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18 dicembre 2009

Buon Natale.




Un felice natale e i migliori auguri di un nuovo anno. I lavori del blog vengono sospesi con la speranza di riprenderli sotto una luce nuova, che poco è piaciuta in questi ultimi tempi. Ne approfitto per rivelare (a chi ancora non lo sapesse) il mitico regalo che il nostro presidente della camera ha fatto al direttore del giornale Feltri per natale: una bel flacone di Valium, con i migliori auguri riprendersi dalle sue "ossessioni e allucinazioni". Ecco, l'augurio che ci facciamo tutti è di non ossessionarci davanti a questo teatrino demenziale che stà sostituendo importanti temi di cui vorrei si parlasse, in maniera da non dovermi giornalmente dedicare sempre alle solite cose trite e ritrite (anche se ogni tanto tristemente rinnovate da qualche vergognoso avvenimento). Mi dispiace non essermi potuto occupare della conferenza sul clima di copenhagen, ma non ci ho visto dentro nessuna novità e nessuna notizia da approfondire. Mi spiace non essermi potuto occupare di finanziaria, perchè è stato solo un mattone leggero confezionato e non discusso. Mi spiace non aver potuto parlare ancora di immigrazione, nonostante le belle parole di apertura di Fini, perchè è stato subito tacciato di tutto quel che sappiamo e poi si è parlato d'altro. Insomma, speriamo in qualcosa di più dal 2010, questo per dirvi che non è solo colpa mia l'occuparmi sempre e solo delle stesse cose. Questo blog vuole essere uno "specchio pulente", per dimostrare che quando sembra che non ci sia altro da dire, in realtà c'è un abisso e le domande non vanno mai taciute. Certo non posso imporre io le questioni importanti a cui dedicare attenzione.

Ah, Faccio i miei migliori auguri a famiglia e amici che mi sostengono e qualche volta aiutano nel proseguimento di questo spazio. Una valium a testa e sogni d'oro 2009 XD.

14 ottobre 2009

Presentazione.

Buonasera a tutti gli utenti del Blog...
Io sono Tinuzzo, amico e collaboratore di Andrea Tuscano e a partire da oggi inizierò il mio percorso all'interno del sito.
Parto da questa piccola parentesi personale per sottolineare l'importanza della mia comparsa non solo come collaboratore, ma sopratutto come portavoce di problemi popolari e sociali, in particolar modo della mia terra natale, La Sicilia.
Molti sanno delle brutte conseguenze avvenute a Giampilieri e nei dintorni, ma pochi sanno che sono solamente un quarto dei paesi a rischio di frana, e nessuno ne parla, nessuno muove un dito, nessuno si preoccupa di una ipotetica catastrofe naturale/artificiale. Quando 2 anni fa cade un pezzo della montagna, sopra la città Ionica, i cittadini chiesero un intervento tempestivo per evitare altre frani. All'epoca sono stati meno di 500'000 € per intervenire, ma di questi soldi solo 35'000 € sono stati spesi per impiantare una semplice rete metallica per sopportare milioni di metri cubi di terra e fango. Che fino hanno fatto i soldi dei contribuenti e dello stato? Sono morte 28 persone e ancora dopo 2 settimane nessuno più ne parla, da lutto nazionale a vicenda locale, per cosa poi? Forse per dar spazio alla realizzazione di un'opera maestosa e faraonica, un ponte sospeso tra la sponda di Scilla e Cariddi, un'opera che accetta perfino il nostro ministro dell'ambiente Stefania Prestigacomo davanti sia alle telecamere di tutte le reti nazionali, sia davanti a tutte quelle persone che in una sola notte hanno perso la propria casa e la propria famiglia...

Purtroppo il singolo non conta, è più importante il gossip politico...

Rendere moderno questo paese è attuabile solo se abbiamo tutte le carte in regola, ma sopratutto quelle giuste, le opere faraoniche di facciata sono un abominio dell'uomo, la prova che i potenti sono i padroni, e tutti quanti il resto della feccia... almeno è così nella mentalità siciliana, in particolare quella del messinese... Lasciamo che tutto venga tolto dalle mani dei potenti. Un esempio eclatante sta accadendo nella mia città, riguardo all'unico cinematografo esistente. Il cinema è rimasto chiuso per tutta l'estate, ma purtroppo la famiglia che lo gestiva ha avuto un lutto familiare e per questo l'apertura prima è stata rimandata, poi rimandata ancora, ed infine sospesa. Ora gira voce, e non è una semplice voce a caso, la quale afferma che al posto della sala, ci sarà un fast food della Mcdonald.
Ricordo quando da piccolo andavo al cinema la domenica, insieme ai miei genitori, a vedere i film della disney, come Aladin, il Re Leone La bella e la bestia e tanti altri. Crescendo imparai ad apprezzare il cinema, fino a farla diventare la mia passione più grande.
Ora scopro che verrà chiuso per dar spazio ad una azienda multinazionale... e mi chiedo se i cittadini abbiano lo stesso dispiacere... ma il menefreghismo attrae tutti...è una brutta malattia...
Vi auguro una buona notte.

Ernesto "Tinuzzo" Muscianisi

Nuova stagione.


Buongiorno lettori, bentornati. Si apre una nuova stagione per NLTS, ci stiamo muovendo per far ripartire la piccola macchina come al solito. Quest'anno in versione più snella, più "twitteriana" (mica troppo) pubblicheremo commenti, piccole news, cronache locali senza tralasciare i grandi temi Italiani.

Perchè parlo al plurale? Per rendere il blog più appetibile, più variegato (e più aggiornato) ho considerato la possibilità di aprire ad alcuni "collaboratori" che si prenderanno cura di questo pezzo di democrazia, certo finchè ci sarà concesso (proposte di censura nella rete, ne parleremo). Il primo collaboratore, mio grande amico, si stà già organizzando. Spero di poterne trovare altri, per ingrandire un pò questa realtà che in meno di 3 anni ha nel suo piccolo collezionato decine di migliaia di visite uniche. Un grande onore per un modesto studente. Continuate a seguirci.

19 marzo 2009

Grillo fallo riposare il mitra..


Trovo in Beppe Grillo una persona "Utile". Utile per il contraddittorio, utile per l'attrazione giovanile che non porta necessariamente all'antipolitica ma anzi favorisce l'avvicinamento ad essa. Non la puoi criticare se non ne conosci le principali dinamiche. Ma, soprattutto ora che si pone come uomo politico, la sua forzatura contro tutto e tutti quelli che in qualche modo tentano di sopravvivere al sistema (che certamente è bacato come sostiene) sembra quanto mai esagerata. La gente meno estremista da questo si sta dissociando. Per carità, molti interventi nel suo blog sono veramente belli, e qualcuno è stato anche riportato su NLTS, ma può darsi che, magari per rabbia particolare, o per delusione, (non che interessi particolarmente) il comico stia pian piano superando la misura.

Che bisogno c'è se critichi un politico di tirare in ballo tutti gli altri, con nomi e cognomi spesso quasi sconosciuti? Che bisogno ha di trovare qualcosa di negativo ad ogni imprenditore delle grandi aziende? Ma a parte ciò e soprattutto.. che bisogno ha di trovare nei "giornali", in tutti loro, la colpa per eccellenza dell'informazione, fino a sperare nella loro totale chiusura? Esistono testate e testate e vanno valutate con discrezione. Non credo, ad esempio, che parte della forza lavorativa del corriere della sera sia così di parte, ne che il gruppo espresso eviti di dire determinate cose. E' d'altronde ovvio che i giornali oggi stabiliscono regole per la priorità degli articoli che possono essere criticabili, e che per alcune testate in particolare la disposizione o censura di esse sia insopportabile. Ma una cosa è dire ciò e un'altra è tirare in ballo tutto il sistema, comprendendo tutti quelli che ci lavorano.
E di ieri l'articolo in cui Grillo esulta per la forte calata in borsa di tutti i gruppi editoriali. Non credo che sia ne un bene ne la risoluzione del problema (problema che in linea di fondo lo si condivide pienamente, lo si evince dallo stesso motivo di esistenza di questo blog). Anzi può essere offensivo riguardo le tante persone che ci lavorano, e che non si occupano di politica ma svolgono un lavoro onesto. Altra cosa sarebbe quella di criticare questo o quel giornalista con cognizione di fatto.
Infine, la questione dei finanziamenti pubblici può essere affrontata in prospettiva diversa: è vero che i finanziamenti stessi legano i giornali a questa o quella politica, ma è anche vero che molti giornali ne fanno a meno e comunque i finanziamenti non sono un favore particolare in Italia, ma un "contentino imposto" dalla oscena normativa che rende asimmetrica la pubblicità che gira sulle reti televisive da quella che può finanziare i giornali. Così i giornali abbandonano la prospettiva del "più vendo e più posso stare sul mercato" e le conseguenze sono quelle che sappiamo. Ma molti direttori di giornali sono contro questo. Perchè non lo si dice ogni tanto? Attenzione alla fama e al consenso, soprattutto quello "arrabbiato". Bisogna svegliarsi e reagire non fomentare sempre di più quelli che sono svegli, generalizzando. Se no le accuse di antipolitica sono automaticamente giustificate. Qualcuno un giorno ha fomentato il popolo per strada, poi è salito sul predellino di un auto e li ha strumentalizzati tutti verso quello che oggi vediamo. Attenzione a non fare gli stessi errori, che sia un partito politico, una lista civica o un blog.

14 marzo 2009

Intervista a Luttazzi



Mea culpa. Come può essermi sfuggita una perla come questa non so. Me ne scuso e pubblico subito una parte dell'intervista (ormai un pò datata) che trovate in versione completa sul blog di Daniele Luttazzi.

Cosa pensi del ruolo che i satiristi hanno assunto oggi in Italia? Del fatto che siete diventati ‘punti di riferimento’ (politico) per la gente? La ritieni una situazione inevitabile data la contingenza storico-politica? Come vivi questa grande attribuzione di responsabilità da parte della gente? Come ti poni rispetto al fatto che molta parte del tuo pubblico ti vede più come un punto di riferimento politico che non come un artista satirico?
La nostra credibilità è dovuta al fatto che abbiamo detto certe cose in tv fregandocene della conseguenze in termini di convenienza economica: restare in tv facendo i paraculi era molto più vantaggioso. Essere un artista satirico e essere un punto di riferimento politico è inevitabile in generale, e non c’è affatto contraddizione fra le due cose. La responsabilità non me la dà la gente, me la dà la mia arte. Fa parte di questa responsabilità non strumentalizzare il pubblico e il suo consenso. Quanto ai politici italiani, hanno mentito ripetutamente e spudoratamente, hanno mostrato di difendere all’unisono gli interessi della propria casta, hanno rivelato la loro mediocrità diffusa. La gente si è rotta le scatole. E ci hai fatto caso? In Italia, ogni volta che scoppia uno scandalo, tutti lo sapevano già da tempo. Che razza di Paese!

L’8 luglio di quest’anno, in piazza Navona a Roma si è tenuto il “no Cav Day”. Qui hanno dato espressione del loro pensiero anche alcuni comici attraverso la satira. Per esempio erano presenti Grillo e la Guzzanti. Perché tu non c’eri?
Perché la piazza favorisce il populismo. Non mi piace ingenerare equivoci: è il mio modo di rispettare il pubblico. La satira dev’essere contro il potere. Anche contro quello della satira. A teatro, le intenzioni dell’artista sono limpide. In piazza, in una manifestazione partitica, no. Guai al pubblico che si mette a guardare ai satirici come a cavalieri senza macchia e senza paura, e guai ai satirici che finiscono per crederci.

Si passa senza soluzione di continuità [per citare solo dei due poli della faccenda] dalle imitazioni del Bagaglino ai comizi in piazza di Beppe Grillo. In mezzo, modulazioni di queste tipologia. Per quale motivo è accaduto tutto ciò? È una trasformazione solo italiana o un fenomeno globale?
La satira pare scomparsa perché non è più ammessa in tv nella forma libera che le è propria. In questo modo le tolgono impatto. E’ un fenomeno solo italiano, che rende il nostro Paese una provincia asfittica e poco democratica. La satira in tv fa picchi di ascolto, ma non la si vuole. Quindi il problema è politico.

Le profezie di Guy Debord a proposito della Società dello spettacolo si avverano sotto i nostri occhi: il governo si occupa della «percezione» delle cose da parte dei cittadini più che della sostanza materiale, dei bisogni, dei fatti. L’invenzione dell’«emergenza sicurezza» è un caso lampante. Come pensi ci si debba muovere in questo scenario?
Come suggeriva Debord: con pratiche di vita alternative.

C’è necessariamente contraddizione tra satira e impegno civile/politico attivo?
La satira è politica, dato che esprime una critica dell’esistente. E nasce politica: Aristofane attaccava il demagogo Cleone e il partito dei democratici, che volevano la guerra. Chi dice che la satira non deve fare politica vuole solo censurare la satira. La satira esprime un punto di vista, quindi è faziosa. Uno può fare benissimo satira e candidarsi al senato: in America, lo ha fatto Al Franken. Ed è stato eletto. Una volta intrapresa la carriera politica, però, ha giustamente abbandonato gli spettacoli satirici.

Del panorama satirico tedesco mi ha colpito il fatto che molti cabarettisti che fanno satira politica ritengono che la satira non possa essere più che gehobene Unterhaltung, intrattenimento di livello. I cabarettisti tedeschi sono tendenzialmente scettici circa la possibilità di poter incidere con la propria satira sulla realtà; molti di loro concepiscono il mezzo televisivo essenzialmente come moltiplicatore, come strumento pubblicitario per attrarre la gente a teatro. Il divario rispetto alla situazione italiana, in particolare per quanto riguarda il valore e il potere che nel nostro paese alla satira è attribuito (nel bene e nel male) è incolmabile.
Il loro scetticismo ha forse un’origine storica: Karl Kraus non ha fermato Hitler; ma, anche così, la loro è una visione molto angusta della potenza satirica. I suoi effetti sono culturali e riverberano sulle generazioni a venire. Ma devi avere dentro una rabbia vera, sennò fai solo del “colore” sull’attualità: non dai fastidio a nessuno, anzi sei perfetto per il marketing.

L’ottima salute (in quanto a causticità e aggressività) di cui gode la satira in Italia non può prescindere dal collasso socio-politico del paese? La satira deve in altre parole tendere al suo annullamento? Una società sana non ha bisogno di satira?
La satira esisterà finchè esisterà l’umanità, con tutte le sue contraddizioni. La “società sana” è un’utopia nazista.

Qual è l’obiettivo del tuo ‘fare satira’? Difendere / rafforzare la democrazia? Affinare lo spirito critico della gente?
L’obiettivo della satira è esprimere un punto di vista in modo divertente. Divertente per chi la fa. Se il pubblico ride, tanto meglio, ma non è un criterio per giudicare la bontà della satira: ogni risata dell’autore contiene una piccola verità umana; a volte la verità fa male e non tutti sono disposti a riderne. Il pericolo per chi fa satira è ritenere che sei sul palco a dire la verità: questo abbaglio ti trasforma in un predicatore, in un leader di masse, in una persona di potere. L’arte ti abbandona.

Credi che la satira abbia anche una funzione di valvola di sfogo o di conforto? O al contrario contribuisce ad aumentare il disagio?
La satira nasce dalla rabbia, ma non è mai consolatoria. Induce alla conversione e all’azione. Il disagio che aumenta è solo quello dei parrucconi.

Il linguaggio della satira è espressivo al punto che può infastidire chi lo ascolta. Ciò, a volte, crea un effetto di rigetto su una determinata fascia di pubblico. La gente, quindi, deve essere preparata per poter comprendere la satira?
La satira è un gusto. Il gusto per la libertà di pensiero. In Italia siamo regrediti al punto che la gente dev’essere preparata alla libertà di pensiero? Certo, secoli di Vaticano non aiutano. E comunque la satira mica può piacere a tutti: i suoi bersagli, ad esempio, non ridono. Lo scandalo della satira non è nei termini indecenti, ma nel fatto che la sua libertà espressiva corrode i nostri pregiudizi. I pregiudizi rassicurano. La satira no.

Come mai secondo te, da un po' di anni in Italia le informazioni si hanno più dai comici che non nei telegiornali e sui giornali?
Questo è un luogo comune. Ci sono tanti giornalisti formidabili che onorano la propria professione. Vediamo però di continuo giornali e telegiornali fare propaganda: edulcorano o cassano o mistificano le notizie. La satira, nel commentare i fatti, li ricorda. E così il grosso pubblico, che non legge i giornali, apprende le notizie dalla satira! Ma la satira è uno stormo di piccioni. Da qui l’attenzione.

Quale credi sia il potere della satira? A tuo avviso quali risvolti concreti ha o può avere la critica della satira? La satira può ‘cambiare il mondo’? ( o, come tu hai domandato ad altri autori satirici, la satira può agire sulla Storia? Se sì, come? Se no, perché? )
La satira è innanzitutto arte: in quanto tale, agisce sulla Storia offrendo all’umanità uno sguardo rinnovato sul mondo; per questo, fin dai tempi di Aristofane, la satira è contro il potere, di cui riesce ad annullare la natura mortifera mantenendo viva nel nostro immaginario quella sana oscillazione fra sacro e profano che chiamiamo dubbio. L’effetto concreto della satira è quello della liberazione dell’individuo dai pregiudizi inculcati in lui dai marketing politici, culturali, economici, religiosi. Il potere si accorge che questo va contro i suoi interessi e ti tappa la bocca. E’ sempre stato così ed è un ottimo motivo per continuare a farla. Dove è possibile. ( Il mio sottoscala. )

Negli Usa hanno eletto Obama e i media magnificano l’evento, come se i guasti del passato fossero definitivamente alle spalle e ci attendesse una rinascita generale. Come minimo occidentale. Forse addirittura planetaria. Ti associ anche tu all’euforia generale?
L’euforia generale è dovuta soprattutto al cambiamento che Obama ha promesso. A settembre ero a New York da Letterman il pomeriggio che ha intervistato Obama. Ero in prima fila, Obama era a cinque metri da me, me lo sono studiato bene. Dopo la sua prima risposta il pubblico era già in visibilio: Obama non dice nulla di diverso da quello che i democratici USA hanno sempre detto, ma sa dirlo in maniera avvincente. E con meno ambiguità rispetto a una Hillary. E’ ancora presto per giudicare. Le questioni cruciali, come si sa, saranno la politica estera ( ritiro dall’Iraq e dall’Afghanistan, rilancio della diplomazia e delle relazioni internazionali ) e la politica economica ( new deal, fine della speculazione finanziaria ). Non ci resta che aspettare.

Adesso un passo indietro. Torniamo al famigerato “editto bulgaro”. Biagi ha fatto in tempo a rientrare in Rai, Santoro ha recuperato stabilmente il suo spazio; com’è che tu sei ancora fuori?
Perché sono un cane sciolto. L’Italia è divisa in clan che si spartiscono il potere. Se non appartieni a nessuno di essi, ti fanno fuori in due secondi.


Continua...