18 ottobre 2009

I calzini di Paolo Borsellino.


..sottotitolo: Uomo dal cuore turchese.
Volevo pubblicare questo video proprio nel momento nel quale si fà di nuovo viva la nostra storia degli anni novanta, epoca buia per lo Stato, la cui giustizia e trainata da uomini come Borsellino e Falcone. E' finalmente uscito il maledetto papello, che dimostrerebbe la sussistenza di tutta la letteratura circa la trattativa tra Stato e Mafia, trattativa che sarebbe servita per evitare altre stragi e, secondo alcuni, avrebbe "consegnato" i corpi dei due famosi magistrati direttamente nelle mani di cosa nostra. Solo Dicerie? Non si sà ancora (sempre per essere buonisti...), le indagini sono state molte e hanno portato a poco (sempre per essere buonisti un'altra volta). Si parla di collusioni dei servizi segreti; è di Agosto di quest'anno la notizia che Agnese Borsellino avrebbe depositato una testimonianza nella quale emergerebbe che Paolo sapeva di immissioni dirette di cosa nostra tramite alte cariche dei ros.

Paolo Borsellino sapeva altro. Sapeva di qualcosa che oggi si vorrebbe dimenticare. Innanzitutto sapeva che Mangano non era un eroe, come lo definì invece Silvio Berlusconi. E sapeva che Mangano era affiliato della mafia e amico di Dell'Utri. Il collegamento con l'attuale primo ministro è oscuro ancora oggi, ma sappiamo tre cose: Mangano era lo stalliere di Berlusconi; dell'Utri, amico di Berlusconi, era in affari con Mangano ed è stato condannato per Concorso esterno in associazione mafiosa (lasciando stare le altre condanne..). Dell'Utri è in senato e Berlusconi l'ha difeso più volte dalle accuse dei "magistrati rossi" (certo, l'uno è un benefattore e l'altro è un eroe).

Ora, menomale che oggi ci sono più fonti informative dove poter prendere tutte le testimonianze di Ciancimino e farsi un'idea dei rapporti tra mafia e stato, per cui il mio approccio è un altro: far parlare i veri eroi. Così ottengo due cose: Le persone non possono querelare Paolo Borsellino (e non lo possono nemmeno far fuori di nuovo), e poi posso di nuovo far vedere la differenza delle cose a chi oggi sostiene la correttezza di determinate persone ma anche di altre. La domanda che mi prende è una sola, e la rivolgerei alla redazione di Mattino5: di che colore aveva i calzini Paolo Borsellino, visto che già sappiamo che fumava?

Andrea Tuscano

17 ottobre 2009

Berlusconi in Sicilia. Il "presunto" silenzio del Sud


Sono passate tre settimane dalla catostrofe avvenuta il 1' Ottobre a Messina. Il risultato finale di questa tragedia è di 30 morti e 95 feriti. Le cittadine colpite dal tempo nefasto sono Giampilieri, Atolia, Molino, Briga e Pezzolo, tutte della provincia di Messina.
Queste infomazioni sono già state annunciate in tutte le reti nazionali del Paese e ancora oggi possiamo almeno sentire un accenno di novità riguardo al fatto. Quello che pochi sanno, sono i fatti accaduti prima e dopo il 10 Ottobre 2009, giornata di Lutto Nazionale in occasione dei funerali delle vittime. Tra i morti con orgoglio ricordiamo il sottocapo della marina Simone Neri, che sacrificò la sua vita per salvare invece quella di 8 persone.
I giornali e le tv hanno raccontanto nei giorni scorsi di come il nostro Presidente del Consiglio, Il governatore della Sicilia, e vari membri del parlamento si sono prodigati per risolvere la situazione disatrosa. Purtroppo i notiziari hanno celato le varie contestazioni avvenute fuori dalla prefettura di Messina. Cittadini del capoluogo provinciale e dei dintorni sono andati di fronte all'ingresso del palazzo del governo e hanno cominciato ad inveire ogni volta che arrivava un'autorità, a cominciare da Lombardo, governatore della Sicilia, il quale ha ricevuto un "Vergogna, devono morire le persone per farci senitire?", e così via anche dopo l'arrivo del Ministro Mattioli; alcuni dei manifestanti hanno portato bandiere e striscioni di slogan contro il ponte, (visto e considerato che proprio mentre si discuteva sugli incidenti, sempre in Prefettura, veniva approvata la realizzazione del primo cantiere che avverrà a Gennaio 2010); ma lo scandalo vero è che proprio fuori dalla Prefettura, un giornalista del Tg2, che doveva fare una diretta televisiva, interrompe le riprese per non mostrare la contestazione legittima dei cittadini; nessuna rete nazionale ha raccontato i fatti accaduti di fronte al palazzo di Giustizia (tranne brevi accenni generici e parziali).

Ma in tutto questo, Berlusconi dov'era?
Il nostro Presidente ha evitato di incontrare la folla entrando dall'ingresso secondario, mentre tutte le autorità hanno attraversato quello principale.
Su internet sta circolando un video che mostra i fatti raccontanti adesso, girato da un video amatore che si trovava lì in mezzo alla folla, formata da gente comune, genitori, precari, disoccupati e addirittura da gente proveniente dalle zone colpite. Insomma, i classici comunisti che sputtanano il paese, come direbbe il nostro Presidente del Consiglio.

Altri fatti accaduti e non narrati del tutto, sono state le altre contestazioni avvenute dopo i funerali di Stato, quando il Presidente Silvio Berlusconi si dirigeva verso l'auto blindata qualche minuto prima della fine della cerimonia. La gente del posto, arrabbiata, iniziava a contestarlo con una serie di slogan, dandogli anche dell' assassino e del farabutto. Questo mentre si dirigeva verso l'auto e salutava la folla i quali, secondo i giornalisti, lo applaudivano.
Un altro video mostra i fatti in Piazza Duomo a Messina, non amatoriale questa volta ma un frammento di un servizio di Skytg. La gente Urla e si sfoga, e batte le mani in segno di protesta, non di gioia, le immagini sono chiare.
Quì non di tratta di una semplice manifestazione anti-berlusconiana, ma di sfoghi di rabbia da parte di cittadini abbandonati a loro stessi, nei confronti di coloro che mettono da parte il loro senso del dovere per promulgare un'opera di facciata, escludendo ogni possibile risalita all'interno di una terra dimenticata da tutti. Inutile mostrare altra prova di rabbia e sofferenza da parte dei cittadini messinesi, il cosidetto sud non è Zitto e muto come sembra.

Ernesto Muscianisi

16 ottobre 2009

Roma, l'omofobia e lo Stato di "diritto".

Mi piace, invece di sproloquiare in pensieri e riflessioni, portare una serie di fatti come fosse un libro o un film. Un repertorio mentale di immagini. Allora immaginate Roma. Bella città vero? La nostra capitale, il simbolo della nostra italianità (alla faccia degli "Anti"). Bene, immaginate ora Roma assolata. E' mezzogiorno, e arriva l'ora di punta. L'Italia che lavora. L'Italia che vive. L'Italia che spera. Sotto la luce del sole c'è una macchina che accosta. Poco più lontano un Immigrato - poi riconosciuto come Egiziano - che cammina. Non sta rubando, non stà stuprando, è solo Egiziano. Dalla macchina escono quattro Italiani. Afferrano il signore, lo calpestano, lo picchiano, e gridano. Gridano all'Italianità? Dipende cosa oggi significhi Italianità per certa gente. Sicuramente non generalizzo, parlo di "certa" non "tutta". Gridano a qualcosa di Italiano, comunque. Qualcosa che è successo e che gli Italiani hanno permesso che accadesse. Gridano "Duce! Duce!". Il duce, un Italiano eletto dal popolo. (Alla faccia degli "Anti", e due).
La scena non dura troppo. Il tempo di elargire un pò di sangue sulla strada, di inneggiare ancora un pò ad un passato che non c'è più (non c'è più?) e poi la fuga. E' mezzogiorno, dalle cronache sembra che nessuno sia accorso a difendere l'immigrato. Forse non c'era nessuno ma non interessa.

L'uomo viene poi soccorso e portato in ospedale. Partono le indagini, li prenderanno questi testimoni di Italianità e integrazione? Non si sà. Ma il bello viene ora. L'egiziano ha il setto nasale rotto. Immaginate ora due strade, mettete in sottofondo una bella canzone e godetevi il film. In una di queste strade ancora gli Italiani scorrazzano con l'auto, inneggiando al fascismo e magari facendosi i complimenti a vicenda. Liberi e contenti. Leggittimati da una tv che racconta solo quanto cattivi siano gli extracomunitari, che picchiano, stuprano e rompono i setti nasali degli Italiani. Nell'altra strada C'è un uomo, sanguinante con - probabilmente - fasciature e medicazioni, che sale su un'altra auto. E' quella della polizia. Lo porta in questura. Già, perchè nel momento del bisogno si è rivolto allo Stato, ma lo Stato deve accertarsi che Lui sia.. regolare. Non aveva i documenti con sè.

Immaginatevi una scena ulteriore, questa volta fantasiosa. La macchina dei teppisti del Duce che incontra quella della polizia dell'immigrato. Secondo voi, quanto si potrebbero sentire fieri, quei teppisti, di aver servito lo Stato per ripulire l'Italica Roma dagli "Anti"? Di aver fatto quasi un favore alle forze dell'ordine?

Ok, film finito. Purtroppo tranne l'ultima scena è tutto vero. Raccontato in maniera provocatoria, per farvi capire che basta niente, per invertire i ruoli. Per creare mostri e leggittimarli (anche senza volerlo). Mostri figli di un vecchio trucco per conquistare potere. Si inizia creando un problema, o confezionandone uno ad hoc per poi sbatterlo in testa ai cittadini. Ogni giorno, ogni ora, facendo quasi dimenticare a loro che ce ne sono tanti, più importanti, o forse meno, ma presenti. Poi gli stessi che montano il problema, propongono la soluzione. Forte, impulsiva, tenace. Al punto che produce quei mostri. Quei mostri che si innamorano delle soluzioni forti e impulsive, fino a deviarle in comportamenti violenti, ma tuttavia istituzionalizzati nelle loro teste. Basta seguire l'esempio e fare anche di più. Per lo Stato e per gli Italiani. Questo gira nelle menti dei mostri. Odio, ribrezzo, alimentato dalla tv. Certamente il Governo non vuole ciò (voglio essere buonista ed escludere qualche leghista), ma non pensa che la smania di potere, e i trucchetti per ottenerlo, hanno questi profondi effetti collaterali. Perchè uomini con strane idee ci sono sempre, ma per tirare fuori in massa queste idee basta mandare i messaggi sbagliati.

L'ennesimo messaggio sbagliato lo conoscete. Qualche giorno fà si è deciso che una legge che avrebbe istituzionalizzato aggravanti per odio omofobico, non va bene. Gli uomini del "Duce! Duce!" stanno esultando, e magari domani potrebbe andarci di mezzo un Rumeno, o un Albanese, o un Terrone, o, visto che siamo in tema, un omosessuale, o un Ebreo. Ah, già, di quegli Anti-Italiani ci siamo occupati a suo tempo.

Scusate la provocazione, credo che gli intelligenti abbiano capito.

Andrea Tuscano

15 ottobre 2009

La vera Opposizione.


"Chi governa non pensi a se stesso; Cittadinanza a 11 anni per chi nasce in Italia; Abbassare il tempo di permanenza per la cittadinanza degli Extracomunitari a 5 anni; Della pillola abortiva se ne occupino gli esperti e non il parlamento; Si rispettino le istituzioni e l'indipendenza della magistratura, no ai PM sotto il controllo dell'esecutivo."

La lista potrebbe continuare. No, non è Di Pietro, e non è neanche Qualche piddino. A mandare sempre più spesso questi messaggi (ritenuti falsamente e strumentalmente "di sinistra") è Gianfranco Fini. E c'è veramente da stupirsi, guardando i video dove ad uno dei tanti raduni del PD, l'ex di AN viene applaudito dal pubblico e dai leader, rimanendo quasi scioccato lui stesso. Cambio di rotta? Si, certamente. Cambio di idee? Si, almeno per quanto riguarda la vecchia tradizione molto vicina al Fascismo (lui stesso in una intervista disse di aver cambiato pensiero; ricordo ancora le parole da capogiro, che fecero rimanere attoniti i microfoni; il senso non letterale era: "ma con tutto quello che sto facendo e dicendo, compreso il mio ingresso nel pdl, non credete che per gioco forza abbia cambiato idea su alcune tematiche estremiste?".

Già, ce ne siamo accorti, anche considerando che l'intervista è stata rilasciata ben prima di queste ultime mosse e prese di distanza da Berlusconi in primis e, secondariamente, da parte del pdl, ormai in preda ad un servilismo che non accetta diversità di opinione da quella del grande (piccolo) capo. Ma Fini non è solo. Molti oramai a destra (e soprattutto tra i finiani) sono stufi di 2 cose: il senso dello Stato che si stà assolutizzando ad un sultano, facendo perdere di mira gli equilibri del potere essenziali per governare nel 2010 (attenzione, non che in sè la cosa sia un male estremo per quelli di AN, solo che il sultano in questione fa di tutto per rovinarsi la reputazione credendo di poter salvare, insieme alla fedina penale, la faccia, e questo ricadendo su tutto il pdl e la nazione rovina i valori di dignità tipici della destra patriottica); la seconda consiste nel fatto che forse i Finiani si rendono conto che è in questo modo che si danno altre possibilità ad una sinistra inesistente di tornare al potere, in un momento in cui non avrebbero nessuna chance di essere utili, se non quella di allontanare un poco l'immagine dell'Italia da quella di Silvio Berlusconi. Quindi Fini Vuole fare il Deus ex machina, stà costruendo un'opposizione nella maggioranza, in maniera che forse alle prossime elezioni salga l'opposizione, la sua. E' aiutato in questo dalla sua fondazione Fare Futuro, che discute giornalmente di temi importanti e naturalmente appoggia Moralmente (e chissà in quale altro modo, facendo da perno organizzativo ai vecchi di AN) l'ex leader nella sua azione.

In definitiva non saprei dire se è tutta una campagna studiata o quanto di vero ci sia nelle sue parole; certo è che questo nuovo filone di una destra che si modera e tenta di superare l'era schiavista Berlusconiana comincia ad attrarre il mondo vero che stà sotto la politica, quello che dalla politica esige sempre qualcosa, e sta già preparando i rapporti di "simpatia" del futuro: imprenditoria, associazionismo, Finanza.
Ultima riflessione, più che altro una domanda: in questo mondo che si separa dal Berlusconismo, l'elettorato di An, costretto a votare pdl e magari convinto che fosse una gran cosa, si stà accorgendo dei cambiamenti? Perchè sento discorsi in giro per la rete; si parla del macello politico odierno e ci si ostina a difendere contemporaneamente Fini e Berlusconi. Come si fà? Spero che non siano la maggioranza quelli che pensano che un partito sia come una squadra di calcio, da sostenere indipendentemente se alcuni giocatori pretendono di portarsi in campo una mazza da baseball e altri vogliono solo usare i piedi per calciare il pallone. La politica è diversa, i partiti devono essere secondari alle idee. Fini lo sà, i Finiani in tutta Italia non so.

Andrea Tuscano

14 ottobre 2009

Presentazione.

Buonasera a tutti gli utenti del Blog...
Io sono Tinuzzo, amico e collaboratore di Andrea Tuscano e a partire da oggi inizierò il mio percorso all'interno del sito.
Parto da questa piccola parentesi personale per sottolineare l'importanza della mia comparsa non solo come collaboratore, ma sopratutto come portavoce di problemi popolari e sociali, in particolar modo della mia terra natale, La Sicilia.
Molti sanno delle brutte conseguenze avvenute a Giampilieri e nei dintorni, ma pochi sanno che sono solamente un quarto dei paesi a rischio di frana, e nessuno ne parla, nessuno muove un dito, nessuno si preoccupa di una ipotetica catastrofe naturale/artificiale. Quando 2 anni fa cade un pezzo della montagna, sopra la città Ionica, i cittadini chiesero un intervento tempestivo per evitare altre frani. All'epoca sono stati meno di 500'000 € per intervenire, ma di questi soldi solo 35'000 € sono stati spesi per impiantare una semplice rete metallica per sopportare milioni di metri cubi di terra e fango. Che fino hanno fatto i soldi dei contribuenti e dello stato? Sono morte 28 persone e ancora dopo 2 settimane nessuno più ne parla, da lutto nazionale a vicenda locale, per cosa poi? Forse per dar spazio alla realizzazione di un'opera maestosa e faraonica, un ponte sospeso tra la sponda di Scilla e Cariddi, un'opera che accetta perfino il nostro ministro dell'ambiente Stefania Prestigacomo davanti sia alle telecamere di tutte le reti nazionali, sia davanti a tutte quelle persone che in una sola notte hanno perso la propria casa e la propria famiglia...

Purtroppo il singolo non conta, è più importante il gossip politico...

Rendere moderno questo paese è attuabile solo se abbiamo tutte le carte in regola, ma sopratutto quelle giuste, le opere faraoniche di facciata sono un abominio dell'uomo, la prova che i potenti sono i padroni, e tutti quanti il resto della feccia... almeno è così nella mentalità siciliana, in particolare quella del messinese... Lasciamo che tutto venga tolto dalle mani dei potenti. Un esempio eclatante sta accadendo nella mia città, riguardo all'unico cinematografo esistente. Il cinema è rimasto chiuso per tutta l'estate, ma purtroppo la famiglia che lo gestiva ha avuto un lutto familiare e per questo l'apertura prima è stata rimandata, poi rimandata ancora, ed infine sospesa. Ora gira voce, e non è una semplice voce a caso, la quale afferma che al posto della sala, ci sarà un fast food della Mcdonald.
Ricordo quando da piccolo andavo al cinema la domenica, insieme ai miei genitori, a vedere i film della disney, come Aladin, il Re Leone La bella e la bestia e tanti altri. Crescendo imparai ad apprezzare il cinema, fino a farla diventare la mia passione più grande.
Ora scopro che verrà chiuso per dar spazio ad una azienda multinazionale... e mi chiedo se i cittadini abbiano lo stesso dispiacere... ma il menefreghismo attrae tutti...è una brutta malattia...
Vi auguro una buona notte.

Ernesto "Tinuzzo" Muscianisi

Nuova stagione.


Buongiorno lettori, bentornati. Si apre una nuova stagione per NLTS, ci stiamo muovendo per far ripartire la piccola macchina come al solito. Quest'anno in versione più snella, più "twitteriana" (mica troppo) pubblicheremo commenti, piccole news, cronache locali senza tralasciare i grandi temi Italiani.

Perchè parlo al plurale? Per rendere il blog più appetibile, più variegato (e più aggiornato) ho considerato la possibilità di aprire ad alcuni "collaboratori" che si prenderanno cura di questo pezzo di democrazia, certo finchè ci sarà concesso (proposte di censura nella rete, ne parleremo). Il primo collaboratore, mio grande amico, si stà già organizzando. Spero di poterne trovare altri, per ingrandire un pò questa realtà che in meno di 3 anni ha nel suo piccolo collezionato decine di migliaia di visite uniche. Un grande onore per un modesto studente. Continuate a seguirci.

9 luglio 2009

Sporadici aggiornamenti in uno Stato che si sveglia.. forse solo per andare in bagno.

Sono mesi che non scrivo niente, ma devo ammettere che, dato che qualche giornale stà facendo di nuovo un pò del suo lavoro, e dato che ormai molti si stanno accorgendo della pietosa situazione nella quale siamo di nuovo finiti (se mai ci sarà un fondo in Italia da raggiungere avvisatemi che reimposto la mia scala morale), diciamo che una pausa dalla tastiera non mi ha fatto male. E non sto qui a dirvi che riprendo alla grande i miei sproloqui scarsamente letti, voglio solo rassicurarvi che non mi sono dimenticato di questo piccolo spazio dedicato come sempre alle persone vicine a me e a tutti gli altri; ("le persone di buona volontà", per bagnarmi anche io la bocca e le mani delle parole dell'enciclica papale largamente usata dal nostro presidente devo dire in maniera più che degna.. se lo fa lui lo posso fare anche io, ndr.).

Questo articolo lo riporto anche qui, perchè voglio che rimanga nel mio database, oltre che nella mia (e spero nella vostra) testa. E' l'opinione sintetica di un certo uomo che sicuramente conoscerete molto meglio di me, che non sono un gran lettore. Dedicato agli uomini di buona volontà...

IL NEMICO DELLA STAMPA
Di Umberto Eco
(Articolo dell'Espresso, 9 luglio 2009)


"Sarà il pessimismo della tarda età, sarà la lucidità che l'età porta con sé, ma provo una certa esitazione, frammista a scetticismo, a intervenire, su invito della redazione, in difesa della libertà di stampa. Voglio dire: quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa vuole dire che la società, e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie che definiremo 'robuste' non c'è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla.

Questa la prima ragione del mio scetticismo, da cui discende un corollario. Il problema italiano non è Silvio Berlusconi. La storia (vorrei dire da Catilina in avanti) è stata ricca di uomini avventurosi, non privi di carisma, con scarso senso dello Stato ma senso altissimo dei propri interessi, che hanno desiderato instaurare un potere personale, scavalcando parlamenti, magistrature e costituzioni, distribuendo favori ai propri cortigiani e (talora) alle proprie cortigiane, identificando il proprio piacere con l'interesse della comunità. È che non sempre questi uomini hanno conquistato il potere a cui aspiravano, perché la società non glielo ha permesso. Quando la società glielo ha permesso, perché prendersela con questi uomini e non con la società che li ha lasciati fare?

Ricorderò sempre una storia che raccontava mia mamma che, ventenne, aveva trovato un bell'impiego come segretaria e dattilografa di un onorevole liberale - e dico liberale. Il giorno dopo la salita di Mussolini al potere quest'uomo aveva detto: "Ma in fondo, con la situazione in cui si trovava l'Italia, forse quest'Uomo troverà il modo di rimettere un po' d'ordine". Ecco, a instaurare il fascismo non è stata l'energia di Mussolini (occasione e pretesto) ma l'indulgenza e la rilassatezza di quell'onorevole liberale (rappresentante esemplare di un Paese in crisi).


E quindi è inutile prendersela con Berlusconi che fa, per così dire, il proprio mestiere. È la maggioranza degli italiani che ha accettato il conflitto di interessi, che accetta le ronde, che accetta il lodo Alfano, e che ora avrebbe accettato abbastanza tranquillamente - se il presidente della Repubblica non avesse alzato un sopracciglio - la mordacchia messa (per ora sperimentalmente) alla stampa. La stessa nazione accetterebbe senza esitazione, e anzi con una certa maliziosa complicità, che Berlusconi andasse a veline, se ora non intervenisse a turbare la pubblica coscienza una cauta censura della Chiesa - che sarà però ben presto superata perché è da quel dì che gli italiani, e i buoni cristiani in genere, vanno a mignotte anche se il parroco dice che non si dovrebbe.

Allora perché dedicare a questi allarmi un numero de 'L'espresso' se sappiamo che esso arriverà a chi di questi rischi della democrazia è già convinto, ma non sarà letto da chi è disposto ad accettarli purché non gli manchi la sua quota di Grande Fratello - e di molte vicende politico-sessuali sa in fondo pochissimo, perché una informazione in gran parte sotto controllo non gliene parla neppure?

Già, perché farlo? Il perché è molto semplice. Nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1 per cento) rifiutarono e persero il posto. Alcuni dicono 14, ma questo ci conferma quanto il fenomeno sia all'epoca passato inosservato lasciando memorie vaghe. Tanti altri, che poi sarebbero stati personaggi eminenti dell'antifascismo postbellico, consigliati persino da Palmiro Togliatti o da Benedetto Croce, giurarono, per poter continuare a diffondere il loro insegnamento. Forse i 1.188 che sono rimasti avevano ragione loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però quei 12 che hanno detto di no hanno salvato l'onore dell'Università e in definitiva l'onore del Paese.

Ecco perché bisogna talora dire di no anche se, pessimisticamente, si sa che non servirà a niente.

Almeno che un giorno si possa dire che lo si è detto."