della manifestazione di esso.
La verità è che la Gelmini ha fatto un passo falso, e il governo non se lo può permettere. L'unico modo è condannare chi ha tutta la ragione possibile nel manifestare. E l'unico modo, vista l'entità delle manifestazioni nazionali, è tacciarle di illegale. Ecco che si raggruppano elementi su elementi già visti negli anni più cupi della nostra storia. E poi si dice che chi parla di regime è un pazzo. "Siamo nel 2008, certe cose non possono più capitare". Ma ci credete veramente? pensate che uno stato abbia veramente il potere di garantire che le azioni di un uomo che voi nominate non portino ad una disgregazione dei diritti civili se questo ne abbia potere? Le cose non si ottengono sempre con la forza; Basta che voi pensiate di avere gli occhi bene aperti mentre qualcuno già vi ha iniettato il sonnifero. Non si può far niente per il suo potere mediatico, e ora neanche per i suoi intrighi con la giustizia. Cosa vi fa pensare di avere ancora potere? le belle parole e il grande sorriso? C'è un limite invalicabile, ma i limiti sono fatti per essere superati. Poche persone al mondo hanno il potere di superare i limiti. Noi ne abbiamo una a mio parere.
(naturalmente ci aspettiamo a breve una rettifica delle parole di Berlusconi che sicuramente sono state "fraintese" da tutti.. vedremo.)
>> Leggi l'articolo di Repubblica <<
20 ottobre 2008
Passaparola n°18. Informazione nordcoreana
Video
Tanto per non perdere l'abitudine, carrellata della nostra migliore informazione. Regole economiche al governo? certo.. in economia la chiamano "asimmetria informativa".. in una democrazia non so come si chiama.. ops perdon.. ho detto una brutta parola. buona visione :)
18 ottobre 2008
L'Authority ai telegiornali "Troppo spazio al governo"
L'Autorità scatta una fotografia che va da aprile a settembre 2008. E' un'istantanea rilevante perché descrive la situazione dalla nascita del nuovo esecutivo fino quasi ad oggi. Segnali di squilibrio si notano intanto nelle trasmissioni di approfondimento. Ma sono i telegiornali - scrive l'Autorità - a commettere i peccati più gravi. La disparità è doppia: il governo parla più delle opposizioni; alcune forze politiche (di maggioranza) parlano più, molto più di ogni altra. Per questo i telegiornali sono adesso invitati a un effettivo pluralismo. L'Autorità ammette che non siamo certo in periodo elettorale, quando le regole sulle "pari opportunità" sono rigide, severe. Ma la legge vuole che le redazioni rispettino i principi di "correttezza e parità di trattamento" in qualsiasi momento dell'anno, ogni giorno, ad ogni edizione di Tg.
Una regola non scritta vuole che i telegiornali assegnino un terzo del tempo ai partiti della maggioranza, un terzo a quelli di minoranza e un terzo infine al governo in carica. Questa divisione è spesso elusa. Ecco alcuni esempi significativi. Prendiamo le edizioni principali dei telegiornali, quelle che richiamano il maggior numero di ascoltatori. E prendiamo anche il "tempo di antenna". Somma le parole del giornalista - che introduce un tema o un politico - alle parole del politico. A maggio, Studio Aperto dedica il 42,27% dello spazio al governo e un altro 18,22% al presidente del Consiglio. Al Tg5, il 28% è per Palazzo Chigi e un altro 15 per il premier. Il mese successivo - a giugno - Palazzo Chigi e premier superano quota 50%, sempre al Tg5.
Ancora a giugno 2008, il Tg2 assegna quasi il 32% all'esecutivo Berlusconi e un altro 14% a Berlusconi in persona. A luglio del 2008, il Tg4 non è poi così squilibrato con il governo, che ottiene uno spazio pari al 27%. Ma se poi sommiamo il 28,9 del Cavaliere, ecco superata la metà della torta disponibile.
La musica non cambia se leggiamo i dati con un'altra lente. Siamo a settembre ed esaminiamo tutte le edizioni dei telegiornali (pranzo e cena, le più importanti, ma anche quelle del mattino presto e della sera tardi). Nell'insieme dei notiziari Mediaset (Tg4, Tg5, Studio Aperto e TgCom), la maggioranza, il governo e Silvio Berlusconi sono sopra il 70%, mentre le opposizioni arrancano al 16,77%.
Impressiona il dato dei Radicali. Chissà che cosa saranno riusciti a dire nei 9 secondi che il Tg4 regala loro nell'intero mese di maggio, oppure nei 26 secondi di Studio Aperto. E chissà quali messaggi avrà veicolato quella sinistra che non ha più rappresentanti alle Camere. A maggio, l'intera batteria dei telegiornali della Rai concede 38 secondi - per fare solo un esempio - ai Verdi (38 secondi in 30 giorni). E mentre il Partito Socialista risulta a zero secondi (sempre a maggio, sempre in Rai), l'Udc di Casini potrà certo esultare per il secondo, uno solo, che ottiene al Tg3 nel mese di maggio, per i tre secondi di agosto, per i 5 di settembre."
Da"La repubblica" di Aldo Fontanarosaroma
Ma la tv pluralista chi la controlla? L'authority sa dire che c'è troppo governo Berlusconi dentro i telegiornali gestiti dalle tv che sono controllate al 90% dal governo Berlusconi.. e cosa vorrebbero? che i politici-propaganda diventassero altruisti? Non si può prima fare finta che non ci sia un problema di conflitto d'interesse, pensare che non ci siano leggi da dover fare (o al limite applicare) su questo tema e poi lamentarsi. E allora tutti su Mediashopp.. ehm.. Su studioaperto.. dove il ministro delle comunicazioni è sempre più incaricato di comunicare ciò che dovete sapere (sempre falso) e tutto il resto tace. Al massimo su rete4 dove Emilio Fede non sa fare altro che prendersela con Di Pietro (e ultimamente anche con Saviano) invece di dare notizie e star buono. Cosa volete? zitti. E' così e basta. Viva il Singolarismo dell'informazione.
15 ottobre 2008
Gabanelli docet. Basta un caffè a far scricchiolare tutto.
Si dunque quali armi hanno per farci dormire. I rifiuti a Napoli stanno sempre li. Hanno pulito il centro e dopo 2 mesi ancora sono a niente. Gli inceneritori li fanno col mitra puntato; alitalia.. ALITALIA? quella dovrebbe essere salva secondo il 62% della popolazione. Il resto dei reati immagino che diminuiscano d'incanto, ma solo perchè non vengono scoperti, e non vengono portati alla luce (per i piani alti ci pensano i vari lodi, per quelli bassi i tagli alla difesa e la prossima legge sulle intercettazioni; in nome della vostra privacy dovrete giocare a testa o croce se vi ruberanno in casa perchè state tranquilli che prendere un ladruncolo sarà impossibile. Ma se il ladruncolo non lo prendono, le statistiche daranno una diminuzione degli arresti e delle detenzioni, che verrà presentata come una diminuzione della criminalità.)
D'altrone basta fare (e farsi) le domande giuste (non sono attacchi come dice mister B, sono delle domande talmente scontate ma talmente difficili da poter fare dentro quel contenitore di veline e propaganda) e le teste saltano, mostrandosi con tutta la loro incompetenza, debolezza; all'improvviso vengono a galla tutte le ragioni del nostro sonno.. noi sognamo una realtà bella o brutta, ma non vera; ci "costruiscono" un substrato politico-ideologico che ci mette gli uni contro gli altri, e alla fine la maggioranza si schiera con chi sembra poter governare questa realtà in delirio.. peccato che la realtà di cui parliamo esiste solo in quella scatola luminosa. In verità è tutto diverso, tutto più difficile, e chi vi sembra avere il potere di darvi ciò che sperate (anch'esso deviato come il mondo che conoscete) ha solo il potere di convincervi con la finzione. E' come un gioco virtuale. Mentre ci giocate vi propone stimoli, sensazioni. Avete una missione da svolgere e quando giocate vi dimenticate che la pasta scuoce sui fornelli. Oggi ci sono quei giochi che vi fanno scegliere il finale. E' una giostra architettata. Ma i finali sono già tutti compresi nel gioco. Vi fanno pensare che sia finita in un modo perchè voi volevate così; Ma voi non volete. Dentro di voi non siete statalisti, non siete razzisti, non siete incostituzionalisti, ne separatisti, ne liberisti in senso puro. Magari non sapete neanche cosa certe cose significhino e volete delle spiegazioni dalla televisione. Ma il vostro parlare, sentire cose inutili e false permette a coloro che affermano di pensarla come voi di fare il loro gioco, con il loro finale, e poi farsi ringraziare perchè era ciò che volevate. perchè se non volete è un danno ma alla fin fine non fa niente, sarete certamente fuori dalla massa, inutili, magari comunisti. Ma solo perchè la maggioranza della popolazione dorme. E per continuare a dormire bisogna fornirvi altre illusioni e nel frattempo mantenervi ignoranti e precari, corrompibili e ricattabili. E la libertà se ne và. Chi è libero non starebbe mai con gli esponenti del liberalismo italiano ne con gli amministratori di questa televisione ignorante e fuorviante. Magari la droga ti piace e hai un sacco di soldi da spenderci, e non ti interessa delle conseguenze o non le conosci, ma non permetteresti a tuo figlio di farsi amico il tuo pusher. Così basta convincerti che in realtà il pusher è il salvatore del mondo in panne. In realtà solo perchè ti sta facendo evadere dal presente; e a tua insaputa.
Una giornalista ha fatto le domande giuste a chi si diceva il salvatore di 14000 anime, delle loro famiglie e delle loro precarietà. Stiamo parlando di Alitalia e di Colaninno. Di Fantozzi e del solito governo. Così come per i rifiuti, Alitalia è solo l'ennesima dose di stupefacente. Guardate il video, e l'effetto finirà. Scoprirete una azienda distrutta per motivi di propaganda politica, e sfruttata per tentare di salvare qualcuno ai piani alti, mentre noi eravamo occupati a discutere dei salari, degli esuberi, di quanto era figo il premier che in 2 mesi aveva fatto ciò che a nessun altro era riuscito. In effetti è vero, purtroppo per noi.
Video
23 settembre 2008
Satira francese.
Video
No no, Ma guardate un pò di sana satira francese. Queste cose lì vanno in onda ogni giorno dell'anno sui principali canali. Capite la differenza?
22 settembre 2008
Passaparola n°14. Mills giudicato, Berlusconi condannato.
Video
Marco travaglio parla di nuovo del processo Mills e sottolinea il filo logico disgregatore delle cospirazioni politiche paventate da "Mister B." secondo le quali i magistrati lo perseguitano. Ah se questo video lo si vedesse in prima serata su rai 1 al posto del tg.. domani il mondo sarebbe diverso..
5 settembre 2008
Presentazione Di "Bavaglio".
18 luglio 2008
Media shopping presenta: I rifiuti di Napoli. eccezionale offerta.
"L'emergenza a Napoli sui rifiuti e' finita". Chi lo dice? Non i napoletani, certo, ma il Presidente del Consiglio, che ha già annunciato ieri questa dichiarazione in una conferenza stampa. Spiega che sono state tolte settemila tonnellate di rifiuti al giorno e, in più, trentacinquemila tonnellate che "erano rimaste inevase". "C'e' ora - osserva Berlusconi - una stabilizzazione che sarà maggiore quando andranno a pieno regime tutti i termovalorizzatori". Peccato che almeno diecimila tonnellate di rifiuti urbani sono ancora a cielo aperto nei comuni limitrofi e 40mila sono in stoccaggio provvisorio. In pratica, è stata pulita in fretta e in furia la città capoluogo, sacrificando la provincia. Berlusconi dice di incassare, ma non incassa i primi risultati raggiunti dalla gestione del sottosegretario Guido Bertolaso e si prepara a lanciare la strategia di comunicazione "per il riscatto dell'Italia da questa vergogna".
Solo strategia di comunicazione, quindi, studiata a monte di una reale soluzione del problema. Fumo negli occhi degli italiani, l'ennesima trappola mediatica, nella quale non casca l'Unione Europea, che da Bruxelles risponde freddamente, attraverso Barbarba Hellferich, portavoce del commissario all´Ambiente, Stavros Dimas: "Per noi, contano i fatti, non le parole". Poi la signora Hellferich continua a strigliare il cavaliere: "Berlusconi può dire ciò che vuole, per noi contano i risultati. Il governo deve realizzare il piano, dimostrare che si risolverà il problema a lungo termine, con una gestione corretta dei rifiuti".
Già, perché in Campania una gestione corretta non c'è. Un approccio a lungo termine non c'è. Restano quindi solo le parole vuote di un capo di governo che sostiene di aver vinto una scommessa. Senza neanche averla intrapresa. Nonostante questo, il governo, attraverso il ministero degli Esteri, esprime "viva sorpresa" per la dichiarazione della signora Hellferich. Restano nel frattempo aperte a Bruxelles le due procedure d´infrazione: quella sul caso Campania e quella aperta a febbraio, riguardante le discariche a cielo aperto in tutta Italia.
Berlusconi ha presieduto in Prefettura il suo secondo Consiglio dei ministri partenopeo. Tutto pronto per la conferenza-show, comprese le cartelle di appunti e il dossier di foto che sorreggono il messaggio: "La scommessa è vinta". Certo, se ci si limita al centro di Napoli, sarà anche vinta, ma basta uscire dalla città verso est o verso ovest, per essere accolti da una distesa interminabile di rifiuti urbani, a marcire sotto il sole di luglio, e a far prolificare i topi.
Così, Napoli è la sua cintura di comuni torna ancora una volta ad essere il luogo delle contraddizioni. Un governo chiuso in Prefettura a parlare del nulla, in attesa di vantare vittorie inesistenti dopo qualche ora in una conferenza stampa, chiuso in una Prefettura che si trova in una piazza pulitissima, linda e splendente; poi però, Capodichino è invasa da sacchetti, materassi, scarti vari e Ponticelli è una distesa di rifiuti: e si tratta di quartieri dello stesso Comune di Napoli.
In provincia, il mare di rifiuti in fermentazione e decomposizione riempiono San Giuseppe Vesuviano, Sant´Anastasia, Boscotrecase, Somma Vesuviana: Oltre 10.000 tonnellate. Nessuno fa cenno alle altre 40.000 "temporaneamente" parcheggiate nei siti di stoccaggio provvisori: questi siti non sono discariche, sono luoghi a rischio per la salute pubblica, spesso immersi nel percolato. In questi siti invisibili, creati per nascondere i rifiuti, l'emergenza è riuscita a mimetizzarsi, ma anche a riprodursi. E nonostante la "temporaneità" dei siti, sono ferme le giacenze di mesi, o di anni.
Ma è evidente che questo per il governo non conta. Per un governo che si basa sull'immagine e non sulla sostanza, come se la gestione della cosa pubblica fosse una televendita o la conduzione di uno show televisivo, conta che le telecamere mostrino il centro città pulito. Infatti Silvio Berlusconi ha invitato gli europarlamentari di FI a rilanciare l'immagine di Napoli in Europa. "Ormai", ha spiegato il premier "la città sta di nuovo per tornare alla normalità".
Il Presidente del Consiglio ha riepilogato le tappe dell'emergenza rifiuti a Napoli, saltando spesso e volentieri dei passaggi importanti e non dimostrando una decente preparazione sull'argomento, ribadendo: "Il nostro impegno non verrà meno. Bisogna lavorare anche per il futuro non vorrei che ora ci fosse qualcuno che buttasse immondizia soltanto per oscurare l'opera del governo". Ecco quindi su un piatto d'argento lo schema per il futuro napoletano: se l'emergenza proseguirà, come crediamo, allora sarà perchè qualcuno dietro le quinte manovra le cose per oscurare e infangare il suo lavoro. Saranno magari i soliti comunisti? Saranno forse i terroristi arabi? O gli immigrati clandestini?
Il piano - se così lo so può chiamare - del premier contiene anche un altro aspetto inquietante: Berlusconi ha infatti confermato che verranno diffuse nelle varie tv immagini del capoluogo partenopeo in modo da far capire ai cittadini la differenza tra come era la città due mesi fa e come è adesso. Pertanto, non si tratta di una soluzione all'emergenza rifiuti campana, ma dell'ennesimo grande spot pubblicitario di un uomo che sulla pubblicità, la merce più effimera che ci sia, ha costruito un impero. A spalleggiare il premier scende in campo ovviamente la struttura napoletana di Forza Italia. Berlusconi viene accolto da uno striscione alquanto ridicolo con sopra scritto "Semplicemente Grazie Silvio. Napoli è pulita".
A predisporlo é stato il consigliere regionale di Fi/Pdl Fulvio Martusciello. Il ringraziamento al premier campeggia su una foto dell'entrata di castel dell'Ovo e del Borgo Marinari, uno dei luoghi più conosciuti della città. Certo, Martusciello non avrebbe potuto mettere Pozzuoli o Quarto, sommerse dai rifiuti, ma di certo è stato attento a firmare lo striscione con il nome del proprio sito internet, in modo da farsi a sua volta pubblicità e di compiacere il capo.
Il cavaliere, che già ha affrontato il "problema sicurezza" occupandosi della propria e cancellando dalla programmazione televisiva quella altrui, ha intenzione di ripetere lo stesso esperimento con l'emergenza rifiuti campana: cancellare dai sistemi d’informazione la realtà. D’altronde, una falsa emergenza creata artificiosamente non poteva che avere soluzioni altrettanto false e artificiose. L’essenza di questo governo.
di Alessandro Iacuelli.
15 luglio 2008
Passaparola n°9. I maiali sono più uguali degli altri.
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Quale miglior titolo di questo (che ormai viene abusato nel giro dei "provocatori") per l'ultimo intervento di Marco. Se facessimo vedere tutto ciò a Orwell.. si metterebbe a ridere/piangere. Buona visione.
P.S El Pais parla di "Fascismo rinnovato in Italia".. pubblicherò l'articolo nel prossimo intervento.
11 luglio 2008
Io mi farei due risate.. anche se abusive.
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Si, lo so, è stato pubblicato sul blog di Beppe Grillo ma io lo volevo anche qui. Certo è che nessun telegiornale è mai come quello di Emilio, certo è che lo sanno tutti (??) che il tg4 è un telegiornale di parte da sempre. Ma sinceramente ciò non toglie la voglia di ridere e indignarsi quanto basta per uno show di un giornalista (eh?) che per l'ennesima volta si scaglia contro un magistrato bravo ed impegnato ogni santo giorno in parlamento. Lo dico per la terza volta, la guzzanti ha esagerato un pò, non per quello che ha detto in sè (visto che di satira si parla e in più i presunti insulti al Papa erano una battuta presa dalla divina commedia dantesca) ma per il luogo e per quello che in gergo si chiama "off-topic". Era una piazza, non un teatro, ed era sotto gli occhi di tutti. Ed era l'illegalità delle istituzioni il tema. Certo è che avrebbero comunque trovato il modo di deleggittimare Di Pietro e i soliti noti, diciamo che così hanno avuto un invito a nozze. Però.. lascio giudicare ad ognuno di voi l'estremismo che certa informazione fa ogni giorno, in maniera abusiva e senza alcun contraddittorio (che si, nei telegiornali ci deve essere, anche per completezza di informazione, e non nei teatri, nei cinema e negli spettacoli in genere come qualcuno sostiene.. ma questa è un'altra storia).
Tanto per rispondere a Fede e a voi, l'elettorato di Di Pietro sta crescendo ogni giorno di più, nonostante la campagna denigratoria nei suoi confronti. Guardatevi bene, oggi chi si mette a sperare nella legalità e lottare per essa finisce come lui.. maltrattato, isolato dalla politica, escluso dalla coalizione. Così i giornalisti, così il CSM.. bisogna adeguarsi. Una volta se non eri "del partito" ricevevi la visita delle camice nere. Oggi se non sei "dell'opinione" ricevi la visita dei "giornalisti con la lingua lunga" (speriamo solo quelli.. chiedetelo a Luttazzi, a lui è andata peggio). Bella Fede! :)
9 luglio 2008
No Cav Day.
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Edit: aspettando domani per trascrivere le notizie dei giornali sulla manifestazione, riporto qui parte delle dichiarazioni di Di Pietro fatte sul suo blog, con le quali concordo in pieno.
"[...] A mio avviso la vera democrazia c’è solo e fin tanto che a tutti viene riconosciuto il diritto di esprimere il proprio pensiero! Ed allora, lasciatemelo gridare ad alta voce: io non mi dissocio dalla manifestazione di ieri. Non mi dissocio dalle parole di Grillo. Non mi dissocio dalle parole di Travaglio. Non mi dissocio dalle persone di Piazza Navona. Certo, non avrei fatto ricorso alle espressioni utilizzate da Sabina Guzzanti (ed anche questo ho precisato pubblicamente) ma io di mestiere non faccio satira come lei e quindi non ho bisogno di ricorrere ai paradossi ed alle iperbole per meglio far comprendere il problema. Esiste un diritto di critica e ieri è stato esercitato. Si può essere d’accordo o meno, ma vanno valutate le ragioni della critica, non i toni utilizzati, o quantomeno entrambi. Certamente non solo i toni. Altrimenti si fugge dal problema. O peggio, si è accondiscendenti."






