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26 maggio 2009

Minaccia Nucleare, tra "illuminati" e "ordine mondiale".



Si, il titolo meriterebbe pagine e pagine di ragionamento per chi conosce un minimo delle spopolanti teorie complottistiche del nuovo millennio e altrettante spiegazioni a chi non ne ha sentito parlare. Ma senza estremizzare e cominciare a parlare di teorie parzialmente surreali, rimangono poche righe da analizzare e una domanda che da tempo mi sfiora.
Per i poco informati sui 2 termini "illuminati" e "ordine mondiale" faccio un esempio. Immaginatevi un panorama dove la globalizzazione si è espressa nella massima delle forme. Dove le frontiere esistono solo sul vocabolario e tutto il mondo è "uniformato". Immaginate poi che, come in uno Stato ci sono sempre i poteri forti, ci siano pochi poteri forti interconnessi che governano tutto il mondo globale. E che possano decidere, controllando tutte o quasi le sfere della vita odierna (cultura, economia, religione, etica, mercato, risorse) anche gli eventi storici e le loro conseguenze, indipendentemente da valori umani e etici, con lo scopo ultimo del profitto e della dipendenza assoluta delle popolazioni a loro.

Bene, qualcuno oggi crede (complottisticamente) che questo ordine esista con il nome di "illuminati" e abbia già un'influenza enorme nel verificarsi degli eventi storici, per la gente comune frutto del caso e dei rapporti umani e politici, e per molti complottisti "controllata a tavolino da pochi". Non ci si riferisce certo a capi di Stato, ma a qualcuno più in alto ancora, che controlla i sistemi finanziari e la distribuzione di risorse planetarie. Pensiamo a banchieri, capi di multinazionali, ecc.. unite in una specie di massoneria globale ((altri hanno coniato il termine "corporatocracy") )

Ora non voglio pubblicizzare molto queste correnti di pensiero (ne esistono più di una), ma, nel ricordare i buchi nell'acqua delle campagne contro il terrorismo iracheno di Georgiana memoria e i molteplici dubbi sull'11 settembre (con annessi scontri tra complottisti e anticomplottisti che tutt'oggi continuano a fronteggiarsi e tirare dalla loro la verità su ciò che è realmente accaduto) ma nei reportage di mia conoscenza si alludeva già da tempo ai prossimi "progetti" di questo sistema destinato a diventare "l'ordine mondiale" (con, tra l'altro, uniche leggi e unico sistema di denaro in forma virtuale); questi progetti vedevano una spinta verso l'unione determinata dalla comparsa (allora non se ne parlava neanche) di minacce provenienti dal Pakistan e dalla Corea... che avrebbero determinato un impulso all'attuazione di questi piani, mettendo d'accordo tutti gli Stati mondiali (non solo, e per la prima volta, occidentali) sulla necessità di unire le forze per combattere il "terrorismo del nuovo millennio" (altro termine coniato dai complottisti o da membri dell'ordine: l'asse del male.). C'è chi poi fa rientrare nei medesimi piani anche la crisi che oggi viviamo ritenendo che "una crisi di tale enormità al giorno d'oggi è impossibile non prevederla, tuttavia è possibile determinarla, ed in molti ne trarrebbero vantaggi".

Quindi mi viene da pensare: dopo le ultime grida di Bush contro il pakistan tirato in ballo con una fretta incredibile prima di lasciare l'incarico, ed ora con questi esperimenti nucleari "alla luce del sole" (troppo alla luce del sole) da parte del governo di Pyongyang.. beh dico solo che questi complottisti devono avere o una intelligenza incredibile nel capire l'andazzo o qualche palla di vetro nascosta da qualche parte, perchè era difficile prevedere queste cose 2 o 3 anni fà.. almeno credo.

Un buon spunto per tenersi informati, non prendendo le cose troppo sul serio; ma neanche l'opposto. Credo che sentiremo parlare presto di "asse del male" (già in qualche articolo nei giornali esteri e credo anche in Italia ne parla, ma si era sentito solo dai complottisti fino ad ora). Speriamo che si risolva tutto in una bella favoletta.

11 ottobre 2008

Il documento del PNAC. e l'11/9.


Mi è capitato di leggere un articolo molto chiaro che da l'idea di cosa stia succedendo in questi anni in USA e del come e del perchè in qualche anno l'occidente si sia sentito in dovere di "dire la sua" con le armi in oriente e non solo, specialmente dopo l'11/9. Ero già a conoscenza di alcuni fatti, che tuttavia da molti sono stati definiti come "cospirazionisti" e denigrati il più possibile a favore di altre contro-teorie che, esattamente come quelle cospirazioniste, lasciano il tempo che trovano, senza poter comunque contraddire in maniera netta tutto ciò che si dice in merito ai dubbi sulle teorie ufficiali della catastrofe metropolitana politicamente e umanamente più grave della storia dopo hiroshima e nagasaki. Tutto sembra ruotare intorno ad un gruppo di grandi uomini d'affari, servizi segreti e accordi trans-geografici tra gruppi orientali e politica occidentale. Perchè? beh.. lo chiamano "progetto per un nuovo secolo americano". Ringrazio Ilvio Pannullo di "Altrenotizie.org", autore dell'articolo di seguito riportato per intero.


"La caduta agli inferi di alcuni tra i maggiori istituti di credito statunitensi, con il conseguente piano di recupero a spese della collettività, è stato definito da alcuni analisti come una sorta di 11 settembre dell’economia. E’ probabile infatti, che esso rappresenti la definitiva messa in crisi dell’impianto monetarista che aveva caratterizzato le politiche economiche dell’amministrazione Bush. I rovesci in Afganistan e Iraq e la destabilizzazione del Pakistan in questo momento sono solo lo sfondo della crisi politica che caratterizza la fine del mandato presidenziale. Che è in primo luogo la fine di quella lobby neocons che così in profondità ha attraversato i due mandati presidenziali di George W. Bush. Lo strettissimo legame tra le politiche economiche e militari del peggior presidente della storia Usa, hanno infatti avuto come centro ispiratore della sua aggressività internazionale proprio questa sorte di conventicola delinquenziale che tanto ha contribuito all’ascesa di Bush e alle guerre da lui scatenate in giro per il mondo. Per conoscere meglio pensieri, parole e opere della lobby neocons, almeno sotto l’aspetto della regia occulta delle operazioni militari, basta leggere il Sunday Herald del 15 settembre 2002, che pubblicò il sunto di un documento, redatto due anni prima per conto di alcuni dei principali esponenti dell'attuale governo americano, che descriveva, in dettaglio, un progetto per la sottomissione militare del pianeta al dominio statunitense.

Stiamo parlando del notorio documento del PNAC - Project for the New American Century - Rebuilding America’s Defenses. Fondato nella primavera del 1997, il Project for the New American Century (Progetto per il Nuovo Secolo Americano) è un’organizzazione didattica non-profit, il cui scopo ufficiale è promuovere l’egemonia americana. Il Progetto fu un’iniziativa del New Citizenship Project (Nuovo Progetto per la Cittadinanza) e vede, ad oggi, William Kristol come suo presidente mentre Robert Kagan, Devon Gaffney Cross, Bruce P. Jackson e John R. Bolton hanno il ruolo di consiglieri permanenti. Gary Schmitt ne è il direttore esecutivo.

Se questi nomi possono non dire nulla, si deve sottolineare come, al momento della sua fondazione, il PNAC fosse, tuttavia, guidato da un gruppo di persone, queste si ,destinate ad entrare nella storia. Ad ispirare e realizzare il Progetto furono, infatti, Dick Cheney, attuale vice Presidente degli Stati Uniti; Donald Rumsfeld, ex sottosegretario alla Difesa, costretto poi alle dimissioni dopo lo scandalo del campo di prigionia di Abu Ghraib; Paul Wolfowitz, ex vicesegretario della Difesa ed ex Presidente della Banca Mondiale, anche lui costretto a lasciare il suo posto in seguito ad uno scandalo che lo vide coinvolto in una serie di nomine decisamente non cristalline; Jeb Bush, fratello di George W. Bush nonché attuale Governatore della Florida e Lewis Libby, pluricondannato coordinatore dello staff di Dick Cheney.

Il testo fu partorito nel Settembre del 2000 dal think-tank dei neo-conservatori americani, ovvero dalla squadra che solo quattro mesi dopo, in maniera tutt'altro che limpida, sarebbe riuscita a conquistarsi la strada per la Casa Bianca. La filosofia del PNAC era imperniata sull'idea che fosse necessario approfittare del recente crollo dell'impero sovietico e della momentanea mancanza di avversari a livello mondiale per garantire all'America, sia strategicamente che politicamente e militarmente, il controllo indiscusso del pianeta.

La lettura del documento può essere molto esplicativa per capire come la guerra contro l'Iraq non sia nient’altro che la punta di un iceberg. Gli autori partono della ristrutturazione delle forze armate americane e dal concetto di difesa per arrivare ai bisogni geopolitici degli Stati Uniti. Nella sezione” Key Findings” il rapporto elenca quattro missioni per le forze armate degli Stati Uniti: 1)"difendere i possedimenti nord americani"; 2) "lottare e vincere guerre multiple e simultanee"; 3)"realizzare lavori di polizia associati alla manutenzione della sicurezza in regioni critiche"; 4) "trasformare le forze armate degli Stati Uniti per sfruttare la rivoluzione nel campo militare".

Per arrivare a far compiere alle forze armate nord americane le quattro missioni, il documento raccomanda investimenti senza freno nel sistema militare, dopo aver constatato il "declino della potenza militare degli Stati Uniti". Proponeva lo sviluppo di nuove armi, comprese armi biologiche di nuova generazioni capaci – si legge nel documento – di distruggere "specifici genotipi". Si auspicava, cioè, uno sforzo economico diretto alla creazione di una sorta di bomba etnica: un ordigno, dunque, capace di distinguere un determinato tipo di persona destinata ad essere uccisa in mezzo ad altri individui eletti per sopravvivere.

Nel capitolo V° intitolato “La creazione di una futura forza dominante” (Creating Tomorrow’s Dominant Force ndr) troviamo, infatti, frasi come: “ … al momento attuale gli Stati Uniti non hanno alcun rivale a livello globale. Il nostro disegno ultimo deve mirare a prolungare il più possibile nel futuro questa posizione di vantaggio …”. E ancora: “… Gli Stati Uniti devono mantenere un esercito in grado di essere dispiegato rapidamente e di vincere contemporaneamente più guerre su larga scala … bisogna riposizionare le nostre forze ed adeguarle alle realtà strategiche del XXI° secolo spostando su base permanente le truppe nel Sud-est Europeo e in Medio Oriente”. Quindi, più avanti, “…il budget annuale dell’esercito deve crescere fino ad un livello di 90 – 95 miliardi di dollari all’anno e questa trasformazione dell’esercito va considerata un obiettivo tanto urgente quanto quello di prepararsi allo scenario bellico di oggi …”.

Ma c’è soprattutto un passaggio illuminante in questo documento che non può che risultare inquietante alla luce di quanto occorso un anno dopo ed è il seguente: ”Questo processo di trasformazione, pur portando un cambiamento rivoluzionario, è destinato a durare molto a lungo, a meno che non intervenga un evento disastroso e catalizzatore come una nuova Pearl Harbor.” Rileggendo alcuni passaggi del documento conclusivo del PNAC i possibili dubbi circa la possibilità di un auto-attentato s’infittiscono sotto il peso di una chiara quanto fanatica ed immorale volontà di dominio.

È infatti dalla lettura di questo testo che molti avvenimenti del nostro tempo sembrano trovare la giusta interpretazione. Man mano che aumentano, con riferimento ai fatti dell’11/9, gli indizi di un c.d. “inside job” , aumentano, infatti, anche le indicazioni che a volerlo non fu il governo americano, ma un gruppo molto ristretto di personaggi: appunto i cosiddetti neocons ovvero personaggi la cui alleanza politica risale addirittura a più di 30 anni fa e che oggi occupano i più importanti ruoli all’interno dell’amministrazione Bush.

A leggerlo non sembra possibile, ma il testo è ovviamente pubblico e la traduzione non potrebbe essere differente. Questo significa che, un anno prima del crollo delle torri, un gruppo ristretto di persone, che si sarebbero ritrovate di lì a poco a guidare il popolo americano, nell’elaborazione dei loro scenari geopolitici riteneva necessario alzare a dismisura il livello di efficacia militare degli Usa e, di fronte a possibili obiezioni interne, riteneva che queste sarebbero potute venir meno solo in caso di un attacco militare agli Usa stessi. In qualche modo giungendo ad auspicare per il bene della nazione un evento da loro stessi definito “catastrofico”.

Questo ovviamente non vale come prova della colpevolezza dei neocons quali responsabili dei fatti dell’11/9, ma certo che quanto meno si può evincere che non tutti si sono stracciati le vesti. Se per gli Stati Uniti l’era dell’invincibilità finiva, per alcune lobbies cominciava."