7 ottobre 2008
4 ottobre 2008
P2P, Buone notizie per i downloaders.
E' di qualche giorno fà la notizia che la famosa Jammie Thomas, disoccupata donna, condannata a pagare 222 mila dollari per condivisione illegale di files pirata, è stata ora assolta. Non è possibile infatti, secondo i giudici, dimostrare il trasferimento dei files colo con la messa in condivisione. E dimostrare il trasferimento è impresa quasi impossibile, soprattutto con le reti p2p decentralizzate (emule kad, per fare un esempio) dove non si può trovare un log che dimostri il trasferimento e sia così utilizzabile come prova (l'onere spetta alla RIAA, controparte nel processo). I files di log sono comunque cancellabili laddove vengano creati.
E una grande vittoria perchè il caso della Thomas aveva creato una grande campagna contro la RIAA (la multinazionale che colpisce severamente i disoccupati precari per 4 canzonette); erano stati raccolti fondi per sostenere le spese legali della donna e grazie a lei la reputazione di queste multinazionali era molto calata. Ora la beffa, un grosso grattacapo non solo per la RIAA di oggi, ma anche quella di domani.
Non è certo l'unico problema che le etichette discografiche dovranno affrontare. Alcuni giorni fà è stata respinto l'atto che censurava in italia Pirate Bay, il più grande tracker per la rete bittorrent (uso ingiustificato delle norme in materia di sequestro preventivo), mentre in europa i condivisori delle reti p2p esultano dopo che la Comunità Europea ha respinto il piano francese che prevedeva la sospensione della banda larga al terzo richiamo per file-sharing illegale; quello si avrebbe creato un giro di vite non di poca cosa (aggiungerei che molti isp non l'avrebbero presa bene, immaginate migliaia di contratti in meno...)
insomma tempi d'oro per la condivisione libera, a dimostrazione che le politiche di contrasto assoluto a questo fenomeno non servono, e quelle relative al arginamento di esso tramite nuovi strumenti di distribuzione multimediale a pagamento (e non) sono arrivati troppo tardi, causa una scarsa lungimiranza degli operatori dell'industria di contenuti d'ingegno, sempre arroccata sulle stesse posizioni ormai obsolete, a cui non sembra (generalizzando) dare uno scossone neanche oggi (recente la richiesta di aumentare gli anni di copertura del diritto d'autore addirittura a novanta!)
E una grande vittoria perchè il caso della Thomas aveva creato una grande campagna contro la RIAA (la multinazionale che colpisce severamente i disoccupati precari per 4 canzonette); erano stati raccolti fondi per sostenere le spese legali della donna e grazie a lei la reputazione di queste multinazionali era molto calata. Ora la beffa, un grosso grattacapo non solo per la RIAA di oggi, ma anche quella di domani.
Non è certo l'unico problema che le etichette discografiche dovranno affrontare. Alcuni giorni fà è stata respinto l'atto che censurava in italia Pirate Bay, il più grande tracker per la rete bittorrent (uso ingiustificato delle norme in materia di sequestro preventivo), mentre in europa i condivisori delle reti p2p esultano dopo che la Comunità Europea ha respinto il piano francese che prevedeva la sospensione della banda larga al terzo richiamo per file-sharing illegale; quello si avrebbe creato un giro di vite non di poca cosa (aggiungerei che molti isp non l'avrebbero presa bene, immaginate migliaia di contratti in meno...)
insomma tempi d'oro per la condivisione libera, a dimostrazione che le politiche di contrasto assoluto a questo fenomeno non servono, e quelle relative al arginamento di esso tramite nuovi strumenti di distribuzione multimediale a pagamento (e non) sono arrivati troppo tardi, causa una scarsa lungimiranza degli operatori dell'industria di contenuti d'ingegno, sempre arroccata sulle stesse posizioni ormai obsolete, a cui non sembra (generalizzando) dare uno scossone neanche oggi (recente la richiesta di aumentare gli anni di copertura del diritto d'autore addirittura a novanta!)
3 ottobre 2008
2 ottobre 2008
Vignette di Vauro, (Decreto legge)
Oggi si fa un gran parlare di Berlusconi che annuncia che sarà sua intenzione adoperare molto di più lo strumento del Decreto Legge; per chi non lo sapesse è uno strumento che annulla la dialettica parlamentare (e mina notevolmente la democrazia) a favore della decisione di sola maggioranza. L'obbiettivo naturale sarebbe far fronte a situazioni di emergenza (tipo guerre civili, sicurezza di Stato, Calamità naturali, ecc). E' bene dire che dall'inizio della legislatura sono state effettuate 13 manovre legislative, delle quali solo 2 sono passate dal parlamento e dal senato, e le altre sono state approvate tramite Decreto legge (in realtà Mister B c'aveva provato anche con una riforma per le intercettazioni telefoniche ma staremo a vedere...). Per chi capisce poco di questa cosa funziona così:
-La maggioranza fa una legge (maggioranza che non rappresenta tutta l'Italia democratica)
-Il presidente firma
-La legge entra in vigore entro 60 giorni
Niente maggioranza parlamentare, niente dibattimento in Senato; a cosa assomigli questa cosa lo lascio stabilire a voi. Direte naturalmente "ma se il presidente della Repubblica firma non dovrebbero esserci problemi..." e sono d'accordo con voi.. in effetti non capisco determinate cose ultimamente..
-La maggioranza fa una legge (maggioranza che non rappresenta tutta l'Italia democratica)
-Il presidente firma
-La legge entra in vigore entro 60 giorni
Niente maggioranza parlamentare, niente dibattimento in Senato; a cosa assomigli questa cosa lo lascio stabilire a voi. Direte naturalmente "ma se il presidente della Repubblica firma non dovrebbero esserci problemi..." e sono d'accordo con voi.. in effetti non capisco determinate cose ultimamente..
ma cosa ne pensa Vauro?
30 settembre 2008
Passaparola n°15. Senza Stato nè Legge.
Video
Tanto per tenere fresca la mente, ora che un pm ha finalmente sollevato la questione di incostituzionalità della legge che salva non tanto Mister B, ma la sua reputazione - che come noto stà in piedi solo con una massiccia infrastruttura di "distrazione di massa" meglio denominata come Mediaset (& co, ma solo quando è il presidente del consiglio) - Marco esamina di nuovo i profili di incostituzionalità con una nuova relazione dei soliti giuristi cattocomunisti forcaioli giustizialisti, che giustamente si rifanno ad altrettanti forcaioli giustizialisti che, pensate un pò, esistevano anche dentro la costituente, e tramavano fin da quei tempi contro gli uomini più uguali degli altri del ventunesimo secolo. Buona visione.
27 settembre 2008
Vignette di Vauro, (annozero 25/09/08: Alitalia)
Video
Ecco il primo appuntamento della nuova rubrica satirica "Doppia V", dove tramite il solito youtube raccoglieremo da oggi le vignette Dell'irriverente Vauro Senesi, Ogni settimana presente ad Annozero. Si comincia con l'ultima puntata di giorno 25 scorso.
26 settembre 2008
Pm a processo mediaset: La legge non è uguale per tutti, non ci sto.
"MILANO - Il pm Fabio De Pasquale ha sollevato un'eccezione di costituzionalità del Lodo Alfano nel processo che vede imputato, fra gli altri, il premier Silvio Berlusconi per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. Il pm ha chiesto ai giudici di dichiarare la sospensione del processo solo per l'imputato Berlusconi e di procedere per gli altri 11 imputati.
Secondo De Pasquale il Lodo Alfano viola l'art.3 della Costituzione, che garantisce l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. L'uguaglianza viene violata anche da norme 'irragionevoli', e secondo il pm il Lodo Alfano lo è perché sospende i processi alle più alte cariche dello Stato per tutti i reati e automaticamente, senza considerare la fase in cui si trovano i procedimenti. Un altro riferimento del pm è al trattamento diverso tra il presidente del Consiglio e i ministri e al trattamento sempre diverso tra i presidenti delle Camere da una parte e deputati e senatori dall'altra.
Il pm ha poi ricordato la sentenza della Corte Costituzionale con la quale si bocciava il Lodo Schifani per violazione dell'articolo 136 ("Quando la Corte Costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione. La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali"). Infine il rappresentante dell'accusa ha ricordato che al Lodo Alfano si è arrivati con una legge ordinaria e non con una legge di revisione costituzionale (che richiede una procedura molto più complessa)."
da "Repubblica"
Bene, ecco la prima occasione per sollevare la questione costituzionale del lodo Alfano. Naturalmente il pm non se l'è fatta sfuggire. Vedremo ora come si evolveranno le cose. Ricordo che le accuse che gravano su Silvio Berlusconi per questo processo sono di aver gonfiato il valore di alcuni programmi/film tramite falsi intermediari e aver così incassato di più per la vendita dei relativi diritti. Come sempre si saranno inventati tutto i magistrati, non sia mai che Berlusconi sia veramente immischiato in tutto ciò...
Secondo De Pasquale il Lodo Alfano viola l'art.3 della Costituzione, che garantisce l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. L'uguaglianza viene violata anche da norme 'irragionevoli', e secondo il pm il Lodo Alfano lo è perché sospende i processi alle più alte cariche dello Stato per tutti i reati e automaticamente, senza considerare la fase in cui si trovano i procedimenti. Un altro riferimento del pm è al trattamento diverso tra il presidente del Consiglio e i ministri e al trattamento sempre diverso tra i presidenti delle Camere da una parte e deputati e senatori dall'altra.
Il pm ha poi ricordato la sentenza della Corte Costituzionale con la quale si bocciava il Lodo Schifani per violazione dell'articolo 136 ("Quando la Corte Costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione. La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali"). Infine il rappresentante dell'accusa ha ricordato che al Lodo Alfano si è arrivati con una legge ordinaria e non con una legge di revisione costituzionale (che richiede una procedura molto più complessa)."
da "Repubblica"
Bene, ecco la prima occasione per sollevare la questione costituzionale del lodo Alfano. Naturalmente il pm non se l'è fatta sfuggire. Vedremo ora come si evolveranno le cose. Ricordo che le accuse che gravano su Silvio Berlusconi per questo processo sono di aver gonfiato il valore di alcuni programmi/film tramite falsi intermediari e aver così incassato di più per la vendita dei relativi diritti. Come sempre si saranno inventati tutto i magistrati, non sia mai che Berlusconi sia veramente immischiato in tutto ciò...
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