11 novembre 2008

Passaparola n°21. Mafiocrazia.


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"Dire che la politica vuole occuparsi dei rapporti tra politica e mafia sarebbe come dire che la mafia si vuole occupare dei rapporti tra mafia e politica".

Io qui aggiungerei una cosa fondamentale che ritornerà presto. Porre una base di dipendenza della magistratura dalla politica (come vedremo nei prossimi mesi secondo gli schizzi di "follia programmata" del nostro caro "uomo poco simpatico, poco giovane e mediamente abbronzato") chiuderebbe il cerchio. in un sistema senza indipendenze di ruoli nei 3 poteri statali, Chi indaga su chi? Per conto degli interessi di chi? Soprattutto con questo mancato ricambio generazionale dei politici.. beh è davvero un interrogativo senza fine.

9 novembre 2008

Settimana da deliri Italo-Americani.

Settimana piena quella appena passata. Un presidente nuovo (no, non il nostro per sfortuna), concomitante con nuove minacce del terrorismo della famosa Al-qaida (esiste? ma questa è un'altra storia) e di Bin Laden (è ancora vivo?). Tutto il mondo si agita con sentimenti opposti. Una crisi che ci dà dentro in maniera sempre più netta al limite oramai della recessione reale in molti Stati; una nuova forza democratica in USA, che porta un nuovo teorico equilibrio tra poteri internazionali e minori differenze (teoriche, per le pratiche aspetteremo i risultati) a livello sociale nel nuovo continente; una situazione di funesta guerra civile in Congo quasi ignorata dall'occidente sviluppato (salvo i soliti militari mandati li a tentare di gestire una realtà così instabile e incontrollabile che dio abbia pietà delle loro anime).. insomma solo alcuni degli aspetti di questa confusa epoca storica, governata dai se e dai ma.

Ma in italia abbiamo altro di cui occuparci (o meglio altro di cui ci fanno occupare). Un Berlusconi splendente che vuole dare consigli al nuovo presidente degli Stati Uniti (magari addirittura proprio in merito a democrazia ed equilibrio?) e che così, carinamente, dice davanti a tutto il mondo che in fondo lui è un simpaticone, giovane e "abbronzato". Insomma vuole fare proprio la figura del paparino. La povera Italia si sente più grande.
A proposito di democrazia e di deliri Cossiga ci va dentro, così per confermare che abbiamo qualcosa da insegnare a Barack. Torna infatti a dar consigli al capo della polizia su come fomentare la paura per attirare il consenso per gestire le manifestazioni di piazza. "bisogna fare una vittima, una vittima che giustifichi l'uso della forza". Questo detto il giorno dopo che Berlusconi torna a dire alla fiera EICMA che "la tav si farà, anche con l'uso della forza militare". Naturalmente tutto ciò passa per buono o normale, tanto è inutile dire pio, non si può fare antipolitica. E quella povera cerchia di comunisti e giustizialisti sono solo la metastasi della democrazia insieme ai giudici, si perchè se la democrazia è formata da forze dell'ordine, decisionismo e fobia delle diversità d'opinione, allora quella minoranza non è democratica ma "antagonista", altro termine oggi usato e abusato. Salvo poi essere tutti contenti che in America ci sia Obama, perchè "il nostro Obama è Berlusconi". Sicuramente infatti Obama denigrerà la minoranza politica, stringerà la cinghia dei diritti dei lavoratori fino a livello inaccettabile, manderà l'esercito nelle manifestazioni contro le banche e i cortei dei pignorati.. insomma i giornali hanno detto che è come Berlusconi quindi io queste cose me le aspetto. E voi?

Tutti siamo con Obama; Tutti siamo anche con Berlusconi. E il nostro pensiero critico se ne và.. Delirio.

P.S. Le persone con un pò di intelligenza non possono - apparte l'infinito sarcasmo che avvolge il blog - che augurare a Barrack un buon lavoro e un cambiamento di tendenze verso una democrazia più vera, perchè se in America ce n'è una che, apparte tutti i problemi e la natura della popolazione con un pensiero diverso da quello europeo, almeno funziona politicamente, le scelte americane sono sempre il carro trainante di quelle degli altri stati occidentali. E l'Italia ha davvero bisogno di un "giovane abbronzato" perchè non ne può più di Settantenni che, estetica rifatta a parte, non sanno più stare al passo con i tempi e finiscono per riproporre sempre la stessa ricetta di potere, ordine e consenso della paura.



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6 novembre 2008

Intervista a Bice Biagi.


Ringrazio Stefano Corradino di Articolo21.info, autore dell'intervista sotto riportata per intero.


I giornali sarebbero ansiogeni? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto?” E’ la risposta perfetta all’accusa di Berlusconi ai programmi tv che “producono ansia…” La frase, del 2005, la prendiamo in prestito dall’autore che, anche in questo caso, si dimostra di straordinaria attualità… L’autore è Enzo Biagi di cui oggi, 6 novembre, ricorre l’anniversario della morte. La figlia Bice ha appena scritto un libro, un diario delle emozioni provate girando l’Italia per parlare del padre alla gente semplice del nostro Paese. “Era come un padre, ci manca” sono le frasi più ricorrenti pronunciate dalle donne e dagli uomini incontrati nel lungo viaggio.

Un libro su suo padre. Perché?
Per caso. Tutto nasce da alcuni viaggi fatti con mia sorella Carla. Siamo andati dove ci invitavano per raccontare di nostro padre. Circoli culturali, biblioteche, circoli Pd, università del tempo libero… Ogni volta che tornavo ero sempre carica di entusiasmo. Mi era piaciuta la gente che avevo incontrato. Gente che mio padre avrebbe voluto incontrare in un nuovo viaggio da nord a sud, che lui sognava di poter rifare per raccontare un’Italia pulita, quella di provincia. Dopo uno di questi viaggi, mentre raccontavo una delle ultime tappe, una collega mi ha detto “perché di queste storie non ne fai un libro?” E così è nata l’idea di un diario di viaggio a contatto con questa Italia così bella.

Chi ha incontrato durante il tragitto?
Le persone più diverse. Dal sacerdote di montagna che lo aveva conosciuto al vecchio partigiano di un paese vicino Reggio Emilia, che mi raccontava di aver dormito nei boschi con lui per parecchie notti e si ricordava i nomi dei luoghi e dei compagni... Centinaia di persone. Così belle e genuine e diverse tra di loro. Non pensavo lo conoscessero in tanti…

L’aggettivo che ricorreva di più parlando di Enzo?
“Per noi era come un padre” ci dicevano. A me e Carla veniva da rispondergli che per noi lo era davvero! E poi “quanto ci manca”. Queste le frasi più ricorrenti.

In che cosa è attuale Enzo Biagi?
Nella difesa della libertà e della democrazia.

Come vivrebbe la situazione politica e sociale italiana di oggi?
Male. Con grande angoscia e preoccupazione. Diceva da tempo che già alla terza settimana gli italiani faticavano ad andare avanti. Ma lo avrebbe detto con rabbia. non con rassegnazione, e avrebbe richiamato tutti i suoi amici alla necessità di resistere. Diceva che in fondo la resistenza non è mai finita e bisogna resistere tutti i giorni.

Come fanno gli studenti in piazza?
Sarebbe stato dalla loro parte. Con gli studenti e gli insegnanti che rivendicano un’istruzione per tutti, e di qualità. Aveva un bel rapporto di amicizia con Ignazio Marino. E quando seppe che da grande scienziato e ricercatore qual era andava via dall’Italia perché qui non riusciva a fare il suo lavoro, ci stette male. Oggi sarebbe dalla parte di tutti quelli che sono angosciati per i tagli alla ricerca, alla scuola, alla cultura.

Hanno proposto di consegnare a Milano l’Ambrogino d’oro alla sua memoria. La destra milanese ha detto no.
Era una parte politica che a mio padre onestamente non piaceva. E glielo mandava a dire. Ed è tutto probabile che a molti lui non piacesse. Per cui ringraziamo chi lo ha proposto e non ci fasciamo la testa se il centro destra milanese ha detto di no. Oltretutto né noi né mio padre siamo mai stati interessati a competizioni o a ottenere premi…

Dalle aggressioni in piazza a quelle ai programmi tv. Nelle cronache di questi giorni rimbalzano molti episodi che vedono protagoniste frange di estrema destra.
Quando mio padre parlava della destra ricordava un suo sogno: era con la nipotina Rachele, di religione ebraica e scappava in montagna nei luoghi in cui era stato partigiano. Scappavano tenendosi per mano e nel sogno lui le diceva di non preoccuparsi “perchè quei posti li conosco bene”. Avvertiva negli ultimi tempi un rigurgito di intolleranza, di fascismo. Starebbe male in questo momento.

Magari ci avrebbe realizzato una puntata de “Il Fatto”, una di queste ansiogene, come dice Berlusconi, che ci terrorizzano con il “malessere sociale”… Biagi trasmetteva ansia?
Non credo proprio. E vale anche per le poche o uniche trasmissioni che ancora informano correttamente la gente di questo paese. Magari Berlusconi, come ha fatto con l’editto bulgaro, smentirà anche queste affermazioni. Ma restano accuse pensanti e ingenerose verso gente che con grande fatica cerca di fare in modo onesto e pulito il suo lavoro.

Qualche giorno fa Giorgio Bocca nella trasmissione "Che tempo che fa" ha criticato duramente la tv e i giornalisti. Schiene troppo poco dritte?
Non ho l’autorevolezza per dare giudizi così netti. Certo ci sono due rilevazioni inevitabili da fare. Da una parte ci sono quelli che riescono ad adeguarsi in ogni momento al governo di turno. Si fa molto in fretta, diceva mio padre, a salire sul carro del vincitore e vale anche per la nostra categoria. Ma poi ci sono gli altri, ci siete voi, ci sono spazi televisivi che consentono ancora alla gente di capire cosa succede nel Paese. E per questo li prendono di mira e li vorrebbero cancellati. Penso a molte trasmissioni di Raitre. O a La7 che sta rischiando di soccombere”.


4 novembre 2008

Ci sono anche loro..



"Sono entrati nei villaggi, hanno saccheggiato tutto quello che trovavano, hanno sparato, ucciso, mutilato, violentato. E poi, anche per nascondere le prove di una violenza che si ripete, ossessivamente, da almeno due mesi, hanno appiccato il fuoco e distrutto tutto. Voci, testimonianze agghiaccianti. Difficili da verificare. Gran parte del territorio del nord del Kivu è al centro di una battaglia che non ha fronti. I ribelli di Nkunda hanno sferrato l'attacco finale per la conquista di Goma: una conquista simbolica ma strategica in questa guerra dimenticata dal mondo. Prendere Goma significa chiudere un cerchio attorno ai drappelli di soldati congolesi dislocati in un raggio di 50 chilometri. I soldati lo sanno. Si spostano veloci, ripiegando e avanzando sui sentieri ricavati in mezzo alla foresta..."

Articolo di Repubblica



When I came here there was more.
Now I've come back to destroy,
And I've got nothing left,
And it's a shame what we've become,
When we hurt the ones we love,
And it's a place I can not go,
Anymore.

When we collide we lose ourselves.
When we collide we break in two,
And as we push and we shove and we hurt the ones we love,
It's a hard mistake.
When we collide,
We break.

When the cold comes crashing down,
And the fight lost what it's about.
I could tell that you'd left.
It's a shame what we've become,
When we hurt the ones we love.
It's a place I can not go,
Anymore.

When we collide we lose ourselves.
When we collide we break in two,
And as we push and we shove and we hurt the ones we love,
It's a hard mistake.
When we collide,
When we collide.
It's a hard mistake,
When we collide.
It's a mistake,

When we collide we lose ourselves,
When we collide we break in two,
And as we push and we shove and we hurt the ones we love,
It's a hard mistake,
When we collide..
We break

Dishwalla - Collide

3 novembre 2008

Passaparola n°20. La P2 è viva e lotta con noi.


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Eccoci di nuovo dopo qualche giorno di stop. Tema del giorno è la p2, dopo la notizia del ritorno in tv di Licio Gelli. Credo che pochi tra i giovani conoscano cosa questa loggia sia stata. Il video del giorno di Marco dovrebbe dare un'infarinatura generale. Su internet trovate molte ricerche utili sul tema, ma basta molto poco per farsi un'idea. Molti affermano che questo fantomatico programma ce lo stiano ripropinando approfittando della coalizione pdl e dei consensi di Mister B. Guardacaso il premier era iscritto e con lui altri della stessa cerchia, alcuni dei quali sono ancora oggi dentro quelle mura sempre più cupe e illegali dei palazzi di governo. Vi invito ad ascoltare le parole di Marco e vi metto a disposizione il programma di rinascita "democratica" così potete con un pò di pazienza dargli uno sguardo, oltre al file con gli aderenti alla loggia.