13 marzo 2009
Vignette di Vauro (Annozero 12/03/2009)
Video
Un pò di umorismo ogni tanto dai :). Nella seconda parte del video Bappa Grillo con spezzoni di presentazione delle sue liste civiche.
12 marzo 2009
"Libertà censorie" tra Italia e resto del mondo.
E' di oggi la notizia di repubblica che sottolinea la particolare attenzione che stanno suscitando alcune iniziative nel mondo atte a limitare l'accesso e le libertà in rete per "scopi di sicurezza". In australia un progetto di legge prevede lo sdoppiamento dell'accesso in rete tra adulti e bambini, che secondo alcuni costituisce un grave attentato alla net neutrality e alla trasparenza, poichè a quanto sembra i filtri delle connessioni sarebbero gestiti da agenzie private "anche senza l'autorizzazione giudiziaria".
In korea del sud invece le cose vanno peggio, con vere e proprie attività censorie e conseguenzialmente giudiziarie alle dirette utilità del governo (con particolare attenzione a blog e forum). Il mondo è in allerta poi per i 69 Paesi che stanno adottando misure del genere, e i giganti dell'informatica e delle comunicazioni (Google, Microsoft e Yahoo) stanno prendendo iniziative per "dissociarsi" da queste azioni, lasciando spazio comunque a numerose polemiche circa la loro assuefazione per motivi di mercato.
E in Italia? Mentre le moltitudini mondiali, esperte o no, si fanno venire paure di stampo Orwelliano, i nostri ministri propongono delle leggi che definire assurde è qualcosa di scontato, ma forse non lo è per tutti (ne dalla parte degli ignoranti ne da quella degli approfittatori, chi ha orecchie per intendere..). Rimando ad un articolo che spiega in maniera concisa ma completa la questione, ricordandovi i precedenti (legge Cassinelli) che avevano già fatto sobbalzare tutti i blogger italiani, aumentando anche l'interesse e le preoccupazioni estere (non sono pochi i blogger famosi non italiani che hanno aderito alla campagna di Grillo "free blogger"). Ma la situazione nel frattempo, come leggerete, è ancora peggiore. Il mio rammarico è causato dal fatto che queste iniziative legislative provengono da uomini e donne di spettacolo (si, ok, per conto di altri, ndr), che dovrebbero avere una minima conoscenza e rispetto della libera circolazione di idee, e dovrebbero sapere che la forza di internet è proprio quella di "dare voce ai muri" e non solamente alle persone senza potere, minacciabili e ricattabili.. Detto questo la lotta al terrorismo e alla pedofilia, tanto di moda per giustificare la foga di "regolarizzazione di Internet" (che termine osceno) si possono applicare in così tanti modi che censurare qualche blogger e qualche inno su facebook, onestamente, fa ridere anche chi di queste cose se ne intende più di chi ha scritto queste poche righe. Se qualche logica ci deve allora essere in queste proposte, non è certo quella della repressione della pedofilia o del terrorismo, ma di altro. Come sempre dipende da come si usano le parole, poichè sempre di repressione si parla, dipende poi da chi e che cosa si debba (e si possa) reprimere.
Curioso, in ultima analisi, come ci possa essere un delirio di intenti tra una legge che limita fortemente (e quasi annulla) le intercettazioni in nome della privacy e un'altra che esporrebbe in maniera pressocchè assoluta qualsiasi voce libera come questa. In effetti esiste privacy e privacy.. dipende chi sei e quanti voti ti porti dietro.
>> Punto Informatico - Vogliono chiudere la rete
Una voce esemplare di risposta:
>> Punto Informatico - Guido scorza alla Carlucci
In korea del sud invece le cose vanno peggio, con vere e proprie attività censorie e conseguenzialmente giudiziarie alle dirette utilità del governo (con particolare attenzione a blog e forum). Il mondo è in allerta poi per i 69 Paesi che stanno adottando misure del genere, e i giganti dell'informatica e delle comunicazioni (Google, Microsoft e Yahoo) stanno prendendo iniziative per "dissociarsi" da queste azioni, lasciando spazio comunque a numerose polemiche circa la loro assuefazione per motivi di mercato.
E in Italia? Mentre le moltitudini mondiali, esperte o no, si fanno venire paure di stampo Orwelliano, i nostri ministri propongono delle leggi che definire assurde è qualcosa di scontato, ma forse non lo è per tutti (ne dalla parte degli ignoranti ne da quella degli approfittatori, chi ha orecchie per intendere..). Rimando ad un articolo che spiega in maniera concisa ma completa la questione, ricordandovi i precedenti (legge Cassinelli) che avevano già fatto sobbalzare tutti i blogger italiani, aumentando anche l'interesse e le preoccupazioni estere (non sono pochi i blogger famosi non italiani che hanno aderito alla campagna di Grillo "free blogger"). Ma la situazione nel frattempo, come leggerete, è ancora peggiore. Il mio rammarico è causato dal fatto che queste iniziative legislative provengono da uomini e donne di spettacolo (si, ok, per conto di altri, ndr), che dovrebbero avere una minima conoscenza e rispetto della libera circolazione di idee, e dovrebbero sapere che la forza di internet è proprio quella di "dare voce ai muri" e non solamente alle persone senza potere, minacciabili e ricattabili.. Detto questo la lotta al terrorismo e alla pedofilia, tanto di moda per giustificare la foga di "regolarizzazione di Internet" (che termine osceno) si possono applicare in così tanti modi che censurare qualche blogger e qualche inno su facebook, onestamente, fa ridere anche chi di queste cose se ne intende più di chi ha scritto queste poche righe. Se qualche logica ci deve allora essere in queste proposte, non è certo quella della repressione della pedofilia o del terrorismo, ma di altro. Come sempre dipende da come si usano le parole, poichè sempre di repressione si parla, dipende poi da chi e che cosa si debba (e si possa) reprimere.
Curioso, in ultima analisi, come ci possa essere un delirio di intenti tra una legge che limita fortemente (e quasi annulla) le intercettazioni in nome della privacy e un'altra che esporrebbe in maniera pressocchè assoluta qualsiasi voce libera come questa. In effetti esiste privacy e privacy.. dipende chi sei e quanti voti ti porti dietro.
>> Punto Informatico - Vogliono chiudere la rete
Una voce esemplare di risposta:
>> Punto Informatico - Guido scorza alla Carlucci
11 marzo 2009
Passaparola n°37. Colpirne uno per educarne cento
Video
E queste sono solo le sentenze di assoluzione dubitativa.. c'è da immaginarsi le restanti prescrizioni. Vedete, se al posto del grande fratello un giorno si trasmettesse questa mezz'ora di informazione.. l'Italia cambierebbe. Ma non si può. Non fatevi venire in mente la domanda "perchè?", la risposta non è delle migliori.
10 marzo 2009
Scontro di questa settimana.
Video
Non c'è da commentare. Vorrei solo invitarvi ad una piccola riflessione. C'è almeno un episodio del genere la settimana. Non vedo fascisti, non vedo armi, non vedo cassonetti bruciati. Il resto delle ragioni non le so ma questo mi basta. A voi?
6 marzo 2009
Divieto di essere, incentivi ad apparire.
IL NEOPROIBIZIONISMO - DE "L'ESPRESSO"
Interessante articolo, per alcuni scontato e già in discussione da tempo. Inutile che vi racconti la mia esperienza milanese, condivisa con tutti i visitatori di questa città. Ore 9 di ogni sera vietato avere bottiglie di birra in tasca, in mano, ecc. Magari per le armi il porto esiste ma per la birra nessun patentino, Tranne che non ti metti a discutere con il vigile-poliziotto e gli spieghi - alla faccia della privacy - che la bottiglia l'hai comprata e la stai portando a casa (e siccome lui deve fare il suo lavoro gli devi spiegare dove abiti, dove l'hai comprata, insomma o gli spiattelli i tuoi affari o ti prendi la multa.). Nell'articolo che ho linkato comunque sia trovate molto altro. La riflessione che vorrei porre stà proprio nel titolo. Oggi l'importanza dell'apparenza diventa cruciale per i rapporti sociali, nel lavoro, nella convivenza ecc. Il proibizionismo intacca una buona parte della nostra cultura (lo ha già fatto ai tempi dell'alcol); chessò il famoso panino alle 2 di notte tra amici, o il cornetto caldo dopo la festa. Togliamo parte della tradizione popolare che è storia, ancora una volta giustificandoci per la "sicurezza ordine e pulizia". Spesso dietro l'ordine e la pulizia ci stà noia, incomprensione e paura. Mentre la gente aspira, dati i tempi che corrono, a volersi sentire libera (più che sicura), gli si tolgono piccole cose che aggravano la situazione. Che qualcuno spieghi ad un giovane perchè non si può divertire, perchè non può baciare la sua ragazza in pubblico, perchè deve rigare dritto in tutte le sue espressioni che niente hanno a che vedere con la legalità, ma sanno piuttosto di voglia e capacità di vivere. Va a finire che succede un altro 68', unito a questa crisi. Altro che esercito. Tuttavia queste espressioni non smettono di esistere. Si celano dietro l'apparenza. E l'apparenza è il primo muro da scalare nei rapporti umani, quella che spinge verso l'incomprensione e la lotta a chi è più "pulito". Una volta si diceva fosse la razza ariana.. com'è finita lo sappiamo tutti.. chissà che ne pensano i vecchiardi balilla.
4 marzo 2009
1 marzo 2009
Genchi e i misteri d'Italia. Da che parte ci fanno stare?
Video
Per chi conosce la questione e sa cosa in realtà fa questo perito, è chiaro come il video appaia duro e minaccioso. Non per noi, ma per i piani alti. Ancora una volta, dopo mani pulite e il pool, sembra che qualcosa di grosso si muova e qualcuno debba fare qualcosa per non far scattare di nuovo un'altra mani pulite, che come allora rastrellerebbe chissà quanta gente e quanti ministri e "grandi elettori" di questo o quel governo. Il termine "mafiocrazia" risulta quanto mai, in questa ipotesi (dato il numero e lo spessore dei controllati, ci garantisce genchi per giusto motivo e le persone che sanno chi è gli devono credere) molto profetizzante. Perchè una cosa è parlare di cattiva politica, una cosa è dimostrare che lo fa apposta, per scopi si tutti da provare, ma rintracciabilissimi grazie a persone come Genchi Per questo viene trattato alla stregua di Di Pietro e altri che non accettano tutto ciò. Una cosa del genere è già successa una volta, e sono saltati due magistrati come Falcone e Borsellino. Solo che allora la copertura mediatica non esisteva e l'opinione pubblica, lodava gente come Di Pietro e Genchi, scendeva in piazza per stringergli la mano e dargli fiducia. Oggi la disinformazione non consente tutto ciò. Le persone però non cambiano.. Sia di qui che "di là.."
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